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Chiese e cripte Se piove

Chiesa di San Francesco di Paola

Gallipoli (LE)

Chiesa di San Francesco di Paola
Chiesa di San Francesco di Paola
Regione Puglia

Il racconto

La chiesa di San Francesco di Paola, nel centro storico di Gallipoli, è ciò che resta del complesso dei Paolotti, l'Ordine dei Minimi 8,2. Secondo BeWeB fu costruita insieme al convento dal minimo fra' Carlo Abatizio tra il 1613 e il 1621, anno dell'apertura al culto 1. Dopo la soppressione del convento restò aperta al culto ed è oggi sede della confraternita di Santa Maria ad Nives o Cassopo 8,2. Ha una sola navata, un arco trionfale ligneo dorato e tele dei secoli XVII e XVIII, tra cui una di Romualdo Formosa 8,2. Il convento attiguo è in rovina 2.

Storia
  1. 1613 - 1621

    La chiesa è edificata insieme al convento attiguo dal minimo fra' Carlo Abatizio e aperta al culto nel 1621; secondo Wikipedia il convento, nato presso il santuario di Santa Maria del Canneto fuori le mura, fu spostato in città grazie alla donazione di fra' Carlo, della famiglia gallipolitana degli Abatizzi.1,2,3

  2. 1649

    Il 22 aprile 1649 il vescovo di Gallipoli Gonzalo de Rueda istituisce la confraternita di Sancta Maria ad Nives seu Cassopo, con statuto per 80 confratelli, in gran parte maestri ferrai; ebbe inizialmente sede in un oratorio proprio sul baluardo di San Francesco.2

  3. 1734

    Un ampliamento aggiunge il presbiterio.1

  4. 1809

    Il convento è soppresso: BeWeB indica l'amministrazione dell'Ordine dei Minimi fino al 1809, Wikipedia la soppressione il 4 gennaio 1809. La chiesa resta aperta al culto.1,2

  5. 1813

    Secondo BeWeB e CartApulia, dopo la soppressione degli ordini religiosi la chiesa è affidata nel 1813 alla confraternita di Santa Maria ad Nives (o della Neve, o del Cassopo), che aveva perso la sede.4,1

  6. 1823incerto

    Secondo Wikipedia e una guida turistica, i confratelli si trasferiscono nella chiesa di San Francesco di Paola nel 1823, dopo essere passati per la cappella di San Giuseppe.2,5

  7. 1836incerto

    Bartolomeo Ravenna (1836) scrive che il monastero è soppresso, la chiesa è aperta al culto e alla confraternita di Santa Maria della Neve, mentre chiostro, cucina e refettorio sono disfatti e adibiti a magazzini per sali; il brano OCR dà come data della soppressione il «4 gennajo 1803».6

  8. 1985

    Il 20 settembre 1985 la chiesa è inserita nell'elenco dei beni di ente pubblico o ecclesiastico (L. 1089/1939 art. 4).7

Le date con il quadrato vuoto sono incerte: le riportano poche fonti o fonti non verificate.

Architettura e opere

La chiesa ha pianta rettangolare, è in muratura di tufo intonacata e, secondo BeWeB, coperta con volte a crociera 1; CartApulia parla invece di volta a botte 4. La facciata è semplice, leggermente timpanata, con portale sormontato da una nicchia con la statua del santo e una finestra in asse; un secondo ingresso è sul lato 8,2. L'interno ha un'unica navata e il presbiterio è incorniciato da un arco trionfale in legno decorato con motivi floreali e foglia d'oro 8,2. La scheda regionale conta sette altari 8, CartApulia sei 4. Dietro l'altare maggiore è la tela di Romualdo Formosa sul transito (o Morte) di San Giuseppe; ai lati i Miracoli di San Francesco di Paola, della seconda metà del Seicento; la tela centrale dell'altare di destra raffigura il santo che consegna la chiesa alla confraternita 8,2. Il pavimento in maiolica fu sostituito con uno in cotto negli anni Sessanta del Novecento 2. Del convento restano alcune colonne del chiostro con tracce di affreschi sulla vita del santo e dell'ordine, e un portale settecentesco su via San Francesco di Paola 9,2. Una torre di fortificazione della città, detta di San Francesco da Paola o dello Scorzone, prese il nome dalla chiesa e nell'Ottocento fu inglobata in una scarpata verso il mare 10,11.

Leggende e tradizioni

La confraternita partecipa ai riti della Settimana Santa 8. Secondo Wikipedia indossa abito e cappuccio celesti con mozzetta di seta rossa, festeggia San Francesco di Paola la domenica dopo la Santissima Trinità con una processione fino al molo, dove si getta in mare una corona di alloro in ricordo della gente di mare, e il 5 agosto Santa Maria della Neve 2.

La visita

Indirizzo: Riviera Cristoforo Colombo, 73014 Gallipoli 8. La chiesa è rimasta aperta al culto; le fonti non riportano orari né accessibilità. Il convento è in rovina 2.

Curiosità
  • Il nome «Cassopo» è collegato dalla fonte, con un «forse», alla città di Cassiope a Corfù 2.
  • La chiesa è indicata anche come Chiesa di Santa Maria della Purità nell'elenco delle rettorie della diocesi di Nardò-Gallipoli 12.
Le fonti non concordano

Su questi punti le fonti danno versioni diverse.

Data di soppressione del convento
4 gennaio 1809 secondo Wikipedia e (come termine dell'amministrazione) BeWeB 1,2; 1813 secondo CartApulia, che parla della soppressione degli ordini religiosi 4; 4 gennaio 1803 nel brano OCR di Ravenna, forse un errore di lettura 6.
Anno dell'arrivo della confraternita
1813 per BeWeB e CartApulia 4,1; 1823 per Wikipedia e MyCityHunt 2,5.
Numero degli altari e copertura
Sette altari secondo la scheda regionale 8, sei secondo CartApulia 4; volte a crociera secondo BeWeB 1, volta a botte secondo CartApulia 4.
Epoca della costruzione
Costruzione tra il 1613 e il 1621 secondo BeWeB 1; eretta nel 1621 secondo Wikipedia e la scheda della Columbia University 2,3; XVII secolo secondo CartApulia 4.
La scheda della Regione Puglia

Con la sua facciata semplice di un bianco abbacinante, la chiesa dedicata a San Francesco di Paola è ciò che rimane del complesso dei Paolotti nel centro storico di Gallipoli. La piccola chiesa restò aperta al culto anche dopo la soppressione dell’ordine e divenne sede della confraternita di Santa Maria ad Nives, che ogni anno prende parte ai riti della Settimana Santa.

La chiesa, ad unica navata, presenta sette altari, il presbiterio incorniciato da uno splendido arco in legno decorato in oro e diverse tele del XVII e XVIII secolo. Tra queste, dietro l’altare spicca un dipinto di Romualdo Formosa che rappresenta il transito di San Giuseppe e, ai rispettivi lati dell’altare, quelli con i Miracoli di San Francesco.

Il Santo di Paola ricompare anche nella tela centrale, che lo ritrae nell’atto di consegnare la chiesa proprio alla confraternita di Santa Maria della Neve.

Libri per approfondire
  • Sofia Di Sciascio, Insediamenti dei padri Minimi in Puglia. Per una storia dell'arte meridionale dal XVI al XVIII secolo, vol. 1, 2011 13
  • Elio Pindinelli, Mario Cazzato, Civitas confraternalis. Le confraternite a Gallipoli in età barocca, Congedo, 1998 2
  • Marco De Mario, Gallipoli. Guida storica ed artistica, Capone, 2002 2
  • Bartolomeo Ravenna, Memorie istoriche della città di Gallipoli, 1836 6
  • Mario Cazzato, Lecce e il Salento 1, Atlante del Barocco in Italia, De Luca, 2015 4
Fonti (13)

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