Il racconto
La Cripta dei Santi Crisante e Daria è una piccola chiesa ipogea altomedievale nel cortile del castello di Oria, riportata alla luce nel 1822 1. Secondo la tradizione fu voluta dal vescovo Teodosio nel IX secolo per ospitare le reliquie dei santi Crisante e Daria, ricevute in dono da Papa Stefano V 1,2. Ha pianta longitudinale a tre navate, una sola abside e cinque piccole cupole 1. Restano tracce di affreschi, tra cui un Cristo in trono di epoca duecentesca 1. Secondo una scheda del catasto delle grotte, il sito del castello risulta sotto sequestro e non accessibile 5.
Storia
IX secolo
Secondo la tradizione la chiesa fu voluta dal vescovo Teodosio per ospitare le reliquie dei santi Crisante e Daria, ricevute in dono da Papa Stefano V; la scheda regionale parla di fondazione "verosimile".1,2
Metà del IX secoloincerto
Una scheda web indica la fondazione voluta da Teodosio verso la metà del IX secolo.3
Inizi della seconda metà del IX secolo
La chiesa, ritenuta un tempo la cattedrale di Oria, è datata agli inizi della seconda metà del secolo IX.4
XIII secolo
Alle pitture di epoca duecentesca appartiene l'immagine del Cristo in trono conservata sulle pareti.1
1822
La cripta viene riportata alla luce.1
Le date con il quadrato vuoto sono incerte: le riportano poche fonti o fonti non verificate.
Architettura e opere
La cripta si trova nell'angolo sud-est del cortile del castello, ai piedi della Torre del Salto, dove sono visibili alcune colonne, una delle quali scanalata 2. L'impianto è longitudinale, a tre navate divise da pilastri quadrati, con una sola abside 1. La navata centrale e le campate mediane sono coperte da cinque piccole cupole ribassate; la zona absidale è preceduta da un transetto con volta a botte 1. Per le dimensioni ridotte, alcuni elementi architettonici e i resti altomedievali provenienti dal duomo, si ritiene che fosse un edificio annesso alla cattedrale 1. Sulle pareti restano tracce degli affreschi che decoravano l'interno; tra le pitture duecentesche si riconosce un Cristo in trono 1. L'edificio è citato negli studi sulle chiese a cupola pugliesi 6,7.
Leggende e tradizioni
La visita
La cripta si raggiunge con una scalinata dal cortile del castello svevo di Oria, in via Castello 1. La visita dipende dal castello, che è privato 8. Secondo la scheda del catasto grotte della Federazione Speleologica Pugliese, la cripta non è accessibile perché l'intero sito del castello è sotto sequestro e chiuso; furono rilevati solo il punto GPS e le foto dell'ingresso del castello (la scheda non riporta l'anno nel brano disponibile) 5. Una pagina della Regione indica un contatto per visite guidate 9. Non ci sono orari da fonte ufficiale.
Le fonti non concordano
Su questi punti le fonti danno versioni diverse.
- Datazione e fondazione
- La scheda regionale parla di fondazione verosimile del vescovo Teodosio per le reliquie ricevute da Stefano V 1; CartApulia riporta la stessa attribuzione come tradizione, nel IX secolo 2; una scheda web indica la metà del IX secolo 3; Musca la data agli inizi della seconda metà del IX secolo 4; la guida artistica di Alicata dice "forse del IX sec." 10; Maurogiovanni parla di costruzione in epoca bizantina 11.
La scheda della Regione Puglia
È una scalinata che si apre nel cortile del superbo castello svevo di Oria a consentire l’accesso all’affascinante Cripta dei Santi Crisante e Daria, piccola chiesa ipogea d’epoca altomedievale.
La cripta, riportata alla luce nel 1822, è stata verosimilmente fondata dal vescovo Teodosio per ospitare le reliquie dei santi Crisante e Daria, ricevute in dono da Papa Stefano V. Le sue piccole dimensioni, alcuni elementi architettonici e l'analisi dei resti altomedievali provenienti dal duomo, lasciano pensare che potesse trattarsi di un edificio annesso alla cattedrale.
Di impianto longitudinale, la cripta si sviluppa lungo tre navate divise da pilastri quadrati ed è dotata di una sola abside. La navata centrale e le campate mediane sono coperte da cinque piccole cupole ribassate, mentre la zona absidale è preceduta da un transetto con volta a botte.
Sulle pareti si conservano tracce degli affreschi che decoravano interamente lo spazio interno e, tra le pitture, d’epoca duecentesca, si può riconoscere l'immagine del Cristo in trono.
Libri per approfondire
- Gioia Bertelli (a cura di), Puglia preromanica dal V secolo agli inizi dell'XI, Edipuglia, 2004 (con il contributo di Marina Falla Castelfranchi sulla chiesa dei Santi Crisante e Daria a Oria)
- Linda Safran, The Medieval Salento – Art and Identity in Southern Italy, 2014
- Luigi Mongiello, Chiese di Puglia – il fenomeno delle chiese a cupola, 1988
- Giosuè Musca (a cura di), Storia della Puglia, 1987
- A. Di Summa, M. Delli Santi (a cura di), Guida di Oria, Lecce, 2001
- Glauco Caniglia, Il Castello di Oria, 2018
Fonti (12)
Il racconto è scritto solo da queste fonti: i numeri nel testo rimandano qui. Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026.
- 1.Regione Puglia, scheda del luogo (viaggiareinpuglia.it) · istituzionale
- 2.CartApulia (Regione): Cripta dei Santi Crisante e Daria (età altomedievale) · istituzionale
- 3.Castello svevo di Oria — MuseiOnline · web
- 4.Giosuè Musca, Storia della Puglia – a cura di Giosuè Musca (1987) — brano · libro
- 5.Catasto grotte FSP PU_CA_0762: Cripta Santi Crisante e Daria · istituzionale
- 6.Luigi Mongiello, Chiese di Puglia – il fenomeno delle chiese a cupola (1988) — brano · libro
- 7.CASTAGNOLO, Valentina, Preesistenze tardoantiche e altomedievali di strutture cupolate nel territorio pugliese (2008) · studio
- 8.La storia del castello di Oria — Il Post (Filippomaria Pontani, 17/08/2020) · web
- 9.Cripta dei Santi Crisante e Daria - Chiese e cattedrali — AI Smart - Regione Puglia (Interreg Grecia-Italia) · istituzionale
- 10.Mariella Alicata, Italia – guida artistica (1992) — brano · libro
- 11.Vito Maurogiovanni, Castelli di Puglia (1977) — brano · libro
- 12., Valle d'Itria – un ponte tra Adriatico e Ionio : escursioni, sport, divertimenti, enogastronomia, arte e cultura (2005) — brano · libro
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