
Il racconto
La basilica concattedrale di Sant'Agata è il duomo di Gallipoli, concattedrale della diocesi di Nardò-Gallipoli e basilica minore, nel punto più alto del centro storico sull'isola 3,1. L'edificio attuale fu costruito a partire dal 1629 su progetto di Giovan Bernardino Genuino, al posto di una chiesa medievale dedicata prima a san Giovanni Crisostomo e poi, dal 1126, a sant'Agata, e fu completato nel 1696 12,3,1. La facciata a due ordini e l'interno a croce latina con tre navate sono tra le principali testimonianze del barocco a Gallipoli 13,1,14. L'interno conserva un ampio ciclo di tele di Giovanni Andrea Coppola, Nicola Malinconico e del figlio Carlo, l'altare maggiore in marmi policromi e il coro ligneo voluto dal vescovo Oronzo Filomarini 13,1. Dichiarata monumento nazionale nel 1940 ed elevata a basilica minore nel 1946, è stata restaurata tra il 1995 e il 2018 3,1,2.
Storia
Antichità (ipotesi)incerto
Il sito, al centro e nel punto più alto dell'isola, era probabilmente un'area sacra già nell'antichità, e forse vi sorgeva un tempio su cui fu costruita la prima chiesa 1,2.
Prima del 1126
La chiesa cattedrale, già esistente da tempo, era dedicata a san Giovanni Crisostomo 3,1,2.
1126
Dopo l'arrivo a Gallipoli della reliquia della mammella di sant'Agata, la chiesa fu riedificata e dedicata alla santa catanese 3,2.
1284incerto
Secondo Bartolomeo Ravenna la cattedrale fu distrutta quando Carlo I d'Angiò occupò e rase al suolo la città, e fu ricostruita con il resto dell'abitato intorno al 1314; Carlo Massa ha messo in dubbio questa ricostruzione sulla base di documenti d'archivio 2.
1380
Raimondo (Raimondello) Orsini del Balzo, principe di Taranto, portò via la reliquia di sant'Agata e la trasferì nel monastero di Santa Caterina d'Alessandria a Galatina, dove è tuttora custodita 1,2.
1485-1497
Nell'aprile 1485 l'Università di Gallipoli chiese aiuto al re di Napoli Ferdinando d'Aragona per riparare la vecchia cattedrale; nel maggio 1497 un'ala era già crollata e si inviò una nuova supplica al re Federico, a cui seguirono le riparazioni più urgenti 2.
1629
Fu abbattuto l'edificio medievale e il 31 maggio fu posata la prima pietra della nuova cattedrale, alla presenza dell'arciprete Michele di Valandia, in sostituzione del vescovo Rueda; il progetto era di Giovan Bernardino Genuino, l'esecuzione dei costruttori locali Francesco Bischettimi e Scipione Lachibari 3,1,4,5,6.
XVII secolo
La costruzione fu finanziata in modo determinante dal lascito del medico e letterato gallipolino Giovanni Giacomo Lazzari, di seimila ducati secondo una fonte, e da donazioni di famiglie della città 1,4,5.
Mostra altre 12 date
1679-1681
Il 6 aprile 1679 la reliquia di san Fausto fu consegnata a Onofrio Castellana, tesoriere della cattedrale, e passò al vescovo Antonio Perez della Lastra; nel 1681 fu portata in processione per la città e chiusa in una cassetta di legno dorato e argentato con tre chiavi, affidate al vescovo, al canonico e al sindaco 1.
1696
La chiesa fu completata; la data è posta sul frontone della facciata 3,1,7.
1700incerto
Secondo una fonte locale, il gesuita Carlo Stradiotti donò alla città una reliquia di frammenti ossei di un dito di sant'Agata, custodita in un reliquiario d'argento 8.
1706-1707
Su iniziativa del vescovo Oronzo Filomarini fu realizzato il coro ligneo in noce, intagliato da Giorgio Aver 1.
XVIII secolo
Il vescovo Filomarini completò l'arredo interno in chiave barocca e chiamò a Gallipoli il pittore napoletano Nicola Malinconico, autore di gran parte delle tele della navata, del coro e del soffitto; il figlio Carlo completò il ciclo 1,9.
1940
Con regio decreto del 21 novembre 1940 Vittorio Emanuele III dichiarò la chiesa monumento nazionale 1,2.
1941
La cattedrale fu riaperta al culto dopo i lavori di restauro voluti dal vescovo Nicola Margiotta 10.
1946
Papa Pio XII la elevò a basilica minore su richiesta del vescovo Nicola Margiotta 1,2.
1983
Il 22 aprile 1983 l'edificio fu inserito tra i beni di interesse culturale di enti pubblici o ecclesiastici (L. 1089/1939, art. 4) 11.
1986
Con l'unione delle diocesi di Nardò e Gallipoli la chiesa divenne concattedrale della diocesi di Nardò-Gallipoli 1,2.
1995-2018
Numerosi interventi di restauro riguardarono la struttura, l'efficienza energetica e le opere mobili 3.
2004
Nell'antico palazzo del seminario, accanto alla basilica, nacque il Museo diocesano di Gallipoli 1.
Le date con il quadrato vuoto sono incerte: le riportano poche fonti o fonti non verificate.
Architettura e opere
La facciata è divisa in due ordini 13,1. Nel primo, lesene scanalate di ordine dorico inquadrano i portali e le nicchie con le statue di sant'Agata, san Fausto e san Sebastiano; il secondo, per il quale furono adottate soluzioni dell'architetto leccese Giuseppe Zimbalo, ha le statue di santa Marina e santa Teresa d'Avila, un grande finestrone e, sulle volute, i busti di san Tommaso d'Aquino e san Giovanni Crisostomo 1. Il prospetto termina con un frontone che porta la data 1696 1. L'interno è a croce latina, con tre navate separate da dodici colonne e dodici altari barocchi 13,3,1. La decorazione pittorica si deve in gran parte al gallipolino Giovanni Andrea Coppola, autore di sei grandi pale d'altare, tra cui il Miracolo di san Francesco di Paola, l'Adorazione dei Magi, le Anime del Purgatorio, l'Assunzione, il Martirio di sant'Agata e San Giorgio; Coppola inserì inoltre in una cornice con storie di santi un dipinto di Gian Domenico Catalano 1,15. A Nicola Malinconico si devono la Cacciata dei mercanti dal tempio sulla controfacciata, le tele del coro, il Martirio di san Sebastiano, i cicli della Vita di sant'Agata sul soffitto e del ritrovamento della mammella nella navata, e il grande Martirio di sant'Agata, di oltre 100 metri quadrati 1,9. Carlo Malinconico firmò una Visitazione e dipinse le serie degli Apostoli, degli Evangelisti, delle Virtù e dei Dottori della Chiesa 1. Nel presbiterio, chiuso da una balaustra in marmo, l'altare maggiore in marmi policromi è opera di Cosimo Fanzago; attorno sono la cattedra vescovile e il coro in noce intagliato da Giorgio Aver, con lo stemma del vescovo Filomarini 1. Il pulpito è anch'esso di Giorgio Aver 1. La voce di Wikipedia su Vespasiano Genuino, architetto della basilica, indica come sua prima opera un fonte battesimale 16. Nell'altare del Santissimo Sacramento, in marmo, si trovano il sepolcro dei vescovi di Gallipoli e quello della famiglia Balsamo 1.
Leggende e tradizioni
Secondo una tradizione diffusa in Puglia, l'8 agosto 1126 sant'Agata apparve in sogno a una donna addormentata sulla spiaggia della Purità dopo aver lavato i panni, avvertendola che il suo bambino stringeva qualcosa tra le labbra; il bambino aprì la bocca solo quando il vescovo, giunto sulla spiaggia, pronunciò il nome di Agata in una litania, e ne uscì la mammella della santa 1,17. La reliquia rimase nella cattedrale fino al suo trasferimento a Galatina; i gallipolini ne chiesero più volte la restituzione, fino al Novecento 1,18. La festa patronale di sant'Agata si celebra il 5 febbraio 2,8. Nella Quaresima, ogni venerdì, vengono esposte una copia della Sindone di Torino donata dal vescovo Sebastiano Quintiero Ortiz e una reliquia della Croce 1.
Antichità
Le fonti ipotizzano che il punto più alto dell'isola fosse un'area sacra già in antico e che la prima chiesa sorgesse su un tempio 1,2,19. Gallipoli corrisponde all'antica Kallipolis, citata da Dionigi di Alicarnasso, Pomponio Mela e Plinio il Vecchio, che la chiama Callipolis "ora detta Anxa" 20. Secondo Wikipedia (en) l'altare è ricavato da una stele romana in marmo di reimpiego con un'iscrizione greca 7.
La visita
La cattedrale si trova in via Duomo 1, nel centro storico 13. È sede di parrocchia, arcipretura e del Capitolo dei canonici 13,1. Il sito ufficiale della parrocchia offre tour virtuali, dirette e il programma del Giubileo di Sant'Agata 2026-2027 21. Nei materiali non sono riportati orari da fonte ufficiale. Accanto alla basilica ha sede il Museo diocesano 1.
Curiosità
- La chiesa non ha un campanile a torre: le tre campane (un tempo quattro) sono sulla terrazza, in un campanile a vela; la torre accanto è la torre civica 1.
- Sotto la statua di san Sebastiano in facciata si legge "ISTEQUE MORBO LIBERAT URBEM" 1.
- Nel 1741 papa Benedetto XIV riformò l'abito dei canonici del capitolo, che passarono alla cappa magna di lana violacea 1.
- Lo storico Bartolomeo Ravenna, morto nel 1837, è sepolto nella cappella di Santa Maria del Soccorso 22.
- Nel 1752 nella cattedrale fu cantato un oratorio a cinque voci per sant'Agata con musica di Nicola Caputi 10.
- L'ultimo vescovo sepolto nel sepolcro dei vescovi è Vittorio Fusco, morto a Nardò 1.
Le fonti non concordano
Su questi punti le fonti danno versioni diverse.
- Materiale della facciata
- Carparo secondo Wikipedia (it, en) 1,7; pietra leccese secondo la scheda regionale 13; conci di tufo locale secondo BeWeB, riferito all'intero edificio 3.
- Autori della facciata
- Wikipedia (it) attribuisce a Giuseppe Zimbalo soluzioni per il secondo ordine, su disegno generale di Genuino 1; Wikipedia (en) attribuisce la facciata a Zimbalo, Bischetini e Lachibari 7.
- Anno del trasferimento della reliquia a Galatina
- 1380 secondo Wikipedia (it, de) 1,2; 1389 secondo un articolo di Balarm del 2026 18.
- Completamento dei lavori
- 1696 secondo BeWeB e Wikipedia 3,1,7; tra il 1683 e il 1696 secondo Wikipedia (fr) 4; la scheda della Columbia University data la fabbrica 1629-1650 e la fine della decorazione al 1659 5.
- Stalli del coro
- Wikipedia (it) indica in un punto quarantuno stalli e in un altro cinquantuno 1.
- Altare maggiore
- In marmi policromi di Cosimo Fanzago secondo Wikipedia (it) 1; ricavato da una stele romana di reimpiego secondo Wikipedia (en) 7.
La scheda della Regione Puglia
Sembra quasi troppo imponente per la minuscola via Duomo, la Cattedrale seicentesca di Sant’Agata. Oggi sede del Capitolo dei Canonici è il monumento principale della Perla dello Ionio e simbolo del barocco di Gallipoli.
Trionfo del rococò, la facciata in pietra leccese è suddivisa in due ordini e ospita statue e motivi barocchi, sontuoso preludio dell’interno con pianta a croce latina a tre navate suddivise da ampie arcate su colonne.
Prezioso scrigno d’opere d’arte, l’edificio vanta una ricca collezione di tele di artisti salentini del Seicento e del Settecento, tra cui i dipinti di Nicola e Carlo Malinconico e il gallipolino Andrea Coppola, mentre nel presbiterio si ammira il fastoso coro barocco in legno intagliato.
La Cattedrale custodisce alcune reliquie, tra cui quelle di San Fausto, e un ricco tesoro con pregevoli suppellettili e arredi sacri.
Libri per approfondire
- Bartolomeo Ravenna, Memorie istoriche della città di Gallipoli, 1836 23,19
- Francesco D'Elia, La chiesa cattedrale di Gallipoli, 1906 23,24,10
- Antonio Barbino, La chiesa cattedrale di Gallipoli, a cura di Giuseppe Leopizzi, Marcello Spada, Luciano Solidoro, 1997 23,10
- Michele Paone, Gallipoli: i tre secoli della cattedrale (1696-1996), 1996 23
- Gianfranco Fiaccadori, Sull'intitolazione della cattedrale di Gallipoli, in Rivista di storia della Chiesa in Italia 36/2, 1982, pp. 416-420 23,10
- Mario Alberto Pavone, La decorazione di Nicola Malinconico nella Cattedrale di Gallipoli, 2000 9
- Antonio Cassiano et al., Guida al Museo diocesano e alla Cattedrale di Gallipoli, 2011 10
- Mario Cazzato, Lecce e il Salento 1, Atlante del Barocco in Italia, De Luca Editori d'Arte, 2015 12
Fonti (24)
Il racconto è scritto solo da queste fonti: i numeri nel testo rimandano qui. Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026.
- 1.Wikipedia (it): Basilica concattedrale di Sant'Agata · enciclopedia
- 2.Wikipedia (de): Kathedrale von Gallipoli · enciclopedia
- 3.BeWeB (CEI): Concattedrale di Sant'Agata · istituzionale
- 4.Wikipedia (fr): Cathédrale de Gallipoli · enciclopedia
- 5.Cathedral of Saint Agatha in Gallipoli, 1629-1650 — Columbia University, Southern Italy Art archive (SIIA) · istituzionale
- 6.Basilica concattedrale di Sant'Agata, Gallipoli — Religiana - Future for Religious Heritage (FRH) · istituzionale
- 7.Wikipedia (en): Gallipoli Cathedral · enciclopedia
- 8.5 febbraio, Sant'Agata. Gallipoli e una reliquia della martire catanese — Fondazione Terra d'Otranto (05/02/2013) · web
- 9.PAVONE, Mario Alberto, La decorazione di Nicola Malinconico nella Cattedrale di Gallipoli (2000) · studio
- 10.Catalogo SBN: libri sul luogo · libro
- 11.Vincoli in Rete (MiC): CATTEDRALE DI SANT' AGATA · istituzionale
- 12.CartApulia (Regione): Chiesa di Sant'Agata · istituzionale
- 13.Regione Puglia, scheda del luogo (viaggiareinpuglia.it) · istituzionale
- 14.Barocco a Gallipoli (wikipedia-it) · enciclopedia
- 15.Giovanni Andrea Coppola (wikipedia-it) · enciclopedia
- 16.Vespasiano Genuino (wikipedia-it) · enciclopedia
- 17.8 agosto. Sant'Agata la buona e Gallipoli — Fondazione Terra d'Otranto (08/08/2013) · web
- 18.La sacra mammella di Sant'Agata contesa tra due città che non sono siciliane — Balarm.it, autrice Maria Oliveri (03/02/2026) · web
- 19.Ravenna, Bartolomeo, b. 1761, Cavagna Sangiuliani di Gualdana, Antonio, conte, 1843-1913, former owner. IU-R, Memorie istoriche della città di Gallipoli (1836) — brano OCR · libro
- 20.Fonti antiche: Kallipolis (contesto del luogo) · studio
- 21.Basilica Cattedrale di Sant'Agata - Gallipoli — Parrocchia - Basilica Concattedrale di Sant'Agata (Diocesi di Nardò-Gallipoli) · istituzionale
- 22.Bartolomeo Ravenna (wikipedia-it) · enciclopedia
- 23.Libri citati dalle fonti web · libro
- 24.D'Elia, Francesco, La chiesa cattedrale di Gallipoli (2020) · studio
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