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Chiesa di Santa Maria della Purità

Gallipoli (LE)

Chiesa di Santa Maria della Purità
Chiesa di Santa Maria della Purità
Photo Leonardo D'Angelo · Regione Puglia

Automatically translated from Italian.

The Church of Santa Maria della Purità is a treasure trove of artworks in the heart of Gallipoli, a true pinacotheca where the past and devotion tell their stories through images.\n\nThe church is also the oldest in Gallipoli, dating back to the second half of the 1600s. Here, faith and the sea, history and legend blend into a timeless charm. Home to one of the city's oldest confraternities, founded by port unloaders, it preserves the statues of the Dead Christ and the Sorrowful Madonna, both carried in procession during Holy Week rituals.\n\nInside, stand out paintings from the Neapolitan school of the 18th century, the canvas of the Madonna della Purità on the central altar, the papier-mâché statue of Saint Christina, a work by the Lecce master Achille De Lucrezi, and a period organ. The majolica floor and the 18th-century pews are also precious works of art.

The story

For now this text is only available in Italian.

La chiesa di Santa Maria della Purità si trova a Gallipoli, sulla riviera della città vecchia, e dà nome alla baia antistante, il seno della Purità 3,2,1. Fu costruita nel 1663 secondo la scheda della CEI, tra il 1662 e il 1665 secondo Wikipedia, su iniziativa della confraternita dei Bastasi, gli scaricatori di porto 4,2,1. Ha un'unica navata con decorazione a stucchi e dipinti su tela settecenteschi, un altare con la tela della Madonna della Purità e un pavimento maiolicato 2,1. Custodisce le statue del Cristo morto e della Madonna Desolata portate in processione durante la Settimana Santa 3,1.

History
  1. 1662-1665

    La chiesa è edificata per volere della confraternita dei Bastasi, gli scaricatori di porto; in quegli anni viene costruito l'oratorio a unica navata, poi modificato e ampliato 1. La scheda BeWeB data la costruzione al 1663 su iniziativa della confraternita omonima 2. Altre schede la indicano genericamente nella seconda metà del Seicento 3,4.

  2. 1751

    La chiesa viene ampliata con l'aggiunta dell'abside 2.

  3. 1825

    Viene realizzato il pavimento in maiolica; Wikipedia lo definisce ottocentesco 2,1.

  4. 1870

    Maisen descrive la chiesa come bella e annota che la confraternita, composta da facchini, versa parte dei proventi del carico degli olii e dello scarico delle merci a beneficio della congregazione, con cui aveva abbellito la chiesa 5.

  5. 1985

    Il 21 febbraio 1985 la chiesa è inserita nell'elenco dei beni di ente pubblico o ecclesiastico (art. 4 della L. 1089/1939); la scheda la indica come di interesse culturale dichiarato 6.

  6. 2005-2013

    Sono eseguiti interventi di restauro integrale dell'edificio e dell'intero apparato decorativo 2. Due Gazzette Ufficiali (2004 e 2010) registrano finanziamenti alla confraternita per il restauro conservativo e il suo completamento 7,8.

Architecture and works

La chiesa è ad aula unica, di dimensioni non molto ampie, costruita interamente in muratura voltata, rivestita di intonaco e stucchi; sul retro a destra si innalza il campanile a vela 2. La facciata ha due lesene laterali, un cornicione in carparo con frontone e due pinnacoli, due finestrelle in asse con i due portali e tre pannelli in maiolica con la Madonna della Purità, San Giuseppe e San Francesco d'Assisi 1. L'interno è a navata rettangolare con stucchi; sull'altare maggiore in marmo si trova la tela della Madonna della Purità tra San Giuseppe e San Francesco, che Wikipedia attribuisce a Luca Giordano 1. La navata è ricoperta da dipinti settecenteschi su tela attribuiti a Oronzo Letizia e per lo più a Liborio Riccio, autore della Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci in controfacciata e di quattro scene bibliche sulle pareti; sulla volta vi sono scene dell'Apocalisse 1. La scheda regionale parla di dipinti di scuola napoletana del XVIII secolo e di un organo d'epoca 3. Gli stalli lignei policromi sono del XVIII secolo e il pavimento è in maiolica 2,1. Tra le statue: la Madonna della Misericordia, detta Desolata, della prima metà dell'Ottocento; il Cristo morto; la Madonna del Canneto e Santa Maria della Purità in legno, settecentesche; Santa Cristina in cartapesta, del 1867 1. La scheda regionale attribuisce la Santa Cristina al maestro leccese Achille De Lucrezi 3.

Legends and traditions

La chiesa è la sede di una confraternita fondata dagli scaricatori di porto, che custodisce le statue del Cristo morto e della Madonna Desolata, portate in processione nei riti della Settimana Santa 3. Secondo Wikipedia la processione con la Desolata e il Cristo morto si svolge la mattina del Sabato Santo 1. Una pagina web descrive la processione che parte dalla chiesa tra le due e le tre di notte, con saio bianco, mantellina gialla e quattro lampade 9.

Visiting

La chiesa si trova in Riviera Nazario Sauro, 73014 Gallipoli 3. Nessuna fonte ufficiale consultata fornisce orari di apertura. Il sito ufficiale citato da Wikipedia è chiesapurita.org, non verificato 1.

Curiosities
  • Nell'Ottocento i confratelli sono descritti come facchini che caricano gli olii e trasportano merci, con una quota dei guadagni versata alla confraternita 10,5.
  • Wikipedia usa come esempio di volta a stella salentina una volta della chiesa 11.
  • La Festa di Santa Cristina, istituita nel 1867, si celebra a Gallipoli il 23, 24 e 25 luglio 12; la statua di Santa Cristina in cartapesta della chiesa è datata 1867 1. Le fonti consultate non spiegano il rapporto tra le due notizie.
Where sources disagree

On these points the sources give different versions.

Data di costruzione
1663 2; tra il 1662 e il 1665 1; seconda metà del Seicento 3,4.
Fondazione della congregazione
Confraternita dei Bastasi, scaricatori di porto 4,1; un brano OCR del 1836 sulla chiesa e congregazione sulle mura la dice istituita da monsignor Montoya e composta da facchini; il brano è guasto e va verificato 10.
Ora della processione
Mattina del Sabato Santo 1; tra le due e le tre di notte 9. Le fonti sono diverse e non si escludono, ma l'orario va verificato.
Pavimento maiolicato
1825 2; ottocentesco 1.
Further reading
  • Elio Pindinelli, L'oratorio e la confraternita di Santa Maria della Purità: i fratelli bastasi e l'esito decorativo in età barocca a Gallipoli, 2017 13
  • Mario Cazzato, Civitatis Confraternalis. Le confraternite a Gallipoli in età moderna, Galatina, Congedo, 1997 4
  • Marco De Mario, Gallipoli. Guida storica ed artistica, Capone Editore, 2002 1
  • A. Costantini, M. Paone, Guida di Gallipoli. La città, il territorio, l'ambiente, Congedo Editore, 1992 4
  • C. Gelao, Confraternite, arte e devozione in Puglia, 1981 4
  • Bartolomeo Ravenna, Memorie istoriche della città di Gallipoli, 1836 10
Sources (13)

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