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Chiese e cripte Se piove

Chiesa rupestre Beata Vergine del Carmine o Purgatorio

Mottola (TA)

Veduta del Santuario della "Madonn Abbasc".
Veduta del Santuario della "Madonn Abbasc".
Veduta del Santuario della "Madonn Abbasc".Foto Nico rotolo · Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Il racconto

La chiesa rupestre della Beata Vergine del Carmine, detta anche del Purgatorio, è una cripta scavata nella roccia nel territorio di Mottola, in contrada Canale, a pochi passi dal villaggio rupestre di Casalrotto 8,5. La tradizione ne attribuisce la fondazione al chierico Francesco Pietro di Filippo, che avrebbe avuto la visione della Madonna e l'ordine di erigerle una cappella 8,4. Le fonti divergono sulla datazione: il Cinquecento per la scheda regionale, un'epoca tardo medievale per BeWeB 8,1. La struttura fu ampliata a metà Seicento, come attestano un affresco del 1654 e un'iscrizione del 1659, e nel Settecento fu costruita la chiesa superiore 7,6. Il luogo ospita celebrazioni e tradizioni popolari legate al culto del Carmine 3.

Storia
  1. XV secoloincerto

    Secondo BeWeB l'anno di fondazione non è noto, ma dagli elementi architettonici si desume una costruzione di epoca tardo medievale, completata nel XV secolo. Una pagina web indica come data forse il 1440 per la cappella ipogea.1,2

  2. 1506incerto

    Secondo il racconto tradizionale riportato da Wikipedia, il 22 aprile la Madonna del Carmine apparve al chierico, o secondo alcuni pastore, Francesco Pietro di Filippo e gli chiese di costruire una cappella a lei dedicata e di venerarne la memoria l'8 settembre. La pergamena conservata nella chiesa, trascrizione di una precedente andata distrutta, colloca la chiesa e il culto nel XVI secolo.3,4,2

  3. Primi del XVI secolo

    Sopra la cripta viene eretta una cappella in muratura con campanile a vela.5,6

  4. 1654

    È la data dell'affresco ridipinto con la Vergine Odigitria, che attesta l'ampliamento di metà Seicento.7,1,6,3

  5. 1659

    Un'iscrizione sul timpano sopra la cupola in muratura dell'altare maggiore data i lavori; secondo BeWeB, per iniziativa di alcuni devoti la chiesa originaria subì un significativo rimaneggiamento.7,1,6

  6. XVIII secolo

    Viene costruita la chiesa superiore, sul terrazzamento sopra la cripta, oggi santuario aperto al culto.8,6

  7. 1819incerto

    Secondo la presentazione web di una festa, la festa del Carmine del 16 luglio è voluta dalla confraternita dal 1819.9

  8. 1981

    La notte del 26 aprile, dopo la cerimonia dell'ottava di Pasqua, un incendio causato da lampade votive ad olio distrugge banchi e sedie della cappella e una statua settecentesca della Madonna del Carmine, insieme a una statua di Sant'Antonio e una di San Giuseppe. Dallo stesso anno, la Domenica in Albis il simulacro della Vergine è portato dalla chiesa parrocchiale al santuario.3

Mostra altre 2 date
  1. 1987

    L'Associazione «Don Tonino… per amore» inizia a organizzare il musical sulla Passione di Gesù Cristo (Passione Vivente), rappresentato la Domenica delle Palme.3

  2. 2003

    L'alluvione nel Tarantino provoca accumulo di fango e caduta di alcuni alberi senza intaccare il patrimonio artistico.3

Le date con il quadrato vuoto sono incerte: le riportano poche fonti o fonti non verificate.

Architettura e opere

La cripta è scavata nella roccia e presenta numerosi rifacimenti; ha invaso irregolare, secondo CartApulia, mentre la struttura è descritta a pianta quadrangolare con tre pilastri e un'abside 5,7. Una cupoletta a base quadrata, alta otto metri, sovrasta l'altare ed espone sull'intradosso lo stemma della famiglia Palumbo, feudataria di Palagiano nella prima metà dell'Ottocento 1,3. L'affresco centrale datato 1654 raffigura la Vergine Odigitria con due angeli che le reggono la corona, affiancata da altri due angeli in ginocchio con ceri 1,3. Secondo Wikipedia, nel sottarco sono dipinte due tavolette votive: a sinistra una giovane donna di Grottaglie che implora la guarigione da una fistola di origine venerea, con un San Gioacchino; a destra un giovane nobile con la madre in preghiera, sopra un San Giuseppe; i due devoti sarebbero probabilmente la figlia e il nipote di Tiberio Domini Roberti, barone di Palagianello alla metà del XVI secolo. Sul pilastro centrale è rappresentata una Trinità attribuita al XVI secolo 3. Secondo BeWeB l'interno, a pianta quadrata, è interrotto da due colonne e un pilastro affrescato 1. La facciata della chiesa è semplice e rettangolare, divisa da un cornicione a dentelli, con portone in legno 1. L'area esterna è stata ristrutturata con terrazzamenti e scalinate 8.

Leggende e tradizioni

Secondo il racconto tradizionale, la Madonna apparve al chierico Francesco Pietro di Filippo mentre rientrava nella grotta dove abitava, ordinandogli di erigere una cappella 8,3. A questa devozione sono attribuite guarigioni miracolose e la protezione dei giovani dalle tentazioni della carne 3. Ogni anno si svolgono: i Sette Sabati prima della Domenica delle Palme, con pellegrinaggio a piedi e Rosario; la Passione Vivente alla Domenica delle Palme; il trasferimento del simulacro la Domenica in Albis; la messa del 16 luglio per la solennità del Carmelo; la festa dell'8 settembre con processione nella gravina 3.

Natura

Il santuario sorge in una piccola gravina tra Mottola e Palagiano e rientra nel Parco naturale regionale Terra delle Gravine 3,10.

La visita

Indirizzo: Contrada Canale, 74011 Mottola; il santuario dista circa 6 km dall'abitato 8,3. La chiesa superiore è aperta al culto 8. Nel periodo pasquale l'area esterna accoglie la rappresentazione della Passione Vivente 8. Nessuna fonte ufficiale consultata riporta orari di apertura.

Curiosità
  • In dialetto mottolese il santuario è noto come Madonne Abbassce 3.
  • Nel 2012 il musical della Passione è stato rappresentato a Gerusalemme e Betlemme, secondo Wikipedia 3.
  • Il sito è registrato nel catasto delle grotte della Federazione Speleologica Pugliese come cavità artificiale (PU_CA_0249), con sviluppo 7 11.
Le fonti non concordano

Su questi punti le fonti danno versioni diverse.

Datazione della fondazione
Cinquecento secondo la scheda regionale e la pergamena citata da CartApulia 8,4; apparizione del 22 aprile 1506 secondo Wikipedia 3; epoca tardo medievale, XV secolo, secondo BeWeB 1; classificazione Basso Medioevo (XI-XV secolo) nelle schede CartApulia 7,4; forse 1440 secondo una pagina web 2.
Condizione del fondatore
Chierico secondo la scheda regionale e CartApulia 8,4; chierico o, secondo alcuni, pastore secondo Wikipedia 3.
Pianta e sostegni interni
Invaso irregolare secondo una scheda CartApulia e il Geoportale 5,6; pianta quadrangolare con tre pilastri e un'abside secondo la Regione e un'altra scheda CartApulia 8,7; pianta quadrata interrotta da due colonne e un pilastro affrescato secondo BeWeB 1.
La scheda della Regione Puglia

A sud della città di Mottola, a pochi passi dal villaggio rupestre di Casalrotto, si trova la cripta della Madonna del Carmine, detta anche del Purgatorio, antica struttura risalente al Cinquecento, fondata probabilmente dal chierico Francesco Pietro di Filippo che, rientrando nella grotta che dove abitava, ebbe la visione della Madonna che gli ordinò di erigere una cappella in suo onore.

La struttura, a pianta quadrangolare con tre pilastri e un’abside, è stata ampliata nella metà del Seicento, come attestano la data su un affresco e l’iscrizione sul timpano sovrastante la cupola in muratura realizzata sopra l’altare maggiore.

Nel Settecento, la cripta è stata ricoperta dalla chiesa superiore, oggi un santuario aperto al culto cristiano, mentre l’area esterna è stata ristrutturata con terrazzamenti e scalinate e nel periodo pasquale accoglie la rappresentazione della Passione vivente.

Libri per approfondire
  • Lentini P., La cappella - cripta di Santa Maria del carmine di Mottola, 1974
  • Fonseca C.D., Civiltà rupstre in terra jonica, 1970
  • Pasquale Lentini, Il fenomeno della civiltà rupestre nel territorio di Mottola, Congedo, 1988
  • Stefano Matarrese, Cappella-Cripta Maria SS. del Carmine, Mottola 2004
Fonti (11)

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