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Chiesa di San Paolo eremita

Brindisi (BR)

Chiesa di San Paolo eremita
Chiesa di San Paolo eremita
Foto Mirabilia Sistemi · Regione Puglia

Il racconto

La chiesa di San Paolo Eremita è una chiesa gotica francescana nel centro storico di Brindisi, tra i quartieri di San Pietro degli Schiavoni e delle Sciabiche 3,1. Sorge nell'area dell'antica acropoli romana, poi bizantina e normanna, sul sito della residenza dell'ammiraglio Margarito da Brindisi, che Carlo I d'Angiò donò ai francescani 3,4,2. Chiesa e convento furono completati entro il 1322 4,7. L'interno a navata unica conserva frammenti di affreschi del Trecento, un soffitto a capriate del 1505 e altari barocchi del Seicento e del Settecento 3,4,1. Dopo il restauro concluso nel 2018 la chiesa ospita la sezione religiosa del Museo diocesano Giovanni Tarantini 1,11,16.

Storia
  1. Età romana

    Nell'area sorgeva l'arce di età messapica e romana, poi utilizzata e riadattata da Bizantini e Normanni 1,2.

  2. Età normanna

    L'area viene riconfigurata dal castrum normanno e vi sorge la residenza dell'ammiraglio Margarito da Brindisi, la Domus Margariti; più tardi ospita anche la zecca 3,4,2.

  3. Fine del XIII secolo

    Dismessa l'area dopo la costruzione del Castello Grande, Carlo I d'Angiò dona ai francescani l'edificio di proprietà della corona perché vi costruiscano chiesa e convento; secondo alcune fonti locali la donazione è del 1284 3,4,1,5.

  4. 1309

    A questo anno risale la lapide con lo stemma di Nicolò Castaldo e della consorte, oggi presso l'abside 1.

  5. 1322

    Il complesso viene completato e diventa una delle principali sedi francescane in Terra d'Otranto; Wikipedia collega la conclusione dei lavori alla munificenza di Roberto d'Angiò 4,1,6,7.

  6. XIV secolo

    Le pareti vengono interamente affrescate; i pannelli superstiti si datano per lo più dalla fondazione alla fine del Trecento 4,3.

  7. 1505

    Viene realizzato il soffitto a capriate della navata 4,3.

  8. 1559

    Il pittore brindisino Jacopo de Vanis firma e data la Visitazione, la sua più antica opera conosciuta, per un altare poi demolito 1,8.

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  1. Fine XVI - inizio XVII secolo

    Lo storico brindisino Giovanni Maria Moricino (1558-1628) fa realizzare la cappella del Santissimo Sacramento, o di San Francesco, come sepolcro per il giovane figlio 4,1.

  2. 1603-1632

    Sulla parete meridionale vengono sovrapposti agli affreschi gli altari barocchi di Santa Maria (1603) e di Sant'Antonio da Padova (1632) 4,1.

  3. 1716

    L'arcivescovo di Brindisi sceglie il convento come sua residenza; seguono lavori di ripristino e restauro dopo i terremoti degli anni precedenti 9.

  4. 1725-1741

    Vengono realizzati l'armadio a muro della sacrestia (1725) e l'altare dell'Immacolata (1741) 4,1.

  5. XIX secolo

    Il convento francescano viene soppresso e in parte destinato agli uffici della Sottoprefettura, poi della Prefettura; secondo alcune fonti locali la soppressione è del 1809 1,5.

  6. Primi decenni del XIX secolo

    La chiesa, pericolante, riceve una nuova facciata arretrata di circa otto metri rispetto alla precedente; secondo alcune fonti locali i lavori sono del 1825-26 4,1,5.

  7. 1910

    L'8 giugno 1910 la chiesa riceve la notifica di interesse culturale ai sensi della legge 364/1909 10.

  8. XX secolo

    I restauri del Novecento mirano a togliere le aggiunte barocche della chiesa, e tra l'altro eliminano il coro ligneo che copriva una nicchia sul lato sud; un intervento è documentato nel 1964 4,1.

  9. 2012

    Nel giugno 2012 viene inaugurato il Museo diocesano Giovanni Tarantini, con sede nella chiesa 11,12.

  10. 2017-2018

    Un restauro completo si conclude nell'ottobre 2018 con la riapertura al pubblico; durante il cantiere tornano alla luce affreschi, tra cui una Dormizione della Vergine 1,13,14. Secondo alcune fonti locali la riapertura avviene il 28 ottobre 2018 5,15.

  11. 2024

    La chiesa ospita la sezione religiosa del Museo diocesano, mentre la sezione archeologica è nelle Scuole Pie e quella virtuale a Santa Teresa degli Scalzi 16,17.

Architettura e opere

L'edificio ha carattere tardogotico, soprattutto all'interno: un'aula unica coperta da un tetto a capriate decorate, chiusa da un coro rettangolare a cui si accede da un arco ogivale 3,18,4. Le capriate del 1505 sono di nuovo a vista dopo la rimozione dei plafoni affrescati da Agesilao Flora 4. La facciata principale, rifatta nell'Ottocento, ha un portale semplice sormontato da una nicchia e da un finestrone a lira, tra quattro paraste poco sporgenti; ai lati del portale erano due leoni stilofori, uno dei quali è stato ritrovato durante i restauri 18,4. Sulla parete meridionale esterna restano alla base filari di carparo a bugnato, ritenuti parte della fortificazione preesistente, le monofore originali e un portale laterale gotico 1. Dei cicli trecenteschi restano l'Albero della Croce, Santi e la Madonna con Bambino nel coro; Opere di Misericordia, Storie di santa Maria Maddalena, Scene cortesi e Santo Stefano sulla parete meridionale; una Dormitio Virginis dietro l'altare dell'Immacolata 3,4,1. Gli altari barocchi sono tre per lato 3. Sulla parete meridionale: San Giuseppe da Copertino (XVIII secolo), Sant'Antonio da Padova (1632) con statua lignea, Santa Maria, forse dello Zimbalo, con la tela della Madonna del Carmine con i santi Caterina, Paolo eremita, Diego e la famiglia Perez Noguerol, attribuita ad Alessandro Fracanzano (1603) 1,19. Sulla parete settentrionale: Santissimo Crocifisso con una Deposizione, Immacolata (1741) con una tela secentesca di artista locale, Santi Vito, Modesto e Crescenzio; in una nicchia è la statua lignea della Madonna del terremoto (XVIII secolo) 1. Tra le altre opere figurano la Visitazione di Jacopo de Vanis (1559), la Madonna della Concordia proveniente dall'omonima chiesa demolita, il Transito di san Giuseppe e l'Annunziata di artisti locali del Seicento 1. La cappella di San Francesco conserva una statua lignea del santo, fatta modellare con ogni probabilità a Venezia da Giovanni Maria Moricino; nella chiesa sono le sepolture secentesche di Francesco Moricino e di Obedienzo Vavotici 1. Nella sacrestia c'è un grande armadio di ebanisteria locale datato 1725 4,1. Studi recenti trattano un pannello con la storia di sant'Ursula e frammenti di un affresco devozionale tardomedievale sul fianco esterno 20,21.

Leggende e tradizioni

La statua lignea della Madonna del terremoto, del XVIII secolo, è ritenuta miracolosa 1.

Antichità

La chiesa sorge nel settore in altura della città occupato in antico dall'arce messapica e romana, poi bizantina 1,2. Brundisium era un porto greco e romano, terminale della via Appia 22. Alla base della parete meridionale esterna i filari di carparo a bugnato sono ritenuti parte della struttura fortificata preesistente 1.

La visita

La chiesa si trova in vico De' Vavotici 8 3. È di proprietà di un ente religioso cattolico ed è un bene di interesse culturale dichiarato 10. Ospita la sezione religiosa del Museo diocesano Giovanni Tarantini, che ha tre sedi in città; orari e contatti sono sul sito ufficiale del museo 23,16. Tra i pezzi del museo la scheda del Ministero cita un'idria in serpentino, il reliquiario di san Teodoro e un privilegio di Federico II del 1219 11.

Curiosità
  • Nel convento si conservavano gli atti del notaio Giovanni Battista Casmiri di Brindisi dal 1556 al 1581, noti da una copia 21.
  • San Lorenzo da Brindisi si formò presso i Conventuali di San Paolo, tema di un colloquio di Italia Nostra 24.
  • Secondo Gianfranco Perri, a un certo momento la chiesa passò dall'amministrazione dell'arcivescovo a quella della confraternita dell'Immacolata 25.
  • Nel Museo diocesano allestito nella chiesa si può vedere l'arca di San Teodoro, in legno di abete 26.
Le fonti non concordano

Su questi punti le fonti danno versioni diverse.

Epoca della facciata principale
Rifatta nei primi decenni dell'Ottocento secondo BeWeB e Wikipedia, ottocentesca secondo la Regione 4,1,3,18; la stessa scheda BeWeB, nella descrizione, la data al XVIII secolo 4; secondo una fonte locale i lavori sono del 1825-26 5.
Committenza angioina
Il sito fu donato ai francescani da Carlo I d'Angiò 3,4; Wikipedia attribuisce il completamento del 1322 alla munificenza di Roberto d'Angiò 1.
Inizio dell'ultimo restauro
2017 secondo Wikipedia 1; novembre 2016 secondo la scheda di un'impresa fornitrice 15.
Uso attuale dell'ex convento
Sede della Prefettura secondo BeWeB 4; sede del Palazzo della Provincia secondo CartApulia 9; secondo Wikipedia parte del convento andò alla Sottoprefettura e poi alla Prefettura, mentre nelle aree del complesso furono costruiti gli uffici della Provincia e una scuola 1.
La scheda della Regione Puglia

Nel cuore del centro storico di Brindisi, tra il quartiere di San Pietro degli Schiavoni e quello delle Sciabiche, la Chiesa gotica di San Paolo Eremita si erge sul sito dell'antica residenza dell'ammiraglio normanno Margarito da Brindisi.

Nel tardo Duecento, l’edificio civile di proprietà della corona fu donato da Carlo I d'Angiò ai francescani per edificare una chiesa con annesso convento, ultimati nei primi decenni del Trecento, ma sottoposti a rifacimenti nel corso degli anni.

La stessa facciata principale è frutto di un rimaneggiamento ottocentesco, mentre l’interno a navata unica, con soffitto a capriate cinquecentesco e coro rettangolare introdotto da un arco ogivale, ha conservato alcuni frammenti degli affreschi trecenteschi.

Tra le pitture si distinguono l'Albero della Croce, la Madonna con Bambino tra Santi, sulle pareti del coro, le Opere di Misericordia, le Storie di Santa Maria Maddalena, l'effigie di Santo Stefano e delle Scene cortesi sulla parete meridionale, mentre lungo la navata si ammirano gli altari barocchi seicenteschi e settecenteschi, disposti specularmente tre per lato, arricchiti da tele e suppellettili.

Libri per approfondire
  • Vittorio Papadia, Brindisi: dal Paganesimo al Cristianesimo. La chiesa di San Paolo eremita, Latiano 2002.
  • Katiuscia Di Rocco (a cura di), Pace e bene. Il restauro della chiesa di San Paolo Eremita in Brindisi, Mesagne, Locorotondo Editore, 2022.
  • Maria Teresa Gigliozzi, Genesi e forme della fabbrica angioina di San Paolo Eremita a Brindisi, 2022.
  • Manuela De Giorgi, San Paolo Eremita a Brindisi e le sue pitture. L'intricata matassa del cantiere medievale tra conferme e nuove acquisizioni, 2022.
  • Manuela De Giorgi, San Paolo Eremita a Brindisi: un contributo alla storia della pittura medievale in Puglia alla luce dei recenti restauri, 2021.
  • Giacomo Carito, Brindisi. Nuova guida, Brindisi 1993.
  • R. Jurlaro, Storia e cultura dei monumenti brindisini, Galatina 1976.
  • L. Casone (a cura di), Restauri a Brindisi tra Ottocento e Novecento. Demolizioni, ripristini, reinterpretazioni, Lecce 2006.
Fonti (26)

Il racconto è scritto solo da queste fonti: i numeri nel testo rimandano qui. Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026.

  1. 1.Wikipedia (it): Chiesa di San Paolo Eremita · enciclopedia
  2. 2.Maria Teresa Gigliozzi, Genesi e forme della fabbrica angioina di San Paolo Eremita a Brindisi (2022) · studio
  3. 3.Regione Puglia, scheda del luogo (viaggiareinpuglia.it) · istituzionale
  4. 4.BeWeB (CEI): Chiesa di San Paolo Eremita · istituzionale
  5. 5.Chiesa di San Paolo Eremita - Brindisi — Brundarte (Francesco Guadalupi), 04/01/2014, agg. 10/10/2019 · web
  6. 6.Gianfranco Perri, Schegge di storia brindisina (2013) — brano · libro
  7. 7.Timeline of Brindisi (wikipedia-en) · enciclopedia
  8. 8.Gianfranco Perri, i 100 PERSONAGGI DELL'ODONOMASTICA DI BRINDISI che attraversano tutta la storia della città (2019) — brano · libro
  9. 9.CartApulia (Regione): Complesso della chiesa di San Paolo Eremita e dell'ex convento dei Francescani - convento (ora sede del Palazzo della Provincia) · istituzionale
  10. 10.Vincoli in Rete (MiC): Chiesa di San Paolo Eremita · istituzionale
  11. 11.Museo diocesano Giovanni Tarantini di Brindisi — Ministero della Cultura (cultura.gov.it) · istituzionale
  12. 12.Museo diocesano Giovanni Tarantini (wikipedia-it) · enciclopedia
  13. 13.Francesco De Cillis, Il pellegrinaggio medievale. Cavalieri, santi e viandanti per le vie della Puglia. – Il cammino di San Giacomo Maggiore in Terra d’Otranto. Iconografia e culto giacobeo. (2021) — […] · libro
  14. 14.Il punto sui restauri alla chiesa di S. Paolo Eremita — Brundarte (Francesco Guadalupi), 31/05/2018 (agg. 2019) · web
  15. 15.Church of San Paolo Eremita — Mapei (scheda di cantiere) · blog
  16. 16.GEP 2024 - Vado a fare due passi: visita guidata alle tre sezioni del museo diocesano — Ministero della Cultura (cultura.gov.it) · istituzionale
  17. 17.Giovanni Mastronuzzi, Museo Diocesano di Brindisi “Giovanni Tarantini” – Collezione archeologica (2025) · studio
  18. 18.CartApulia (Regione): Complesso della chiesa di San Paolo Eremita e dell'ex convento dei Francescani - chiesa · istituzionale
  19. 19.Alessandro Fracanzano (wikipedia-it) · enciclopedia
  20. 20.Michele Colaianni, The Evidence of a Rare Cult in Medieval Apulia: The Hagiographical Panel of Saint Ursula in the Church of Saint Paul in Brindisi (2022) · studio
  21. 21.Catalogo SBN: libri sul luogo · libro
  22. 22.Fonti antiche: Brundisium (contesto del luogo) · studio
  23. 23.Museo Diocesano Giovanni Tarantini - Brindisi — Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, Museo diocesano G. Tarantini · istituzionale
  24. 24.AA. VV., Italia Nostra 475 gen-apr 2013 – Assemblea generale ordinaria dei soci 2013 (2013) — brano · libro
  25. 25.Gianfranco Perri, BRINDISI nel contesto della storia (2016) — brano · libro
  26. 26.Arca di San Teodoro (wikipedia-it) · enciclopedia

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