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Museo Diocesano “Giovanni Tarantini”

Brindisi (BR)

Duomo e Museo Diocesano
Duomo e Museo Diocesano
Duomo e Museo DiocesanoRegione Puglia

Il racconto

Il Museo diocesano “Giovanni Tarantini” di Brindisi è stato inaugurato nel giugno 2012 nella chiesa di Santa Teresa 1,2,5. I beni sono poi stati trasferiti nella chiesa di San Paolo Eremita, e nel gennaio 2021 l'arcivescovo Domenico Caliandro ha eretto la Rete Museale Diocesana, con sedi a Brindisi e una sezione a Ostuni 1,2. Tra le opere principali figurano l'arca d'argento di san Teodoro d'Amasea, lo sciamito, l'idria detta “vaso dell'Epifania” e la pergamena del Privilegium di Federico II del 1219 1,2. Una sezione archeologica è ospitata nella chiesa delle Scuole Pie 6,7.

Storia
  1. VIII secolo

    Datazione dell'idria di marmo serpentino (“vaso dell'Epifania”) conservata nel museo 1,2.

  2. 1219

    Data della pergamena del Privilegium Imperatoris Friderici II, con la firma autografa dell'imperatore, che conferma all'arcivescovo di Brindisi Pellegrino d'Asti (1216-22) le prerogative patrimoniali e giurisdizionali della sua chiesa 1,2.

  3. 9 novembre 1225incerto

    Nozze, celebrate nella basilica Cattedrale, fra Isabella di Brienne e Federico II di Svevia. Secondo la scheda del Ministero, l'idria fu probabilmente portata a Brindisi nel XIII secolo, forse con le reliquie di san Teodoro d'Amasea in quell'occasione 1,2. Le fonti usano formule dubitative (“probabilmente”, “forse”, “avrebbe avvolto”) per la traslazione delle reliquie e dello sciamito 1,2.

  4. 1697incerto

    Secondo la sintesi della pagina della curia, la chiesa di Santa Teresa degli Scalzi risulta completata in questa data 3. Brundarte (sito web) indica lo stesso anno, con progetto attribuito a Giuseppe Zimbalo e carmelitani scalzi 4.

  5. 1738

    Platea, inventario dei beni del convento di San Paolo de' Minori Conventuali, che presenta l'unica pianta esistente del convento; è esposta nel percorso di San Paolo Eremita 2.

  6. Giugno 2012

    Inaugurazione del museo nella sede della chiesa di Santa Teresa 1,2,5.

  7. Gennaio 2021

    L'arcivescovo Domenico Caliandro, con decreto, erige canonicamente la Rete Museale Diocesana: sedi a Brindisi nella chiesa di Santa Teresa e piano superiore, nella chiesa di San Paolo Eremita e nella chiesa delle Scuole Pie, più la sezione di Ostuni al piano terra del Palazzo dell'Episcopio 1,2.

  8. 2022

    Intervento di recupero e funzionalizzazione di infrastrutture materiali nella chiesa di Santa Teresa, con laboratori e adeguamento tecnologico; secondo Wikipedia, finanziato dal bando della Regione Puglia per la valorizzazione del patrimonio degli enti ecclesiastici 1,2. Dopo i permessi delle Soprintendenze e per decreto dell'arcivescovo, i beni sono stati trasferiti da Santa Teresa a San Paolo Eremita (la data del trasferimento non è indicata) 1,2.

Mostra altre 2 date
  1. 18 marzo 2023

    Secondo Wikipedia, furono rubati gli argenti settecenteschi di manifattura napoletana collocati nella navata dell'edificio sacro 2.

  2. 14 giugno 2024

    Presentazione della sezione archeologica nella chiesa delle Scuole Pie, con la raccolta di Annibale De Leo e Giovanni Tarantini e un inventario del 1804 del bibliotecario Giovan Battista Lezzi 6.

Le date con il quadrato vuoto sono incerte: le riportano poche fonti o fonti non verificate.

Architettura e opere

Il museo è una rete di sedi. Nella chiesa di San Paolo Eremita il percorso è cronologico e tematico e si apre con la Platea del 1738 2. Tra le opere del Medioevo: l'idria di marmo serpentino del VIII secolo, detta “vaso dell'Epifania”; l'arca d'argento di san Teodoro d'Amasea (XIII secolo), con le quattro facce verticali rivestite di lastre d'argento; lo sciamito operato a due trame, tessuto di seta dal fondo dorato detto “oro di Cipro”, con medaglioni polilobati; la pergamena del Privilegium di Federico II del 1219 1,2. Sono presenti anche cartegloria, legature di messali, evangeliari e antifonari, una jad di tradizione ebraica e piatti per elemosine cinquecenteschi in ottone, uno con Adamo ed Eva 1,2. Tra le tele: l'Angelo con il simbolo della Passione (la scala della Croce), attribuito da Lucio Galante e Massimo Guastella all'ambito di Simon Vouet, e un San Lorenzo da Brindisi di fine XVII secolo 1,2. Sul presbiterio si trovano la sezione su san Lorenzo da Brindisi, con il leggio da lui usato nella chiesa di San Benedetto, i suoi abiti liturgici e alcuni libri del monastero degli Angeli, e la sezione dei paramenti, con pianete studiate da Maria Pia Pettinau Vescina 2. La scheda regionale cita inoltre tele del Settecento, tra cui quelle di Serafino Elmo, gli argenti del capitolo cattedrale e i paramenti indossati da Benedetto XVI nella visita del 2008 8; questi elementi non compaiono nelle altre fonti lette. La sede di Santa Teresa è una chiesa barocca non adibita al culto 8; secondo la sintesi della curia fu completata nel 1697 3, e secondo Brundarte il progetto è attribuito a Giuseppe Zimbalo 4. Le tre sezioni sono: religiosa (San Paolo Eremita), archeologica (Scuole Pie), virtuale (Santa Teresa) 7. Il bibliotecario Lezzi redasse nel 1804 un inventario della raccolta archeologica 6.

Leggende e tradizioni

Secondo la tradizione, l'arca di San Teodoro e lo sciamito avvolgevano le reliquie di san Teodoro d'Amasea, patrono di Brindisi insieme a san Lorenzo 8. Secondo Wikipedia, le reliquie furono traslate da Euchaita (Anatolia) in occasione delle nozze di Federico II e avvolte in uno sciamito 2; le fonti riportano la traslazione al condizionale.

La visita

Indirizzo indicato dalla Regione Puglia: Vico De' Vavotici 8, Brindisi (chiesa di San Paolo Eremita); altre sedi: chiesa di Santa Teresa, Piazza Santa Teresa, e chiesa delle Scuole Pie, Via Tarantini 32 b 8,1. La scheda del Ministero (aggiornata al 2015) riporta orari dal lunedì alla domenica, di norma 8:30-13:30 (il lunedì anche 16:00-19:00), e la chiusura del giovedì “temporaneamente fino a nuove disposizioni”; sono dati datati e da verificare 1. Gli argenti collocati nella navata sono stati rubati nel marzo 2023 e non sono quindi visibili 2.

Curiosità
  • Sulla preziosa arca d'argento compare, secondo la scheda regionale, la più antica immagine nota di Brindisi 8.
  • Sono esposti i paramenti indossati da Benedetto XVI durante la visita pastorale a Brindisi nel 2008 8.
Le fonti non concordano

Su questi punti le fonti danno versioni diverse.

Sede del museo
La scheda regionale parla di Santa Teresa come “nuova sede” 8. Wikipedia e il Ministero indicano come sede principale San Paolo Eremita, dove i beni sono stati trasferiti da Santa Teresa 1,2. Wikivoyage lo colloca nel Seminario arcivescovile (realizzato nel 1720 su progetto di Mauro Manieri) 9.
Data di istituzione
Giugno 2012 secondo Ministero, Wikipedia e Cultura Italia 1,2,5. La sintesi di Cathopedia riporta il 2005, da usare con cautela 10.
Cronologia della scheda del Ministero
La scheda è indicata come aggiornata al 2015 1 ma cita un intervento del 2022 e un decreto del 2021: il testo è stato evidentemente rivisto dopo quella data.
La scheda della Regione Puglia

La nuova sede del Museo Diocesano “Giovanni Tarantini” di Brindisi è la Chiesa di Santa Teresa, edificio sacro barocco non adibito al culto.

È uno scrigno di tesori e testimonianze storiche, in cui la storia cittadina si racconta attraverso la devozione e le tradizioni popolari. Fiore all’occhiello della collezione sono l’arca di San Teodoro e il prezioso sciamito che, secondo la tradizione, avvolgevano le reliquie di San Teodoro d’Amasea, patrono della città insieme a San Lorenzo. Sulla preziosa arca d’argento compare la più antica immagine nota di Brindisi.

Da non perdere sono anche l’idria in granito egiziano con le Nozze di Cana e il Privilegium dell’Imperatore Federico II di Svevia, con l’autografo dello “Stupor Mundi”.

Tutte da ammirare sono, inoltre, le tele del ‘700, tra cui quelle del maestro Serafino Elmo, gli argenti appartenenti al capitolo cattedrale e i paramenti sacri indossati da papa Benedetto XVI durante la sua visita pastorale a Brindisi nel 2008.

Libri per approfondire
  • Giovanni Boraccesi, Suppellettili in argento del Museo diocesano Giovanni Tarantini di Brindisi, Grenzi Editore, 2011 2,11
  • Vittoria R. Petrosillo, Guida di Brindisi, 1993 12
  • Giacomo Carito, Brindisi. Nuova guida, 1993/1994 12
  • Massimo Guastella, tesi di catalogazione della pittura sacra del Cinque-Settecento, Università di Lecce 12
Fonti (12)

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