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Castelli, torri e palazzi

Palazzo Granafei Nervegna

Brindisi (BR)

Palazzo Granafei Nervegna
Palazzo Granafei Nervegna
Foto Carlos Solito · Regione Puglia

Il racconto

Palazzo Granafei-Nervegna è un palazzo storico di Brindisi in via Duomo 20, la cui più antica attestazione è un documento del 1565 che lo cita come palazzo di Nicolò Granafei 3,4. L'edificio ha facciata rinascimentale con influenze barocche, divisa in tre ordini da cornici marcapiano con quattro aforismi latini 5,4. Dalla famiglia Granafei passò nel 1862 ai fratelli Luigi e Giuseppe Nervegna, poi nel 1921 al Piccolo Credito Cattolico e nel 1930 al Comune di Brindisi, che vi collocò il Tribunale fino al 1976 3,4. Nel piano terra e nel giardino laterale sono stati trovati nel 2000 resti murari di una domus o di un complesso termale di età romana imperiale 1,2. Dopo il restauro è stato riaperto nel 2008 come contenitore culturale e sede di uffici di rappresentanza comunali 3.

Storia
  1. Età romano imperiale (I-III secolo d.C.)

    Durante i lavori di consolidamento statico del 2000 sono stati identificati, nel piano terra e nel giardino laterale del palazzo, resti di strutture murarie di diversi ambienti di una domus o di un complesso termale di età romano imperiale 1,2.

  2. XVI secolo

    I Granafei si trasferiscono a Brindisi: la scheda regionale indica la metà del XVI secolo, con provenienza da Oria, e ricorda Nicolò Granafei sindaco nel 1534 e nel 1545 3; Wikipedia indica il 1508, quando Ferdinando d'Aragona offriva incentivi per ripopolare la città 4.

  3. 1565

    Prima attestazione documentata del palazzo, nella visita pastorale dell'arcivescovo Giovanni Bovio: "Palatii m(agnifi)ci Nicolai Granafei, in vicinio S(anc)ti Pelini" 3,4. Il nucleo originale dell'edificio risale a questa data 5,4.

  4. 1699

    Nel testamento dell'abate Francesco Luca Granafei il palazzo è descritto come "palazzo, con sala, camere, magazzini, giardino ed altri membri superiori et inferiori", nel vicinato di San Pelino 4.

  5. 1749

    Un inventario delle suppellettili descrive l'organizzazione interna: al piano superiore sala, anticamera, camere, cappella e cucina, a piano terra stalle e magazzini. La famiglia Granafei non risiede a Brindisi e affitta spesso il palazzo 4.

  6. 1862

    Nel gennaio 1862 Giovanni Granafei, che intende trasferirsi a Mesagne, vende il palazzo per 5mila ducati ai fratelli Luigi e Giuseppe Nervegna, mercanti di origine ortonese; Luigi Nervegna già vi abitava in affitto 3,4.

  7. 1908

    Giuseppe e Luigi Nervegna muoiono e lasciano i beni a Oscar Maria, primogenito di Giuseppe 4.

  8. Marzo 1921

    Il palazzo passa alla società anonima Piccolo Credito Cattolico, che secondo Wikipedia era gestita dal sacerdote Lorenzo Monaco 3,4.

Mostra altre 5 date
  1. 1930-1976

    Nel settembre 1930 il Comune di Brindisi rileva il palazzo e lo destina a sede del Tribunale (secondo Wikipedia anche Corte d'Assise e Pretura), uso mantenuto fino al 1976 3,4.

  2. 3 novembre 1981

    Il palazzo risulta dichiarato di interesse culturale, di proprietà di ente pubblico territoriale, con provvedimento del 3 novembre 1981 (L. 1089/1939 art. 4) 6.

  3. 2000

    Lavori di consolidamento statico e saggi stratigrafici, che portano alla luce i resti romani 1,2.

  4. 2008

    Dopo decenni di abbandono il complesso restaurato è riaperto al pubblico come contenitore culturale 3. Secondo la sintesi di un sito locale il restauro risale al 2007 7.

  5. 2009-2010

    Dal 24 ottobre 2009 al 24 gennaio 2010, poi prorogata al 7 febbraio 2010, si tiene nelle sale la mostra "L'eredità del Novecento. I capolavori della Collezione Mazzolini", con oltre cento opere 4.

Architettura e opere

Il prospetto è rinascimentale con influenze barocche, in particolare negli elementi dei balconi in pietra 5. È diviso in tre ordini da cornici marcapiano, sulle quali si leggono quattro aforismi latini di sapienza, e ha finestre diverse l'una dall'altra 5,4. Il portale reca lo stemma dei Granafei, un leone rampante con una spiga di grano ("granum fert"), che allude alla presunta etimologia del cognome 3,4. Nel 1699 il palazzo è descritto con sala, camere, magazzini e giardino; agli inizi dell'Ottocento il Registro delle Sezioni conta "12 soprani e 3 sottani", giardino e 5 magazzini; verso il 1880 risulta con 20 vani a piano terra, 20 al primo piano e 20 al secondo 4. Secondo siti turistici locali, all'interno sono visibili i mosaici della domus romana e la Sala della Colonna 8,9,7. La Guida artistica d'Italia del 1978 lo elenca tra i monumenti di Brindisi, allora ancora Tribunale 10.

Leggende e tradizioni

Secondo Wikipedia, la famiglia Granafei sarebbe originaria di Costantinopoli, da cui sarebbe fuggita quando la città fu presa dai Turchi di Maometto II per rifugiarsi a Oria; la notizia è presentata al condizionale 4. Lo stemma con la spiga di grano si lega alla presunta etimologia del cognome da "granum fert" 4,7.

Antichità

Nel 2000 i saggi stratigrafici nel piano terra e nel giardino laterale hanno identificato resti di strutture murarie relative a più ambienti di una domus o di un complesso termale di età romano imperiale 1,2. Secondo la scheda del Comune e siti turistici locali, nel palazzo sono visibili un capitello e i mosaici della domus 11,9,12. L'interpretazione come domus o terme non è precisata dalle schede.

La visita

Il palazzo è in via Duomo 20, a Brindisi 3. Secondo la scheda ufficiale del Comune di Brindisi è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 20 e senza barriere architettoniche; la scheda non riporta l'anno di aggiornamento 11. Secondo la stessa scheda il palazzo ospita sale espositive al primo piano e la biblioteca multimediale Testefiorite nell'ex tribunale 11; durante le Giornate europee del patrimonio del 27-28 settembre 2025 vi era l'Info Point dell'iniziativa 13. Vi hanno sede anche uffici di rappresentanza del sindaco e dell'amministrazione comunale 3. Il sito salentosagreeventi.it registra eventi nel luogo, tra cui uno il 23 ottobre 2026 14.

Curiosità
  • Giuseppe Nervegna fu commerciante, console di Germania, viceconsole britannico e olandese, presidente della Camera di commercio di Terra d'Otranto dal 1869 al 1881, appassionato di archeologia e numismatica; la sua raccolta di volumi di numismatica è alla biblioteca arcivescovile "A. De Leo" di Brindisi 4.
  • Nel palazzo si sono tenuti mostre e convegni, tra cui Collezionare il futurismo (2009), un convegno sull'età federiciana in terra di Brindisi (novembre 2013) e le rassegne internazionali del presepe tra il 2010 e il 2015 15,16.
  • Secondo un sito di eventi, il 27 settembre 2019 vi si è svolta una visita guidata sui Nervegna, mercanti di Ortona, con il giornale di bordo del 1858 della goletta L'Angioletto 17.
  • Secondo un sito locale, tre fotografie del 1884-85 del fotografo A. De Mattia (Archivio fotografico ICCD) mostrano i balconi in pietra traforata, e nell'edificio ebbero sede alcuni viceconsolati 18.
Le fonti non concordano

Su questi punti le fonti danno versioni diverse.

Arrivo dei Granafei a Brindisi
Metà del XVI secolo, da Oria 3; 1508, per gli incentivi di Ferdinando d'Aragona 4.
Cessione del 1921
Oscar Granafei cedette il palazzo al Piccolo Credito Cattolico 3; Oscar Maria Nervegna lo vende alla stessa società 4.
Passaggio ai Nervegna
La scheda regionale e Wikipedia datano la vendita ai fratelli Nervegna al gennaio 1862, quando Giovanni Granafei decide di trasferirsi a Mesagne 3,4; la stessa voce di Wikipedia afferma però anche che il palazzo passò ai Nervegna nel XVIII secolo, quando i Granafei si trasferirono a Mesagne, e altrove colloca il trasferimento a Mesagne nei primi anni del XIX secolo 4.
Datazione dei resti romani
Età romano imperiale I-III secolo d.C. 1; I-II secolo d.C. 2; una sintesi locale parla di domus del II secolo 9.
Data del restauro
Restauro e riapertura nel 2008 3; restauro 2007 e apertura 2008 7.
La scheda della Regione Puglia

Nel cuore del centro storico di Brindisi, Palazzo Granafei Nervegna, è un elegante edificio la cui più antica attestazione risale a un documento del 1565.

La famiglia Granafei, il cui stemma campeggia al centro del portale principale, si trasferì da Oria a Brindisi nella metà del XVI secolo, periodo in cui Nicolò Granafei fu sindaco della città, nel 1534 e nel 1545.

Nel gennaio del 1862 un suo discendente, Giovanni Granafei, deciso a trasferire la propria residenza a Mesagne, vendette il palazzo per 5mila ducati ai fratelli Luigi e Giuseppe Nervegna, i cui eredi ne mantennero la proprietà fino al 1921.

Nel marzo dello stesso anno, Oscar Granafei cedette il palazzo al Piccolo Credito Cattolico, da cui fu rilevato nel settembre del 1930 dal Comune di Brindisi, per farne la sede del Tribunale, destinazione mantenuta fino al 1976.

Dopo decenni di abbandono, il complesso è stato restaurato e riaperto al pubblico nel 2008 diventando un importante contenitore culturale. Alcuni ambienti sono ora dedicati a ospitare uffici di rappresentanza del sindaco e dell’amministrazione comunale.

Libri per approfondire
  • G. Caliandro, Via Duomo, Palazzo Nervegna, in Notiziario delle attività di tutela, Nuova Serie, II, Taranto, 2015, pp. 88-90 5
  • G. Carito, Brindisi nuova guida, Brindisi, 1993 5
  • R. Jurlaro, Storia e cultura dei monumenti brindisini, Galatina, Amici della "A. de Leo", 1976 5
  • V. Ribezzi Petrosillo, Guida di Brindisi - la storia, la città antica, il porto, il paesaggio costiero, 1993 19
Fonti (19)

Il racconto è scritto solo da queste fonti: i numeri nel testo rimandano qui. Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026.

  1. 1.CartApulia (Regione): Palazzo Granafei Nervegna - domus (età imperiale) · istituzionale
  2. 2.Geoportale Nazionale per l'Archeologia: Palazzo Granafei Nervegna · istituzionale
  3. 3.Regione Puglia, scheda del luogo (viaggiareinpuglia.it) · istituzionale
  4. 4.Wikipedia (it): Palazzo Granafei-Nervegna · enciclopedia
  5. 5.CartApulia (Regione): Palazzo Granafei Nervegna · istituzionale
  6. 6.Vincoli in Rete (MiC): Palazzo Nervegna Granafei · istituzionale
  7. 7.Palazzo Granafei Nervegna — Brundarte (Francesco Guadalupi) · web
  8. 8.Palazzo Granafei - Nervegna — SeaBrindisi (portale turistico dell'Amministrazione comunale) · web
  9. 9.Palazzo Granafei-Nervegna - We Are in Brindisi — We Are in Brindisi (sito turistico) · web
  10. 10., Guida artistica d'Italia: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna (1978) — brano · libro
  11. 11.Palazzo Granafei-Nervegna — Comune di Brindisi · istituzionale
  12. 12.Palazzo Granafei-Nervegna: History, Art, and Roman Mosaics in Brindisi — Italy Tripper · blog
  13. 13.GEP 2025 - Brindisi Architetture ritrovate — Ministero della Cultura (cultura.gov.it) · istituzionale
  14. 14.salentosagreeventi.it: eventi nel luogo · istituzionale
  15. 15.Accademia degli Euteleti, Bollettino dell'Accademia degli Euteleti della Città di San Miniato n. 87 2020 (2020) — brani · libro
  16. 16.Catalogo SBN: libri sul luogo · libro
  17. 17.Venerdì 27 settembre 2019 - visita guidata sulle tracce della famiglia Nervegna — il Tacco di Bacco · web
  18. 18.Palazzo Granafei-Nervegna, un tempo sede di diversi consolati — Brundarte (Francesco Guadalupi) · web
  19. 19.Vittoria Ribezzi Petrosillo, Guida di Brindisi – la storia, la città antica, il porto, il paesaggio costiero (1993) — brano · libro

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