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Fontana greca

Gallipoli (LE)

Fontana greca
Fontana greca
Foto Leonardo D'Angelo · Regione Puglia

Il racconto

La Fontana greca di Gallipoli sorge presso il ponte che collega la terraferma al borgo antico, accanto al Castello Angioino 5. Nonostante il nome e la tradizione che la datava al III secolo a.C., le schede ufficiali la riferiscono al XVI secolo, intorno al 1560, e il Catalogo generale la assegna ad ambito salentino 4,1. Ha due facciate: quella verso scirocco, con quattro cariatidi e tre rilievi con le metamorfosi di Dirce, Salmace e Biblide, e quella verso tramontana, realizzata nel 1765 con funzione di sostegno 5,2. La datazione resta oggetto di discussione 1,2,3. Nel 2026 è in corso un restauro 8,9.

Storia
  1. III secolo a.C. (ipotesi)incerto

    Una tradizione, oggi in gran parte superata, riteneva la fontana opera greca del III secolo a.C. e la più antica d'Italia; alcuni critici condividono ancora questa datazione.1,2,3

  2. Età rinascimentale

    Altri studiosi, tra cui il Bernich, ritengono che la fontana sia stata costruita in età rinascimentale. Il Catalogo generale dei Beni Culturali data i rilievi al XVI secolo (circa 1560).4,2

  3. 1548

    La fontana, collocata in origine nell'area delle antiche terme, oggi detta 'funtaneddhe' o 'Fontanelle', viene trasportata presso la chiesa di San Nicola, oggi scomparsa.2,3,5

  4. 1560

    La fontana è smontata e ricostruita nel luogo attuale; secondo Wikipedia alla nuova struttura si aggiungono i resti della vecchia e sono scolpite le iscrizioni latine sulle tre ninfe. In alto compare lo stemma del re di Spagna Filippo II.2,3,4

  5. 1765

    Viene realizzata la seconda facciata, con funzione di sostegno, con lo stemma di Gallipoli, un'epigrafe in latino e le insegne di Carlo III di Borbone. Il Catalogo generale registra una lapide documentaria e stemmi civici datati 1765.5,4,2

  6. Anni Cinquanta del Novecento

    Dall'abbeveratoio si prelevava l'acqua per venderla (come compenso del servizio di trasporto) alle famiglie senza acqua corrente.2

  7. 1928

    L'Archivio Storico Luce conserva un filmato del 1928 circa sulla fontana, descritta con prospetto classico-rinascimentale.6

  8. 2025incerto

    A giugno 2025 la fontana ottiene un riconoscimento dal FAI. Una pagina web del marzo 2025 annuncia un finanziamento ministeriale di 710 mila euro.2,7

Mostra altre 1 date
  1. 2026incerto

    Secondo la stampa locale, il degrado è attribuito all'aerosol marino e il restauro è avviato: lavori consegnati il 28 settembre 2026 con 180 giorni di tempo, impresa FP Costruzioni di Taurisano, 710.000 euro del Ministero della Cultura e 60.000 euro del FAI per l'impianto idraulico.8,9

Le date con il quadrato vuoto sono incerte: le riportano poche fonti o fonti non verificate.

Architettura e opere

La fontana è in pietra calcarea locale e ha due facciate, una esposta allo scirocco e una alla tramontana 5,2. Quella verso scirocco è divisa in tre comparti da quattro cariatidi che sorreggono l'architrave decorato, con un'altezza complessiva di circa 5 metri 5,2. Nei comparti sono rilievi con le metamorfosi di Dirce, Salmace (con Venere e Cupido) e Biblide, trasformate in fonti 5,4,2. Fra le basi tre vasche sorrette da puttini ricevevano l'acqua dalle statue e la convogliavano nella vasca maggiore, oggi sotto il livello stradale 5. In alto sono lo stemma cittadino, un'epigrafe latina e uno stemma regio: Filippo II secondo Wikipedia, 'arme imperiale Asburgo di Spagna' secondo il Catalogo 4,2. La facciata di tramontana ha pinnacoli laterali e rosoni a conchiglia, con un abbeveratoio nella parte bassa 5. Il Catalogo generale elenca 20 opere conservate, tra cui cariatidi, telamoni, Medusa, Ercole e l'idra di Lerna, conchiglia e stemmi 4. Una guida regionale la definisce di origine rinascimentale con frontone barocco 10.

Leggende e tradizioni

Il tradizionale nome di fontana 'greca' si fonda sull'antica convinzione che fosse un'opera ellenica. Bartolomeo Ravenna, nelle Memorie istoriche della città di Gallipoli (1836), scriveva che non vi era dubbio che fosse greca e che le figure indecenti provassero che non l'avevano costruita dei cristiani 2. Secondo Wikipedia, durante le invasioni di Vandali e Goti le statue sarebbero state rimosse e abbandonate sulla spiaggia delle 'funtaneddhe', ipotesi data come 'molto probabile' ma senza prova 2. Un quotidiano del 1997 riporta che qualcuno la attribuisce a Virgilio 11.

La visita

Indirizzo: Corso Roma, 73014 Gallipoli, presso il ponte accanto al Castello Angioino 5. La fontana è visibile dalla strada. Wikipedia segnala crepe di 2-4 cm nella facciata e condizioni preoccupanti 2. Secondo la stampa locale (ottobre 2026) il cantiere di restauro è avviato, con consegna dei lavori il 28 settembre 2026 e 180 giorni di tempo: nel periodo la visione può essere limitata 8. Nessuna fonte ufficiale su orari o accessibilità.

Curiosità
  • Poste Italiane ha incluso la fontana in una serie di francobolli dedicati alle Fontane d'Italia 5.
  • Il testo del 'Villaggi paesi borghi' (1988) la cita tra gli 'arredi' del paese 12.
Le fonti non concordano

Su questi punti le fonti danno versioni diverse.

Datazione
III secolo a.C. secondo la tradizione e alcuni critici 1,2; età rinascimentale (ca 1560) secondo Bernich, il Catalogo generale e altre schede 4,2,10; la scheda regionale dice 'risalente al 1560' ma poi che l'anno di costruzione è sconosciuto e plausibilmente tra le dominazioni greca e romana 5; un testo regionale cita inoltre incastri della facciata sud del V secolo a.C. 13.
Stemma regio sulla facciata principale
Stemma di Filippo II di Spagna secondo Wikipedia 2; arme imperiale Asburgo di Spagna secondo il Catalogo generale 4.
Sovrano della facciata del 1765
Carlo III di Borbone secondo la scheda regionale e Wikipedia in italiano 5,2; Carlo III di Spagna secondo Wikipedia in inglese 3.
Costo del restauro
710.000 euro secondo diverse testate 8,9,7; 770mila euro nel titolo di un quotidiano 14.
La scheda della Regione Puglia

Nei pressi del ponte, attiguo al Castello Angioino, nel tratto che congiunge la terraferma all'isolotto dove c'è il borgo antico, si trova la Fontana greca.

Risalente al 1560, l'opera presenta due facciate: una esposta al vento di scirocco, l'altra a quello di tramontana.

Nella prima sono presenti tre comparti ricavati da quattro cariatidi che sorreggono l’architrave con un ricco decoro, con scene delle fatiche di Ercole, il fregio e la cornice, per un'altezza complessiva che raggiunge i 5 metri.

Ciascuno dei comparti è impreziosito da bassorilievi che raffigurano i miti classici legati alle virtù purificatorie delle acque, con le metamorfosi di Dirce, Salmace e Biblide, trasformate in fonti.

Tra le quattro basi vi sono tre vasche sostenute ciascuna da tre puttini: esse ricevevano l'acqua sgorgante dai fori ricavati nelle statue, che confluiva poi nella vasca più grande, oggi sotto il livello stradale.

Sulla parte superiore della facciata, vi sono lo stemma cittadino, un'epigrafe in latino e le insegne del sovrano Carlo III di Borbone.

La facciata di tramontana costituisce una sorta di spalliera, con pinnacoli laterali e rosoni a conchiglia. Nella parte sottostante la rappresentazione delle metamorfosi è collocato un abbeveratoio, in passato fonte usata per dissetare gli animali dei viandanti che passavano di qui.

Sconosciuto l'anno di costruzione di quest'opera in pietra calcarea, appare plausibile che risalga al periodo compreso tra le dominazioni greca e romana, con interventi sulle sculture nel corso del Rinascimento, a causa del trasloco dell'antica fontana prima nei pressi della Chiesa di San Nicola e, pochi anni dopo, riposizionata in prossimità del ponte, dove sorge maestosa oggi.

Originariamente essa si trovava nella zona denominata "Fontanelle", le antiche terme, nei pressi del vecchio Ospedale Sacro Cuore.

Poste Italiane, data la bellezza e maestosità di questa fontana, l'ha inclusa in una serie di francobolli dedicati alle Fontane d’Italia.

Libri per approfondire
  • Antonio Barbino, La fontana greca di Gallipoli: note storico-architettoniche, 1983
  • Antonio Costantini, Michele Paone, Guida di Gallipoli. La città, il territorio, l'ambiente, Congedo Editore, 1992
  • Mario De Marco, Gallipoli. Guida storica ed artistica, 2002
  • Mario Cazzato (a cura di), Lecce e il Salento 1, Atlante del Barocco in Italia, De Luca Editori d'Arte, 2015
  • Bartolomeo Ravenna, Memorie istoriche della città di Gallipoli, 1836
Fonti (14)

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