
Il racconto
Il Museo diocesano di Gallipoli, intitolato a Mons. Vittorio Fusco, è la sezione gallipolina del Museo diocesano della diocesi di Nardò-Gallipoli ed è ospitato nell'ex Seminario settecentesco, accanto alla concattedrale di Sant'Agata, in via Antonietta De Pace 51 4,1,2. L'edificio fu realizzato nel 1751 dal vescovo Serafino Brancone; la scheda ministeriale ricorda il restauro del 1999-2004 e il museo fu inaugurato il 12 luglio 2004 1,2. Occupa circa 900 metri quadri su tre piani e raccoglie argenti del Tesoro della cattedrale, paramenti e dipinti, tra cui opere di Francesco De Mura e Gian Domenico Catalano 4,1,2. Secondo la scheda ministeriale, aggiornata al 2015, il museo era temporaneamente chiuso fino a nuove disposizioni 1.
Storia
1751
Il vescovo Serafino Brancone (1747-1759) fa realizzare l'edificio per dotare la diocesi di Gallipoli di un proprio seminario.1,2
10 giugno 1760
Secondo il documento citato da Wikipedia, la statua di Sant'Agata, fusa a Napoli e fatta a spese e devozione di mons. Serafino Brancone, fu portata a Gallipoli sugli sciabecchi e consegnata al vicario generale Carlo Zaccaria.2
1983
Il vescovo Aldo Garzia istituisce il Centro diocesano di beni culturali della diocesi di Gallipoli, comprendente museo, archivio storico e biblioteca vescovile, e ne destina la sede all'antico Seminario, ormai privo della sua funzione originaria.1
1984
Il 24 giugno 1984 lo stesso vescovo fa lo stesso per la diocesi di Nardò.1
1999-2004
Radicale restauro e adeguamento dell'edificio per ospitare il museo.1
12 luglio 2004
Inaugurazione ufficiale del museo, su iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana, della Diocesi di Nardò-Gallipoli e della comunità della concattedrale, con il contributo di Unione europea e Regione Puglia.2,3
Dopo l'unificazione delle diocesi
Con l'unificazione delle diocesi di Nardò e Gallipoli, il museo diocesano diventa un'unica realtà con due sezioni, una a Gallipoli e una a Nardò.1
Recente
Alla collezione è stata aggiunta la Sala delle confraternite, con vesti, cappucci e accessori dei penitenti.4
Architettura e opere
L'ex Seminario conserva sostanzialmente l'aspetto originario, con numerose decorazioni barocche, su tre piani e circa 900 metri quadri 1,2. La scheda ministeriale parla di quindici sale espositive 1. Il museo raccoglie 553 manufatti: argenti del Tesoro della cattedrale, paramenti, mitrie, pastorali, croci pettorali, ritratti, campane in bronzo e stemmi dei vescovi dipinti su ceramica 4,2. Tra i dipinti sono ricordate l'Assunta di Francesco De Mura e l'Immacolata di Giandomenico Catalano 4. L'antica cappella al primo piano ospita le statue d'argento e d'oro dei protettori Sant'Agata e San Sebastiano, realizzate a Napoli e originariamente di proprietà del comune 2. Sono inoltre conservati il baldacchino del vescovo Oronzo Filomarini, una copia cinquecentesca della Sindone donata dal vescovo Sebastiano Quintiero Ortiz e un reliquiario con frammento della Croce con lo stemma del vescovo Alessio Zelodano 2. Secondo un saggio di Floriana Conte, nella sezione è esposto anche un San Francesco del Pordenone 5,6.
La visita
Il museo è in via Antonietta De Pace 51, a Gallipoli 4. La scheda del Ministero della Cultura, aggiornata al 16 novembre 2015, lo dava temporaneamente chiuso fino a nuove disposizioni 1. Il sito ufficiale mudiga.it al momento riporta solo una pagina segnaposto con il contatto info@mudiga.it 7. L'edificio è usato anche per mostre, convegni e riunioni 8. Orari e tariffe attuali vanno verificati presso il museo.
Curiosità
- Attigua al museo, nella concattedrale, è l'archivio della curia gallipolina (circa 4.310 unità archivistiche): secondo Wikipedia non è pervenuto alcun documento anteriore al 1500, perché tutto sarebbe stato distrutto dai Veneziani nel 1484 2.
Le fonti non concordano
La scheda della Regione Puglia
Per immergersi nella fede che da secoli pervade il borgo antico di Gallipoli la visita al Museo diocesano ospitato nel settecentesco ex Seminario della Diocesi è una tappa obbligata.
Nelle sale della sede episcopale si possono scorrere arredi sacri, opere d’arte e oggetti di straordinario valore artistico. Il museo si articola su tre piani e raccoglie gli argenti che compongono il Tesoro della Cattedrale, i paramenti del ‘700 e ‘800 appartenuti ai vescovi più importanti e i dipinti su tela di autori salentini. Tra questi spiccano la grande tela del pittore del ‘700 napoletano Francesco De Mura raffigurante l’Assunta, la tela del gallipolino Giandomenico Catalano con l’Immacolata e i busti argentei di Sant’Agata e San Sebastiano.
Recentemente al museo è stata aggiunta la Sala delle confraternite, realtà di organismi laicali secolare e ancora oggi fortemente radicata, dove ammirare antiche vesti, cappucci e accessori dei penitenti un tempo legati ai mestieri della città.
Libri per approfondire
Fonti (10)
Il racconto è scritto solo da queste fonti: i numeri nel testo rimandano qui. Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026.
- 1.Ministero della Cultura, luoghi della cultura: Museo diocesano - sezione di Gallipoli (aggiornato 2015-11-16) · istituzionale
- 2.Wikipedia (it): Museo diocesano (Gallipoli) · enciclopedia
- 3.Wikipedia (en): Diocesan Museum of Gallipoli · enciclopedia
- 4.Regione Puglia, scheda del luogo (viaggiareinpuglia.it) · istituzionale
- 5.«Chi si aspetterebbe un Pordenone a Gallipoli?» — Venezia Arti n.s. 31 (Floriana Conte, Edizioni Ca' Foscari, 2022) · web
- 6.Fondazione Università Ca’ Foscari, Venezia Arti - 31 | 2022 (2022) — brani · libro
- 7.MuDiGa - Museo Diocesano di Gallipoli — Museo Diocesano di Gallipoli (sito ufficiale) · istituzionale
- 8.Diocesi di Nardò-Gallipoli (wikipedia-it) · enciclopedia
- 9.Museo diocesano di Gallipoli — Museionline · istituzionale
- 10.Catalogo SBN: libri sul luogo · libro
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