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Castelli, torri e palazzi

Palazzo Granafei

Gallipoli (LE)

Palazzo Granafei
Palazzo Granafei
Regione Puglia

Il racconto

Palazzo Granafei si trova nel centro storico di Gallipoli, in via Antonietta De Pace 87, e prende il nome dai proprietari di fine Ottocento 1. In origine l'edificio apparteneva alla famiglia spagnola dei Vasques D'Acugna, giunta in città nel XVI secolo 1. Il prospetto ha un ampio portale di memoria catalano-durazzesca e finestre rinascimentali, e un'incisione in spagnolo datata 1625 1. Nell'ipogeo si trova un frantoio oleario, costruito tra la fine del XVI e la metà del XVII secolo, con presse e macina del Seicento 1,2. Lo stato di apertura va verificato: nel 2016 il Ministero lo indicava temporaneamente chiuso 4.

Storia
  1. XVI secolo

    La famiglia spagnola dei Vasques D'Acugna giunge a Gallipoli; è la prima proprietaria dell'edificio, che per questo è detto anche palazzo d'Acugna. 1,2

  2. Fine XVI - metà XVII secolo

    Sotto il palazzo d'Acugna, oggi Granafei, vengono costruiti i frantoi, in realtà due strutture ipogeiche con schema articolato e forma mistilinea. 2

  3. 1625

    Data dell'incisione in lingua spagnola di don Francesco D'Acugna, con dedica a Filippo IV di Spagna. 1

  4. Fine XIX secolo

    Il palazzo appartiene alla famiglia Granafei, da cui prende il nome attuale. 1

  5. 1992incerto

    Un volume sui frantoi ipogei riferisce che con D.M. del 24 giugno 1992 il frantoio fu "dichiarato"; il brano è troncato e non dice di cosa. 3

Le date con il quadrato vuoto sono incerte: le riportano poche fonti o fonti non verificate.

Architettura e opere

Il prospetto è caratterizzato da un ampio portale di memoria catalano-durazzesca e da finestre rinascimentali 1. Il frantoio ipogeo, indicato come esempio significativo degli stabilimenti per la produzione dell'olio, ha presse olearie, una macina del XVII secolo e attrezzi per la lavorazione delle olive 4. Secondo la scheda di MuseiOnline è un frantoio del Seicento di circa 200 mq, sotto i palazzi D'Acugna e Grassi, con presse calabresi e una genovese 5. Secondo alcune fonti web si tratta di un doppio frantoio sotterraneo con macina azionata da un asino, presse e vasche 6. Il volume di Federico Natali su Gallipoli pubblica tavole del frantoio con la zona dei torchi nel secondo frantoio e la macina del XVII secolo 7; una planimetria dei frantoi ipogei è pubblicata in un volume di Giovanni Cosi e Mario Cazzato 8. Secondo uno studio sulle antiche industrie dell'olio, il pancone (la trave orizzontale della pressa) del frantoio misura 2,30 metri e il frantoio è di proprietà dell'associazione "Gallipoli Nostra" 9.

La visita

Indirizzo: via Antonietta De Pace 87, 73014 Gallipoli 1. La scheda regionale (non datata) indica il frantoio come "attualmente visitabile" 1. La scheda del Ministero della Cultura, aggiornata al 2 marzo 2016, riporta ingresso gratuito e chiusura temporanea "fino a nuove disposizioni" 4. MuseiOnline indica ingresso gratuito e orari giornalieri, senza datare 5. Una guida del 1991-1992 riportava un'apertura aprile-ottobre, 9-12 e 17-21: dato vecchio, da non considerare attuale 10,11. Gli orari vanno confermati prima di visitare.

Curiosità
  • Secondo alcune fonti web, il frantoio è legato al commercio dell'olio lampante che da Gallipoli serviva all'illuminazione delle città europee 6; un articolo di Emilio Panarese ricorda l'esportazione dell'olio salentino da Gallipoli dal Settecento e la Fiera del Canneto (2-8 luglio), senza citare il palazzo 12.
Le fonti non concordano

Su questi punti le fonti danno versioni diverse.

Epoca del frantoio
Il Ministero lo definisce uno dei "settecenteschi stabilimenti" di produzione dell'olio 4; CartApulia lo colloca tra la fine del XVI e la metà del XVII secolo 2; la scheda regionale e MuseiOnline parlano di presse e macina e di un frantoio del Seicento 1,5.
Stato di apertura
La scheda regionale dice che il frantoio è visitabile 1; il Ministero nel 2016 lo dava temporaneamente chiuso 4.
La scheda della Regione Puglia

Nel centro storico di Gallipoli, lungo via De Pace, sorge Palazzo Granafei, così chiamato dal nome dei proprietari di fine Ottocento. Inizialmente, infatti, l’edificio appartenne alla famiglia spagnola dei Vasques D'Acugna, giunti in città nel secolo XVI.

Un ampio portale di memoria catalano-durazzesco e finestre rinascimentali caratterizzano il prospetto dell’edificio, che si distingue maggiormente per un’incisione, datata al 1625, in lingua spagnola di don Francesco D'Acugna con dedica per Filippo IV di Spagna.

A impreziosire il complesso è la presenza di un frantoio oleario nell’ipogeo del palazzo, con presse e macina del XVII secolo, attualmente visitabile.

Libri per approfondire
  • Antonio Monte, Le miniere dell'oro liquido – archeologia industriale in Terra d'Otranto, i frantoi ipogei, 2000 3
  • A. Monte (a cura di), Frantoi ipogei del Salento, 1995 2
  • E. Pindinelli (a cura di), Illustrazione storica sulla produzione ed il commercio degli oli in Gallipoli: in occasione della Mostra storica allestita nel frantoio sotterraneo di palazzo Briganti, Gallipoli, 3-23 agosto 1980, Gallipoli, 1980 2
  • Federico Natali, Gallipoli nel Regno di Napoli – dai Normanni all'unità d'Italia, 2007 7
  • Giovanni Cosi, Mario Cazzato, Il notaio e la pandetta – microstoria salentina attraverso gli atti notarili (secc. XVI-XVII), 1992 8
Fonti (12)

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