
Traduit automatiquement de l'italien.
Le phare de San Cataldo se trouve à environ dix kilomètres de la ville de Lecce et est situé dans la crique qui abrite les vestiges d'un ancien môle construit vers le IIe siècle après J.-C. par l'empereur Hadrien, à l'époque où Lecce était une colonie romaine nommée « Lupiae ». À l'origine, ce point d'accostage s'appelait Porto Adriano. Son nom actuel, selon la légende, provient d'un moine irlandais qui, de retour de Jérusalem, fit naufrage dans cette région et fut miraculeusement sauvé.\n\nLe phare est composé d'une tour octogonale mesurant un peu plus de 23 mètres de hauteur et d'une structure en maçonnerie qui était à l'origine destinée à loger les gardiens du phare et à servir de dépôt. La construction d'un phare à San Cataldo a été proposée en 1863 par le Conseil provincial de Terra d'Otranto au Ministère des travaux publics. Le premier projet a été présenté en 1865 ; en attendant la construction du phare, mis en service en 1897, un fanal provisoire a été installé sur un bâtiment communal.
L’histoire
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Il faro di San Cataldo sorge sulla costa adriatica della marina di San Cataldo, a est di Lecce, nell'insenatura che conserva i resti del molo romano attribuito all'imperatore Adriano 2,3,13. È una torre ottagonale in pietra alta poco più di 23 metri, unita a un edificio in muratura che in origine ospitava i fanalisti e un magazzino 2,14. Proposto nel 1863 dal Consiglio provinciale di Terra d'Otranto, fu completato alla fine del 1895 ed entrò stabilmente in funzione nel 1897 2,13,14. Oggi è automatizzato e gestito dalla Marina Militare 13,14.
Histoire
Età romanaincertain
Secondo alcune fonti locali Ottaviano sbarcò a San Cataldo dopo aver ricevuto una notizia di morte; il testo della fonte è troncato 1.
II secolo d.C.
Sotto l'imperatore Adriano viene costruito il molo del porto di Lupiae, l'odierna Lecce; l'approdo era chiamato in origine Porto Adriano 2,3,4.
II secolo d.C.incertain
Secondo alcune fonti locali, che citano Pausania, Adriano ordinò la ricostruzione di un porto già esistente 1,5.
Medioevo
Età aragonese
Don Federico, a capo delle forze aragonesi, si presenta nel porto di San Cataldo e manda un'ambasceria a Lecce, che si arrende; il duca Gilberto si ritira nel castello 8.
19 maggio 1511incertain
Secondo la cronaca di Antonello Coniger, un corsaro turco con due barche, una galea e cinque fuste prende con la forza la torre di San Cataldo, uccide chi vi si trova, incendia i magazzini e porta via più di cento botti d'olio di cittadini di Lecce 9.
1577–1579
Nella relazione di Camillo Porzio San Cataldo è una piccola spiaggia che fa da porto alla città di Lecce, e il re vi tiene munita la torre della Piaggia di San Cataldo 10,11,12.
1863
Il Consiglio provinciale di Terra d'Otranto propone al Ministero dei Lavori Pubblici la costruzione di un faro a San Cataldo 2.
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25 febbraio 1865
Viene firmato il primo progetto del faro; in attesa della costruzione si installa un fanale provvisorio su un edificio comunale 2,13,14.
Febbraio 1893
31 dicembre 1895
1897
1898incertain
Secondo alcune fonti locali entra in servizio la tramvia elettrica tra Lecce e San Cataldo 15.
1933
Un provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale dispone la soppressione e il disarmo della tramvia Lecce-San Cataldo e la revoca della concessione 16.
XX secolo
San Cataldo diventa una località turistica, con episodi di edificazione intensiva che segnano il paesaggio costiero attuale 7.
2004–2007 e dal 2013
Il Laboratorio di Topografia e Fotogrammetria (LabTAF) dell'Università del Salento studia il molo romano; dal 2013 una campagna di scavo ne individua un'ulteriore porzione sulla terraferma 17.
Les dates avec un carré vide sont incertaines : peu de sources, ou des sources non vérifiées, les rapportent.
Architecture et œuvres
Il faro è una torre ottagonale in pietra bianca, con ballatoio e lanterna, che sorge da un edificio di un piano destinato in origine all'alloggio dei fanalisti e a magazzino 2,13,14. La cupola della lanterna è grigio metallico 13,14. La luce è a 25 metri sul livello del mare ed emette un lampo bianco ogni 5 secondi, visibile fino a 16 miglia nautiche; il fanale di riserva arriva a 12 miglia 13,14. Il faro è collegato alla rete elettrica e automatizzato, con numero di identificazione 3612 E.F. della Marina Militare 13,14.
Légendes et traditions
Secondo una leggenda riportata dalla Regione, il nome di San Cataldo viene da un monaco irlandese che, tornando da Gerusalemme, naufragò in questo tratto di costa e si salvò in modo miracoloso 2. Antonio Beatillo, nella sua storia di Santa Irene, dà un'altra spiegazione: la marina prese il nome da San Cataldo, che vi avrebbe condotto per qualche tempo vita solitaria con il fratello San Donato, vescovo di Lecce 18,19,20. Lo stesso autore racconta che un discepolo di San Paolo, mandato a Roma intorno all'anno 58, sbarcò su questa marina prima di proseguire a piedi verso l'interno 18,19,20.
Antiquité
Il molo romano è considerato la struttura portuale di età romana meglio conservata della Puglia e il porto principale di Lupiae 17,21. Ha due cortine esterne in grandi blocchi squadrati di calcare locale, lunghi 3-4 metri, larghi 1 metro e alti 0,50 metri, collegate da catene trasversali in blocchi e riempite in opus caementicium 4,21. I blocchi sono di tre varietà di calcarenite della formazione della Pietra Leccese 21,22. Studi su foto aeree degli anni '40 e '50 hanno documentato un'antica strada che collegava Lupiae al porto di San Cataldo, usata in diversi periodi 23,17. Il luogo è registrato tra le località antiche come Hadrianou Hormos 24. Secondo alcune fonti locali oggi del porto antico resta poco di visibile vicino al faro 1.
Nature
Nell'Ottocento le paludi di San Cataldo, insieme a quelle delle Cesine e alle Fontanelle di Otranto, erano considerate nocive per la salute di Lecce, e per quella di San Cataldo fu proposto un sistema di fossi di scolo 25,26,27. Vicino al faro si trovano la Riserva naturale statale biogenetica San Cataldo e le zone speciali di conservazione Torre Veneri e Le Cesine, con lagune costiere, dune e praterie di posidonia 28,29,30. Le sabbie scure della spiaggia furono ricondotte da Cosimo De Giorgi ai sedimenti del fiume Ofanto, ricchi di minerali vulcanici del Monte Vulture 31. Nel 2001 sono state recuperate tartarughe marine lungo la costa di San Cataldo 32.
La visite
Il faro si trova nella marina di San Cataldo; la Regione indica l'indirizzo Piazza Adriano 16, 73100 Lecce 2. È un faro attivo gestito dalla Marina Militare 13,14. Le fonti non indicano se l'interno sia visitabile né orari ufficiali. Il calendario di salentosagreeventi.it registra nel luogo la mostra «Sapore di mare 14» l'11 ottobre 2026 33.
Curiosités
- Nel 1710 il Giornale de' letterati d'Italia racconta che il generale dei Veneziani, di passaggio con la flotta a San Cataldo, salì a Lecce con i nobili dell'armata per conoscere Ascanio Grandi 34,35.
- Liborio Franza nel 1842 scrive che il porto di San Cataldo fornisce a Lecce il pesce fresco 36.
- Nell'aprile 1913 Cosimo De Giorgi portò gli studenti dell'Istituto Tecnico O.G. Costa di Lecce in escursione sulla spiaggia di San Cataldo per illustrare il litorale 31.
- Il faro è una referenza dei programmi radioamatoriali dei fari (PU-007, ARLHS ITA-142), con diverse attivazioni registrate nei bollettini 425 DX News 14,37,38.
Quand les sources divergent
Sur ces points, les sources donnent des versions différentes.
- Altezza della torre
- Poco più di 23 metri secondo la Regione e CartApulia e 23 metri secondo Wikipedia francese 2,3,14; 23 piedi (7 metri) secondo Wikipedia inglese 13.
- Distanza da Lecce
- Circa 10 km secondo la Regione, CartApulia e gli studi di Ferrari e Quarta 2,3,7,17; 12 km secondo le Wikipedia inglese e francese e Sansò 13,14,31; 6 km secondo una guida in inglese del 1997 39.
- Origine del nome San Cataldo
- Un monaco irlandese naufragato al ritorno da Gerusalemme secondo la leggenda riportata dalla Regione 2; San Cataldo, che vi visse da eremita con il fratello San Donato, secondo Antonio Beatillo 18,19,20.
Pour aller plus loin
- Zampolini S., Documenti per una carta archeologica della Puglia meridionale, Metodologie di catalogazione dei beni archeologici, 1.2, Martano, Edipuglia, 1997 4
- Auriemma R., Salentum Asalo. Porti, approdi, merci e scambi lungo la costa adriatica del Salento, 2004, vol. 1 23
- Sammarco M., Marchi S., Il porto antico di San Cataldo (Lecce): indagini tradizionali e nuove metodologie per uno studio topografico, in Archeologia Aerea. Studi di Aerotopografia archeologica, 3, 2008, pp. 147-176 23
- Sammarco M., Marchi S., Archeologia costiera a San Cataldo (Lecce), in Forma Urbis, novembre 2010, pp. 27-32 23
- Sammarco M., Marchi S., Tra terra e mare: ricerche lungo la costa di San Cataldo (Lecce), JAT XXII, 2012 23
- Ferrari I., Quarta A., The Roman pier of San Cataldo: from archaeological data to 3D reconstruction, in Virtual Archaeology Review, 10 (20), 2019 23,17
- Ferrari I., Quarta A., San Cataldo (Lecce, Italy): The Historical Evolution of the Coastal Landscape, Firenze University Press, 2020 6,7
Sources (41)
Le récit s’appuie uniquement sur ces sources : les numéros du texte y renvoient. Dernière mise à jour : 21 octobre 2026.
- 1.FAI I Luoghi del Cuore: MOLO ROMANO DI SAN CATALDO · web
- 2.Regione Puglia, scheda del luogo (viaggiareinpuglia.it) · institutionnelle
- 3.CartApulia (Regione): Faro di San Cataldo · institutionnelle
- 4.CartApulia (Regione): San Cataldo - molo (età romana) · institutionnelle
- 5.Alzare il velo sull'antico (e intero) Porto di Lupiae — Iuncturae, articolo di Francesco D'Andria su Quotidiano di Puglia (2021) · web
- 6.San Cataldo (Lecce, Italy). The Historical Evolution of the Coastal Landscape — Firenze University Press (capitolo di Ivan Ferrari e Alessandro Quarta, 2020) · web
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- 41.Libri citati dalle fonti web · livre
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