
Il racconto
La chiesa rupestre di San Gregorio si trova a circa un chilometro dal centro di Mottola, nell'omonima contrada, lungo le pendici orientali del colle 1,2. L'interno, di impianto basilicale, è diviso in tre navate da quattro pilastri e termina in tre absidi; del ciclo pittorico restano tre affreschi, tra cui un Cristo Pantocratore 1,5,2. La data di escavazione è discussa: la scheda regionale la dice «probabilmente» del IX secolo, CartApulia la colloca tra il XII e la fine del XIII secolo, Wikipedia ritiene probabile il IX-X secolo con una risistemazione tra XII e XIII secolo 1,3,2. La chiesa è stata dichiarata di interesse culturale il 17 gennaio 1983 4,5. La scheda regionale le attribuisce anche il nome di cripta della Madonna degli Angeli, ma altre fonti trattano le due cripte come edifici distinti e vicini 1,6,2.
Storia
IX - X secolo (ipotesi)incerto
Secondo Wikipedia la chiesa fu probabilmente scavata insieme alle altre del comprensorio mottolese tra il IX e il X secolo; la scheda regionale la dice «probabilmente» del IX secolo.1,2
XII - XIII secoloincerto
CartApulia data la cripta di San Gregorio tra il XII e la fine del XIII secolo; secondo Wikipedia in questo periodo l'edificio subì una risistemazione architettonica, mentre alcuni studiosi la ritengono scavata solo in età normanna, intorno al XII secolo. Il Pantocratore è datato tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo.3,2
XIII - XIV secoloincerto
Il dittico con la Vergine col Bambino e San Bartolomeo e il San Nicola sono datati perlopiù tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo; i materiali fittili e vitrei rinvenuti nella cisterna arrivano fino al XIV secolo, indizio di un abbandono progressivo dopo questo periodo.2
1424incerto
Una presunta prima attestazione, in un documento del 1424, intitolerebbe la chiesa a «Santa Maria della Maurissa», con cantore il futuro vescovo di Castellaneta Bartolomeo Di Stefano; la notizia non è corredata da fonti né confermata, e la data è dubbia perché proprio il 27 ottobre 1424 Di Stefano fu eletto vescovo.2
XVII secoloincerto
Il nome San Gregorio è in uso probabilmente dal XVII secolo, quando il parco di «Sancto Grecorio» compare in attestazioni ufficiali.2
1972
La chiesa, parzialmente interrata e fino ad allora nota solo agli esperti, è riportata alla luce con una campagna di scavi.2
1976
Nell'agosto 1976, durante lavori di ampliamento della rete fognaria cittadina, la chiesa fu sommersa dalle acque reflue per il cedimento di una parte della struttura, che non reggeva la portata del flusso.2
17 gennaio 1983
Dichiarazione di interesse culturale con vincolo diretto ai sensi della L. 1089/1939.4,5
Mostra altre 2 date
Le date con il quadrato vuoto sono incerte: le riportano poche fonti o fonti non verificate.
Architettura e opere
La scheda regionale descrive tre navate scandite da quattro pilastri cruciformi, da cui partono archi a sesto acuto, e una finta cupola scolpita nella roccia 1. CartApulia e il Geoportale Nazionale per l'Archeologia parlano di impianto basilicale con tre navate, quattro pilastri sormontati da capitelli, archi a tutto sesto e tre absidi con calotte emisferiche che accolgono altrettanti altari con antipendio tristilo 3,5. Secondo Wikipedia l'ingresso è preceduto da un dromos scavato nella terra di riporto; la pianta è a croce greca inscritta, di tipo basilicale, di circa 7 m di lunghezza per 8 m di larghezza, con tre absidi semicircolari orientate a nord e altari monolitici (integro solo quello centrale); il presbiterio è rialzato di circa 40 cm e conserva tracce di un templon litico; lungo il perimetro ci sono otto archivolti, sei nicchie e sedili litici alti circa 30 cm; la porta d'ingresso è larga 135 cm e alta 240 cm, e una cisterna si apre nella prima campata a sinistra 2. I soffitti scolpiti presentano travature finte nelle campate laterali, spioventi in quelle centrali e cupole nel coro 2. Gli affreschi sono tre: il Cristo Pantocratore nella calotta dell'abside centrale (circa 165 x 80 cm), un dittico con la Vergine col Bambino e San Bartolomeo, dipinto su un affresco preesistente, e un San Nicola acefalo 2; la scheda regionale descrive il Pantocratore con tunica rossa, grande manto azzurro e libro aperto con iscrizione in caratteri greci 1. Tra i graffiti vi sono un nodo di Salomone sul primo pilastro a sinistra e croci incise 2. Wikipedia riporta come ipotesi un influsso di frescanti greco-siculi, per le somiglianze con il Pantocratore del duomo di Monreale 2.
Leggende e tradizioni
Secondo Wikipedia, nel XIX secolo la tradizione contadina della zona chiamava la chiesa «Madonna Nera», probabilmente per l'iconografia del dittico della Vergine con San Bartolomeo 2. La chiesa è una delle quattro chiese rupestri mottolesi dette «Grotte di Dio», espressione coniata da un articolo della rivista Bell'Italia del 1987 2.
La visita
Indirizzo indicato dalla Regione: Strada Statale 100, 74017 Mottola 1. La chiesa è inserita nell'itinerario «Mirabili grotte di Dio» del sito turistico di Mottola 7. Secondo una guida francese l'accesso alle chiese rupestri della zona richiede visite guidate prenotate 8. Le fonti non riportano orari ufficiali.
Curiosità
- Dopo l'abbandono la chiesa fu usata come ricovero per animali e come deposito per l'attività figulina, favorita dall'abbondante argilla; la zona è nota nella toponomastica popolare come «Le fornaci» 2.
- Roberto Caprara riferisce che Michele Lentini, allora ultranovantenne direttore della Biblioteca civica, gli confermò l'esistenza di botteghe di figuli nelle grotte dei dintorni ancora alla fine del XIX secolo 9.
- Un pozzo di butto nella chiesa è citato nei Quaderni Friulani di Archeologia del 2009 10.
Le fonti non concordano
Su questi punti le fonti danno versioni diverse.
- Datazione
- La scheda regionale indica «probabilmente» il IX secolo 1; CartApulia indica XII - fine XIII secolo 3; Wikipedia ritiene più probabile l'escavazione tra IX e X secolo con risistemazione nel XII-XIII, mentre alcuni studiosi propongono l'età normanna 2.
- Identità con la cripta della Madonna degli Angeli
- La scheda regionale presenta San Gregorio come «conosciuta anche come cripta della Madonna degli Angeli» 1; CartApulia e il Geoportale hanno schede separate per le due cripte, e quella della Madonna degli Angeli ha absidi quadrangolari 6,3,11,5; Wikipedia le tratta come chiese vicine ma distinte 2.
- Forma degli archi
- La scheda regionale parla di archi a sesto acuto 1; CartApulia e il Geoportale di archi a tutto sesto 3,5.
La scheda della Regione Puglia
A circa un chilometro dalla città di Mottola, lungo le pendici orientali del colle, nell’omonima località, si trova la chiesa rupestre di San Gregorio, conosciuta anche come cripta della Madonna degli Angeli, risalente probabilmente al nono secolo.
È la sfumatura ambrata della pietra a stupire all’interno, dove lo spazio si divide in tre navate, scandite da quattro pilastri cruciformi, da cui si dipartono gli archi a sesto acuto, mentre una finta cupola scolpita finemente nella roccia ricopre tutto lo spazio.
Del ciclo pittorico della chiesa rimangono tre soli affreschi, tra cui il maestoso Pantocratore, il Cristo benedicente vestito di una tunica rossa e un grande manto azzurro, che mostra nella mano sinistra un libro aperto, con la consueta iscrizione in caratteri greci.
Libri per approfondire
- Cosimo Damiano Fonseca, Civiltà rupestre in Terra Jonica, Milano-Roma, 1970 2,12
- Pasquale Lentini, Il fenomeno della civiltà rupestre nel territorio di Mottola, 1988 13,14
- Pasquale Lentini, La contrada di San Gregorio a Mottola. Un fazzoletto di terra con tanta storia, in Riflessioni-Umanesimo della Pietra, Martina Franca, 1997 2
- Domenico Caragnano, La chiesa in rupe di San Gregorio a Mottola, in Riflessioni-Umanesimo della Pietra, Martina Franca, 2001 2
- Franco Dell'Aquila e Aldo Messina, Le chiese rupestri di Puglia e Basilicata, Bari, Mario Adda Editore, 1998 2
- Roberto Caprara, I vetri nella ricerca archeologica degli ultimi trent'anni in Puglia e Basilicata, in Quaderni Friulani di Archeologia, XIX, 2009 2,10
Fonti (14)
Il racconto è scritto solo da queste fonti: i numeri nel testo rimandano qui. Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026.
- 1.Regione Puglia, scheda del luogo (viaggiareinpuglia.it) · istituzionale
- 2.Wikipedia (it): Chiesa rupestre di San Gregorio · enciclopedia
- 3.CartApulia (Regione): Cripta di San Gregorio (età medievale) · istituzionale
- 4.Vincoli in Rete (MiC): CHIESA RUPESTRE DI S. GREGORIO · istituzionale
- 5.Geoportale Nazionale per l'Archeologia: MTL044 · istituzionale
- 6.CartApulia (Regione): Cripta della Madonna degli Angeli (età medievale) · istituzionale
- 7.Visita chiesa rupestre di San Gregorio Mottola — VisitMottola (turismo di Mottola) · istituzionale
- 8.Visiter Mottola — Le Routard · web
- 9.Roberto Caprara, Società ed economia nei villaggi rupestri – la vita quotidiana nelle gravine dell'arco Jonico Tarentino (2001) — brano · libro
- 10.Società Friulana di Archeologia, Quaderni Friulani Di Archeologia 2009 19 (2009) — brani · libro
- 11.Geoportale Nazionale per l'Archeologia: MTL046 · istituzionale
- 12.Cosimo Damiano Fonseca, Civiltà rupestre in terra jonica (1970) — brano · libro
- 13.Il fenomeno della civiltà rupestre nel territorio di Mottola — Zenon (catalogo dell'Istituto Archeologico Germanico) · istituzionale
- 14.Libri citati dalle fonti web · libro
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