
Il racconto
La cripta della Beata Vergine di Coelimanna, detta anche Virgo Manna Coeli, è un ambiente rupestre scavato lungo la serra di Supersano, accanto al cimitero comunale e al santuario omonimo 6,10. Il Catalogo generale dei Beni Culturali la colloca tra il X e il XIII secolo, altre schede nel basso Medioevo (fine XI-XIV secolo) 1,2. Conserva affreschi di tre fasi, dalla bizantina (secoli XI-XIV) alla barocca, con iscrizioni in due lingue 6,4. Il santuario addossato alla roccia è datato 1746 dal portale; per BeWeB una chiesa era stata eretta già verso il 1670 6,7,5. Secondo alcune fonti locali la cripta è chiusa al pubblico da anni per problemi di stabilità 11,9.
Storia
X-XIII secolo
Il Catalogo generale dei Beni Culturali data la cripta tra il X e il XIII secolo; la scheda CartApulia colloca la sua fase tra la fine dell'XI e il XIV secolo, ipotizzando un primo impianto del solo endonartece; una scheda FAI parla di cripta basiliana del 1000-1200.1,2,3
XI-XIV secolo
Secondo lo studio di Stefano Cortese pubblicato dalla diocesi, la prima fase decorativa è costituita da affreschi bizantini dell'XI-XIV secolo.4
XVI secolo
Una seconda fase decorativa comprende dipinti cinquecenteschi con Madonna in trono e Madonna della Misericordia.4
Circa 1670
Dalla visita pastorale del 1711 di mons. Tommaso De Rossi risulta che verso il 1670, al tempo del principe di Ruffano Pietro Brancaccio, con le elemosine fu eretta «in meliorem formam» la chiesa sopra un'antica cripta italo-greca.5
1746
Il santuario è riedificato accanto alla chiesa-cripta; il portale reca la sigla A.R.S. e la data 1746, che per BeWeB probabilmente allude alla riapertura o alla riconsacrazione al culto. L'aspetto attuale della cripta è frutto di modifiche legate alla costruzione del santuario.6,1,7,5
1871
Cosimo De Giorgi, nei Bozzetti di viaggio, dà notizia di un restauro della chiesa compiuto nel 1871.5
1899-1904
Il cartapestaio leccese Giuseppe Manzo realizza l'altorilievo in cartapesta sull'altare maggiore (1899) e un gruppo scultoreo (1904) con l'apparizione della Vergine alla pastorella.5
1982
Il 30 aprile 1982 il santuario è inserito nell'elenco dei beni di ente pubblico o ecclesiastico di interesse culturale (L. 1089/1939, art. 4).8
Mostra altre 2 date
Le date con il quadrato vuoto sono incerte: le riportano poche fonti o fonti non verificate.
Architettura e opere
La cripta è un ambiente scavato nella roccia lungo la serra di Supersano, con ingresso di circa 1 metro che, con una finestra, è l'unica fonte di luce 6. Lo spazio ha forma rettangolare, ad aula con abside circolare, ed è ripartito da due pilastri di forma e dimensione diverse su cui è impostato un arco, secondo la disposizione delle basiliche paleocristiane 6,1,2. La scheda CartApulia lo descrive come preceduto da un endonartece; il Catalogo generale parla di un ambiente unico con un breve cunicolo sul lato nord che immette in un vano più piccolo e basso, interpretato da alcuni studiosi come il luogo di culto originario 1,2. Vi sono due altari: uno probabilmente originario, addossato alla parete occidentale, e uno barocco al centro, che racchiude un affresco bizantino 6,1. Gli affreschi hanno carattere iconico e decorativo, con iscrizioni in due lingue, segno di una graduale latinizzazione della popolazione 6. La scheda del Comune ricorda affreschi di San Giovanni Battista e San Nicola 10. Lo studio di Cortese distingue tre fasi: bizantina (XI-XIV secolo), cinquecentesca e barocca con la Morte 4. Il santuario ha facciata in conci tufacei a vista con portale tardo barocco, finestra rettangolare, timpano spezzato e campanile a doppia vela; l'interno è a croce greca con volta a squadro, realizzata probabilmente nella seconda metà del Seicento 7,5. Dal presbiterio una finestrella permette di affacciarsi sulla cripta 5. All'interno si trovano opere in cartapesta di Giuseppe Manzo, un organo probabilmente ottocentesco e arredi lignei 5.
Leggende e tradizioni
Secondo alcune fonti locali tre leggende sono legate al luogo: un principe romano guarito, l'apparizione della Vergine a una pastorella nel Quattrocento e il brigante Quintino Venneri ucciso nel santuario nel 1863 12. La pagina della festa patronale (4-7 luglio) racconta l'apparizione alla pastorella e il ritrovamento della cripta con l'iscrizione Virgo Manna Coeli 13; l'apparizione alla fanciulla nel Quattrocento è ripresa anche da un'altra scheda web 14. Le opere in cartapesta di Giuseppe Manzo nel santuario raffigurano l'apparizione della Vergine alla pastorella 5. Secondo alcune fonti locali il nome deriva dalla manna del frassino 11. Sono racconti tradizionali, non fatti accertati.
La visita
La cripta è sulla strada provinciale 174 Supersano-Casarano, presso il Cimitero Comunale di Supersano, accanto al santuario 6,10. Il Comune indica l'accesso dal cimitero 10. Secondo fonti web non ufficiali la cripta è chiusa al pubblico, con crolli parziali e urgenza di restauro 11,9; una scheda compilativa aggiornata a febbraio 2025 riporta orari da verificare, perché la cripta risulta chiusa 15. Va verificata con il Comune o la parrocchia la possibilità di accesso.
Curiosità
Le fonti non concordano
Su questi punti le fonti danno versioni diverse.
La scheda della Regione Puglia
Situata sulla strada provinciale Supersano-Casarano, la Cripta è anche chiamata Virgo Manna Coeli, e consiste in un ambiente scavato nella roccia lungo la serra di Supersano, nei pressi del Cimitero, accanto al Santuario della Madonna di Coelimanna edificato nel 1746.
Vi si accede attraverso un ingresso di circa 1 metro che, insieme a una finestra, rappresenta l’unica fonte di luce. Lo spazio interno è ripartito secondo la disposizione delle basiliche paleocristiane, con due pilastri di diversa forma e dimensione su cui è impostato un arco.
La presenza di alcuni affreschi fa supporre che il costone rupestre dovesse essere coperto da dipinti parietali. Le pitture presentano due tipologie: un carattere iconico e un altro decorativo, con iscrizioni in due lingue a testimonianza di una graduale latinizzazione della popolazione. Lo spazio comprende anche due altari di cui uno probabilmente originale mentre l’altro è in stile barocco che racchiude un affresco bizantino.
Libri per approfondire
- M. Falla Castelfranchi, V. Melissano (a cura di), La decorazione pittorica bizantina della cripta della Celimanna, Supersano. Un paesaggio antico del basso Salento, Congedo Editore, 2004
- Stefano Cortese, La decorazione nella cripta della Madonna Coelimanna, Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, 2019
- Cazzato M., Lecce e il Salento 1, Atlante del Barocco in Italia, Roma, De Luca Editori d'Arte, 2015
- Cosimo De Giorgi, Bozzetti di viaggio, 1975
- Calò, Cortese, Architettura e pittura delle chiese rupestri, 2015
- Fonseca, Gli insediamenti rupestri nel Basso Salento, 1979
Fonti (16)
Il racconto è scritto solo da queste fonti: i numeri nel testo rimandano qui. Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026.
- 1.Catalogo generale dei Beni Culturali: cripta, Cripta della Coelimanna (PERIODIZZAZIONI/ STORIA/ Età medievale) · istituzionale
- 2.CartApulia (Regione): Santuario della Madonna della Coelimanna o Virgo Manna Coeli - cripta · istituzionale
- 3.Cripta della B.V. di Coelimanna — FAI - I Luoghi del Cuore · istituzionale
- 4.La decorazione nella cripta della Madonna Coelimanna — Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, autore Stefano Cortese (28/02/2019) · web
- 5.BeWeB (CEI): Chiesa della Beata Vergine di Coelimanna · istituzionale
- 6.Regione Puglia, scheda del luogo (viaggiareinpuglia.it) · istituzionale
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- 11.La cripta della Coelimanna a Supersano — Salento a colory, autore Alessandro Romano (26/09/2019) · web
- 12.Supersano. La Vergine di Coelimanna tra principi, pastorelli e briganti — Blog di Massimo Negro (07/03/2012) · web
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