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Castelli, torri e palazzi

Palazzo ducale di Seclì

Seclì (LE)

Palazzo ducale
Palazzo ducale
Palazzo ducaleFoto Lupiae · Regione Puglia

Il racconto

Il Palazzo ducale di Seclì, in via De Nicola 18, fu costruito intorno al 1570 sui resti di una struttura fortificata e divenne residenza della famiglia D'Amato 1,2. Si sviluppa su due piani con un piccolo cortile interno; il pianterreno era destinato a magazzini, stalle e dispense 1,10. Tra gli elementi principali ci sono la loggia angolare cinquecentesca, la cappella al pianterreno e la stanza degli uomini illustri con soffitto affrescato 1,4,5. Dopo il terremoto del 1743 fu in parte ristrutturato 1,2. Oggi è di proprietà comunale e, secondo il Comune, in restauro 2.

Storia
  1. Intorno al 1570

    Il palazzo è costruito sui resti di una struttura fortificata e diventa residenza della famiglia D'Amato. L'e-borghi parla di seconda metà del Cinquecento sopra una fortezza preesistente.1,2,3

  2. XVI secolo

    Ricostruzione e riorganizzazione del palazzo, con la loggia angolare e la cappella al pianterreno; CartApulia mette in relazione la loggia, forse attribuibile a Giovanni Maria Tarantino, con queste ristrutturazioni.1,4,5

  3. 1587

    I duchi Guido D'Amato e Giulia Spinelli fondano il convento dei Frati Minori Osservanti, collegato al palazzo ducale da una strada lastricata; il convento è consegnato al Comune nel 1866.6

  4. 1692

    Il Comune cita, tra le fonti sul palazzo, protocolli notarili del 1692 e il catasto onciario.2

  5. 1743

    Dopo il violento terremoto che colpì il Salento (20 febbraio 1743 secondo il Comune) l'edificio è in parte ristrutturato; è settecentesca la scalinata dall'atrio ai piani superiori.1,2

  6. 1999

    Un atto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12 marzo 1999 riporta tra gli interventi esaminati l'acquisto del Palazzo ducale da parte del Comune di Seclì, per 650.000.000 di lire, in ragione della particolare rilevanza storico-artistica del palazzo.7,8,9

Architettura e opere

L'edificio ha due piani e un piccolo cortile interno oltre il portale; il pianterreno ospita ambienti di servizio (magazzini, stalle, abbeveratoi, dispense, cucine), il primo piano gli ambienti padronali e di rappresentanza 1,10. La loggia angolare, definita 'singolare' e elemento più importante del complesso, ha archi ogivali secondo il Comune 4,2. La cappella, a navata unica rettangolare, è al pianterreno 5. Nella stanza degli uomini illustri il soffitto dipinto simula una balaustra con cielo, tre angeli e un cartiglio; ai lati figure mitologiche a coppie e busti di imperatori romani 1. Il Comune cita gli stemmi D'Amato, Spinelli e De Costanzo 2.

La visita

Indirizzo: via De Nicola 18, 73050 Seclì 1. Il palazzo è comunale e, secondo la scheda del Comune, in restauro; non risultano orari di apertura nelle fonti 2.

Curiosità
  • Il sito salentosagreeventi.it registra un evento presso il luogo: Oktoberfest + Sagra della Carne Te Cavaddhru (3 ottobre 2026) 11.
Le fonti non concordano

Su questi punti le fonti danno versioni diverse.

Datazione della costruzione
Intorno al 1570 1,2; seconda metà del Cinquecento 3; CartApulia parla di ristrutturazione cinquecentesca di un palazzo già esistente 4,5.
La scheda della Regione Puglia

Il Palazzo ducale di Seclì fu costruito intorno al 1570 sui resti di una struttura fortificata e divenne residenza della famiglia D’Amato

L’edificio si sviluppa su due piani con un piccolo cortile interno, oltre il portale d’ingresso. I locali del pianterreno erano adibiti a magazzini utilizzati anche come stalle, abbeveratoi e dispense. Nel ‘500 fu costruita anche la loggia angolare.

Dello stesso periodo è la cappella al pianterreno e settecentesca è la scalinata, che dall’atrio conduce ai piani superiori. Qui si possono ammirare gli affreschi della cosiddetta stanza degli uomini illustri, con il soffitto dipinto a simulare una balaustra, oltre la quale si apre il cielo con tre angeli e un cartiglio. Ai lati della volta sono presenti alcune figure mitologiche disposte a coppie e busti di imperatori romani.

Nel 1743, dopo il violento terremoto che colpì il Salento, l’edificio fu in parte ristrutturato.

Libri per approfondire
  • Cazzato M., Lecce e il Salento 1, Atlante del Barocco in Italia, De Luca Editori d'Arte, Roma 2015 4,10,5
Fonti (11)

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