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Museo Nazionale Archeologico di Taranto - MArTA

Taranto (TA)

Gli Ori
Gli Ori
Gli OriFoto Giorgia Esposito · Regione Puglia

Il racconto

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA), fondato nel 1887, ha sede nell'ex convento di San Pasquale di Baylon ed è considerato tra i più importanti musei archeologici d'Italia per la documentazione della Magna Grecia e del territorio pugliese 13,3,5. Il museo fu istituito in seguito all'urbanizzazione del Borgo umbertino, che provocò la scoperta — e in parte la dispersione — di numerosi materiali provenienti dalla città greca, romana e dalla sua necropoli 3. Il percorso espositivo si sviluppa cronologicamente dalla Preistoria all'Alto Medioevo, articolato su tre piani, e comprende oltre duecentomila reperti 13,3,5. Tra i pezzi di maggiore rilievo figurano gli Ori di Taranto, una raccolta di oreficerie ellenistiche provenienti da corredi funerari, e il gruppo scultoreo "Orfeo e le Sirene", restituito all'Italia nel 2023 dopo decenni all'estero 13,5. Dal 2014 il museo è annoverato tra gli istituti museali dotati di autonomia speciale dal Ministero della Cultura 5.

Storia
  1. 706 a.C. (data tradizionale)

    Fondazione della colonia greca di Taras (Taranto) da parte di coloni greci provenienti da Sparta e Laconia, su un preesistente insediamento locale; la città divenne una delle più importanti della Magna Grecia.1,2

  2. IV secolo a.C.

    Taranto raggiunse il suo apice di potenza militare e prosperità sotto il filosofo e scienziato Archita; in questo periodo si sviluppò una produzione orafa di alta qualità, con laboratori attivi tra il IV e il II secolo a.C.2

  3. Fine XIX secolo (anni 1880)

    La costruzione del Borgo umbertino, ad est del Canale Navigabile di Taranto, provocò la scoperta e la parziale dispersione di materiali archeologici provenienti dalla città greca, romana e dalla necropoli contigua.3,4

  4. 1887

    Il museo fu istituito per tutelare le antichità rinvenute durante i lavori edilizi; l'archeologo Luigi Viola fu inviato a Taranto e ottenne l'istituzione del museo nell'ex convento dei Frati Alcantarini (San Pasquale di Baylon). Viola intendeva farne un Museo della Magna Grecia.3,5,6,7

  5. 1903

    Ricostruzione delle facciate dell'edificio su progetto dell'architetto Guglielmo Calderini.3,8

  6. 1908–1909

    Mons. Giuseppe Ricciardi, vescovo di Nardò, con testamento olografo depositato nel 1908 donò la sua collezione di dipinti al Regio Museo di Taranto, sua città natale; i quadri confluirono nelle collezioni nel 1909.3,5

  7. 1935–1941

    Costruzione dell'ala settentrionale del museo, progettata da Carlo Ceschi.3

  8. Periodo fascista e seconda guerra mondialeincerto

    I direttori Quagliati, Ceschi e Drago si adoperarono per difendere il patrimonio del museo dal mercato nero e dai rischi bellici; secondo alcune fonti web, gli Ori di Taranto furono evacuati a Parma durante la guerra.9,10,11

Mostra altre 6 date
  1. 4 aprile 1963

    Dopo una chiusura per lavori di ampliamento e riordino nei primi anni '60, il museo fu inaugurato alla presenza del Presidente della Repubblica Antonio Segni.5

  2. Dal 1998

    Avvio di lavori di ristrutturazione; dal gennaio 2000 il museo fu chiuso e fu mantenuta un'esposizione parziale presso Palazzo Pantaleo, regolata da apposito decreto ministeriale del 4 maggio 2001.3,5,12

  3. 20 dicembre 2007

    Riapertura al pubblico dopo gli interventi di rinnovamento, ampliamento e restauro; alcuni lavori furono finanziati con i fondi del gioco del lotto (legge 662/96).5

  4. 2014

    Il Ministero della Cultura ha annoverato il MArTA tra gli istituti museali dotati di autonomia speciale.5

  5. 29 luglio 2016

    Inaugurazione del secondo piano del museo, dedicato alla sezione preistorica (Paleolitico ed età del Bronzo) relativa all'intero territorio pugliese.3,5

  6. 5 aprile 2023

    Presentazione al museo, alla presenza del ministro della cultura Sangiuliano, del gruppo scultoreo 'Orfeo e le Sirene', trafugato in Svizzera negli anni '70 e poi conservato al Paul Getty Museum di Los Angeles, ora in esposizione permanente al primo piano.5

Le date con il quadrato vuoto sono incerte: le riportano poche fonti o fonti non verificate.

Architettura e opere

L'edificio che ospita il museo è l'ex convento dei Frati Alcantarini (detti anche di San Pasquale di Baylon), costruito poco dopo la metà del XVIII secolo 3,5,6. La facciata neoclassica fu realizzata a partire dal 1903 su progetto di Guglielmo Calderini; Wikipedia francese indica le sue date come (1837–1916) 3,8. L'ala settentrionale fu progettata da Carlo Ceschi e realizzata tra il 1935 e il 1941 3. L'edificio subì danni durante la seconda guerra mondiale e fu restaurato tra il 1949 e il 1952 8.

Il percorso espositivo si articola su tre livelli 3,5,6: il piano rialzato (piano terra) è destinato a esposizioni temporanee e convegni; il primo piano ospita la sezione greco-romana relativa alla società tarantina; il secondo piano, inaugurato nel 2016, ospita la sezione preistorica dal Paleolitico all'età del Bronzo per l'intero territorio pugliese. Al piano mezzanino è conservata la collezione pittorica Ricciardi 3.

Tra le opere di maggiore rilievo si segnalano: gli Ori di Taranto, raccolta di oreficerie ellenistiche provenienti da corredi funerari, tra cui un diadema a decoro vegetale con granati, corniole e smalti, orecchini in oro di varie forme e attacchi di collana con teste di leone 8,14; sculture in marmo bianco di Paro, tra cui una Kore del V secolo a.C., una testa di Afrodite, una statua votiva di Atena, una testa di Eracle e il corpo di una Ninfa 5,6; lo Zeus di Ugento (Lecce) in bronzo 5,6; la Tomba dell'Atleta, attribuita a un uomo vissuto a Taranto presumibilmente nel V secolo a.C., la cui tomba fu rinvenuta nel 1959 5,15; il gruppo scultoreo "Orfeo e le Sirene", in esposizione permanente dal 2023 5; mosaici provenienti da edifici pubblici e privati, tra cui il pavimento musivo della domus di Via Nitti (Casa Basile) con motivi di pesci e delfini 16,17,18,19; epigrafi latine, con una nuova sezione di tredici iscrizioni inedite aperta nel dicembre 2013 20; iscrizioni greche arcaiche databili tra il VI e il V secolo a.C. 21,22,23,24,25,26,27,28.

La collezione Ricciardi comprende un'icona bizantina, un'Addolorata piangente su lastra di zinco e diciotto dipinti a olio su tela di soggetto religioso databili tra XVII e XVIII secolo, in prevalenza di scuola napoletana; le attribuzioni indicate da S2 includono la scuola di Luca Giordano, Andrea Vaccaro e Francesco De Mura, oltre a opere di Leonardo Antonio Olivieri di Martina Franca 3. Wikipedia aggiunge Paolo de Matteis, Francesco Solimena e un dipinto del senese Rutilio Manetti, attribuzioni non confermate dalle fonti istituzionali disponibili 5. Il catalogo generale dei beni culturali registra 7.336 opere schedate 29.

Leggende e tradizioni

Le fonti non riportano leggende o tradizioni popolari direttamente legate al museo. La città di Taranto è associata alla figura mitica di Taras, figlio di Poseidone, cui la tradizione greca attribuisce la fondazione della città; un'area del museo al primo piano è dedicata a questo mito 6. Le fonti antiche (Virgilio, Ovidio, Dionigi di Alicarnasso) menzionano Taranto come città di origine greca e spartana, talvolta associata a Eracle ("Hercules's city if the tale is true", secondo Virgilio) 1.

Antichità

Il museo conserva materiali che documentano la presenza umana nel territorio tarantino e pugliese a partire dal Paleolitico e dal Neolitico 3. Tra i reperti più antichi figurano iscrizioni greche arcaiche databili tra il 600 e il 470 a.C., di carattere sacro, sepolcrale e su opere d'arte 21,22,23,24,25,26,27,28. La città di Taras fu fondata come colonia greca nel VIII secolo a.C. (la data tradizionale del 706 a.C. è attestata da S9, ma non confermata da S79) da coloni provenienti da Sparta e Laconia 1,2. Le fonti letterarie antiche — Virgilio, Ovidio, Dionigi di Alicarnasso, Servio — menzionano Taranto come città greca e come punto di riferimento geografico dell'Italia meridionale 1. Nei magazzini del museo erano già conservati, alla fine del XIX secolo, frammenti di ceramiche greco-arcaiche provenienti dagli scavi del R. Arsenale e del Borgo orientale, tra cui una kylix di Tleson figlio di Nearchos 30,31,32,33.

Natura

Museo statale di archeologia, con sede nell'ex convento di San Pasquale di Baylon (XVIII secolo), in area urbana di Taranto. Nelle vicinanze si trova il Parco naturale regionale Mar Piccolo (EUAP1323) 34.

La visita

Il museo ha sede in Via Cavour 10 (indicato anche come Corso Cavour 10), 74100 Taranto 13,5. È di proprietà statale e gestito dal Ministero della Cultura con autonomia speciale dal 2014 5. Dispone di una sala didattica al piano terra per attività rivolte a scuole, bambini e adulti 3. Sono documentati programmi di accessibilità per visitatori con disabilità, oggetto di ricerche specifiche condotte in collaborazione con l'Università del Salento 35,36. Il museo è presente su Google Arts & Culture con tour virtuali e realtà aumentata 37, e dispone di una media library con video sottotitolati 38.

Nota: gli orari indicati nelle guide Rough Guide (2013) — "Daily 8.30am–7.30pm, €5" 39,40 — risalgono al 2013 e non provengono da fonte ufficiale aggiornata; non vengono pertanto riportati come dati affidabili. Per orari e tariffe aggiornati si rimanda al sito ufficiale museotaranto.cultura.gov.it e alla scheda del Ministero della Cultura 41.

Le fonti non concordano

Su questi punti le fonti danno versioni diverse.

Denominazione del convento
Le fonti istituzionali 3 e Wikipedia in italiano 5 scrivono 'San Pasquale di Babylon' (o 'Baylon'); Wikipedia in tedesco 6 e in francese 8 usano 'San Pasquale von Baylon' / 'San Pasquale'. Si tratta probabilmente di varianti grafiche dello stesso nome (Pasquale Baylón), ma la forma esatta non è uniformemente attestata nelle fonti.
Attribuzioni della collezione Ricciardi
La scheda del Ministero della Cultura 3 attribuisce alcuni quadri alla 'scuola di Luca Giordano, Andrea Vaccaro e Francesco De Mura', senza citare altri artisti. Wikipedia 5 aggiunge Paolo de Matteis, Francesco Solimena e il senese Rutilio Manetti. Le attribuzioni più estese di Wikipedia non sono verificabili dalle fonti istituzionali disponibili.
Numero di reperti
Solo S1 (scheda Regione Puglia) indica 'oltre duecentomila reperti'; S2 e S5 non riportano questa cifra. Il dato è pertanto attestato da una sola fonte istituzionale.
Indirizzo del museo
La scheda della Regione Puglia 13 indica 'Via Cavour 10'; Wikipedia 5 e le guide Rough Guide 39,40 indicano 'Corso Cavour' o 'Piazza Cavour'. Le fonti istituzionali più recenti usano 'Via Cavour'.
Origine dei coloni fondatori di Taras
S9 (Pleiades) indica genericamente coloni greci senza specificare la provenienza messapica del sito preesistente. S79 descrive i coloni come 'provenienti da Sparta e Laconia' e menziona un 'villaggio messapico di Taras', ma senza indicare la data precisa del 706 a.C. La combinazione delle due informazioni (706 a.C. + insediamento messapico) non è confermata da una singola fonte.
La scheda della Regione Puglia

Il Museo Nazionale Archeologico di Taranto, il Marta, racchiude una delle più importanti raccolte archeologiche d’Italia e ha sede nell’ex Convento di San Pasquale di Babylon, nei pressi dei Giardini di piazza Garibaldi.

Le sale dei piani rialzati sono oggi il regno dell’archeologia, con oltre duecentomila reperti e manufatti che vanno dalla Preistoria al Medioevo: il percorso di visita segue un ordine cronologico a partire dal V millennio a. C. I primi contatti degli indigeni iapigi con il mondo egeo precedono la colonizzazione spartana del Golfo di Taranto, mentre si ammirano oggetti di vita quotidiana, legati al culto e ai rituali funebri della città greca.

Anche i cambiamenti sopraggiunti con l’arrivo dei romani si dipanano tra sculture e terrecotte figurate, utensili e oreficerie d’ogni genere. A questo proposito, da non perdere è l’incredibile tesoro degli Ori di Taranto, vera e propria antologia dell’arte orafa di età ellenistica con numerosi manufatti appartenenti a corredi funerari.

Libri per approfondire
  • Ettore M. De Juliis e Dolores Lojacono, Il museo archeologico nazionale di Taranto, Taranto, Mandese Editore, 1988.
  • Quintino Quagliati, Il Museo Nazionale di Taranto, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1932.
  • AA.VV., Catalogo del Museo Nazionale Archeologico di Taranto, I, 1: La storia del museo, a cura di Antonietta Dell'Aglio, Pier Giovanni Guzzo, Enzo Lippolis, Taranto, Il Progetto del Museo, 1990.
  • AA.VV., Catalogo del Museo Nazionale Archeologico di Taranto, III, 1: Taranto, la necropoli: aspetti e problemi della documentazione archeologica tra VII e I sec. a.C., a cura di E. Lippolis, Taranto, Scorpione Editrice, 1994.
  • AA.VV., Catalogo del Museo Nazionale Archeologico di Taranto, IV, 1: La scultura in marmo e in pietra, Taranto, 1995.
  • AA.VV., Gli Ori di Taranto in età ellenistica, Milano, 1983.
  • Antonietta Dell'Aglio, Armanda Zingariello (a cura di), MArTA: il Museo Nazionale Archeologico di Taranto, Scorpione Editrice, 2015.
  • Angelo Conte, I signori del piccone. Storia di un museo archeologico del Sud: Taranto, Taranto, Editrice Scorpione, 1985.
Fonti (41)

Il racconto è scritto solo da queste fonti: i numeri nel testo rimandano qui. Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026.

  1. 1.Fonti antiche: Taras (contesto del luogo) · studio
  2. 2.Giovanni Buccolieri, Dominique Side, Paladini, F., Misure di assorbimento di raggi X per la determinazione degli spessori delle corone d'oro del Museo "MArTA" di Taranto (2016) · studio
  3. 3.Ministero della Cultura, luoghi della cultura: Museo archeologico nazionale di Taranto - MArTA (aggiornato 2020-06-03) · istituzionale
  4. 4.Museo nazionale di Taranto, André Bechtold, Die Welt der Antike auf Schloss Runkelstein (2002) — brano · libro
  5. 5.Wikipedia (it): Museo archeologico nazionale di Taranto · enciclopedia
  6. 6.Wikipedia (de): Archäologisches Nationalmuseum Tarent · enciclopedia
  7. 7.Luigi Viola (wikipedia-it) · enciclopedia
  8. 8.Wikipedia (fr): Musée archéologique national de Tarente · enciclopedia
  9. 9.Dal Fascismo alla Liberazione, storia del patrimonio archeologico salvato durante la Resistenza — Libreriamo (24/4/2024) · web
  10. 10.La storia di un museo che ha salvato il patrimonio archeologico di tutti (25 aprile 2024) — Ministero della Cultura · istituzionale
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  21. 21.Iscrizione EDR168800 (conservata_qui) · studio
  22. 22.Iscrizione EDR168734 (conservata_qui) · studio
  23. 23.Iscrizione EDR168798 (conservata_qui) · studio
  24. 24.Iscrizione EDR168738 (conservata_qui) · studio
  25. 25.Iscrizione EDR168834 (conservata_qui) · studio
  26. 26.Iscrizione EDR168835 (conservata_qui) · studio
  27. 27.Iscrizione EDR168784 (conservata_qui) · studio
  28. 28.Iscrizione EDR168795 (conservata_qui) · studio
  29. 29.Catalogo generale dei Beni Culturali: opere conservate · istituzionale
  30. 30., Notizie degli scavi di antichità (1876) — brano OCR · libro
  31. 31., Memorie della Classe di scienze morali, storiche e filologiche (1877) — brano OCR · libro
  32. 32.Accademia nazionale dei Lincei. Classe di scienze morali, storiche e filologiche,Accademia d'Italia, Rome. Classe di scienze morali e storiche. Memorie. ser. 7, Memorie (1877) — brano OCR · libro
  33. 33.Reale Accademia dei Lincei, Atti della Reale Accademia dei Lincei. Memorie della Classe di scienze morali, storiche e filologiche (1904) — brano OCR · libro
  34. 34.Parco naturale regionale EUAP1323 Mar Piccolo (vicino) · istituzionale
  35. 35.Stefania Pinnelli, Andrea Fiorucci, Promuovere la cultura dell'accessibilita e dell'inclusione nelle realta museali: l'esperienza del MArTA, Museo Archeologico Nazionale di Taranto (2024) · studio
  36. 36.S. Pinnelli, C. Ruggieri, l Museo come vettore di inclusione e partecipazione:l’accessibilita nel Museo Archeologico di Taranto (2021) · studio
  37. 37.Stories by Google Arts and Culture — MArTA - sito ufficiale · web
  38. 38.Media Library MArTA — MArTA - sito ufficiale · web
  39. 39.Celia Woolfrey, Martin Dunford, Ros Belford, Tim Jepson, The Rough Guide to Italy (2013) — brano · libro
  40. 40.Martin Dunford, Puglia Rough Guides Snapshot Italy (includes Bari, Brindisi, Lecce, Taranto, Ostuni, Otranto and Salento) (2013) — brano · libro
  41. 41.Museo archeologico nazionale di Taranto - MArTA — Ministero della Cultura · istituzionale

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