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Museo Diocesano di Gallipoli

Gallipoli (LE)

Museo Diocesano di Gallipoli
Museo Diocesano di Gallipoli
Foto Utente2021 · Regione Puglia

Automatisch aus dem Italienischen übersetzt.

Um in den seit Jahrhunderten im antiken Dorf Gallipoli vorherrschenden Glauben einzutauchen, ist ein Besuch des Diözesanmuseums im siebenhundertjährigen ehemaligen Seminar der Diözese ein Muss.\n\nIn den Sälen des Bischofsitzes können Sie sakrale Ausstattungsgegenstände, Kunstwerke und Objekte von außergewöhnlichem künstlerischen Wert betrachten. Das Museum erstreckt sich über drei Stockwerke und zeigt die Silberarbeiten, die den Schatz der Kathedrale bilden, die Gewänder aus dem 18. und 19. Jahrhundert, die den wichtigsten Bischöfen gehörten, sowie Gemälde auf Leinwand von salentinischen Künstlern. Zu den Highlights gehören das große Gemälde des napolitanischen Malers Francesco De Mura aus dem 18. Jahrhundert, das die Himmelfahrt Marias darstellt, das Gemälde des Gallipolini Giandomenico Catalano mit der Unbefleckten Empfängnis sowie die silbernen Büsten der Heiligen Agatha und Sebastian.\n\nKürzlich wurde dem Museum der Saal der Bruderschaften hinzugefügt, eine uralte und noch heute stark verwurzelte säkulare Vereinigung, in dem man alte Gewänder, Kapuzen und Accessoires der Bußbrüder bewundern kann, die einst mit den Handwerken der Stadt verbunden waren.

Die Geschichte

Dieser Text ist vorerst nur auf Italienisch verfügbar.

Il Museo diocesano di Gallipoli, intitolato a Mons. Vittorio Fusco, è la sezione gallipolina del Museo diocesano della diocesi di Nardò-Gallipoli ed è ospitato nell'ex Seminario settecentesco, accanto alla concattedrale di Sant'Agata, in via Antonietta De Pace 51 4,1,2. L'edificio fu realizzato nel 1751 dal vescovo Serafino Brancone; la scheda ministeriale ricorda il restauro del 1999-2004 e il museo fu inaugurato il 12 luglio 2004 1,2. Occupa circa 900 metri quadri su tre piani e raccoglie argenti del Tesoro della cattedrale, paramenti e dipinti, tra cui opere di Francesco De Mura e Gian Domenico Catalano 4,1,2. Secondo la scheda ministeriale del 2015 il museo era temporaneamente chiuso fino a nuove disposizioni 1.

Geschichte
  1. 1751

    Il vescovo Serafino Brancone (1747-1759) fa realizzare l'edificio per dotare la diocesi di Gallipoli di un seminario. Wikipedia indica invece che il palazzo fu edificato a partire dal 1750.1,2

  2. 10 giugno 1760unsicher

    Secondo il testo riportato da Wikipedia, la statua d'argento di Sant'Agata, fatta realizzare a Napoli a spese di Brancone, giunse a Gallipoli via mare e fu consegnata al vicario generale Carlo Zaccaria.2

  3. 1983

    Il vescovo Aldo Garzia istituisce il Centro diocesano di beni culturali della diocesi di Gallipoli, comprendente museo, archivio storico e biblioteca vescovile, e ne destina la sede all'antico Seminario, ormai privo della sua funzione originaria.1

  4. 1984

    Il 24 giugno 1984 lo stesso vescovo fa lo stesso per la diocesi di Nardò.1

  5. 1999-2004

    Radicale restauro e adeguamento dell'edificio per ospitare il museo.1

  6. 12 luglio 2004

    Inaugurazione ufficiale del museo, su iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana, della Diocesi di Nardò-Gallipoli e della comunità della concattedrale, con il contributo di Unione europea e Regione Puglia.2,3

  7. Dopo l'unificazione delle diocesi

    Con l'unificazione delle diocesi di Nardò e Gallipoli, il museo diocesano diventa un'unica realtà con due sezioni, una a Gallipoli e una a Nardò.1

  8. Recente

    Alla collezione è stata aggiunta la Sala delle confraternite, con vesti, cappucci e accessori dei penitenti.4

Daten mit leerem Quadrat sind unsicher: Sie stammen aus wenigen oder ungeprüften Quellen.

Architektur und Werke

L'ex Seminario conserva sostanzialmente l'aspetto originario, con numerose decorazioni barocche, su tre piani e circa 900 metri quadri 1,2. La scheda ministeriale parla di quindici sale espositive 1. Il museo raccoglie 553 manufatti: argenti del Tesoro della cattedrale, paramenti, mitrie, pastorali, croci pettorali, ritratti, campane in bronzo e stemmi dei vescovi dipinti su ceramica 4,2. Tra i dipinti sono ricordate l'Assunta di Francesco De Mura e l'Immacolata di Giandomenico Catalano 4. L'antica cappella ospita le statue dei protettori Sant'Agata e San Sebastiano, realizzate a Napoli e originariamente di proprietà del comune 2. Sono inoltre conservati il baldacchino del vescovo Oronzo Filomarini, una copia cinquecentesca della Sindone donata dal vescovo Sebastiano Quintiero Ortiz e un reliquiario con frammento della Croce con lo stemma del vescovo Alessio Zelodano 2. Secondo un saggio ad accesso aperto, nella sezione è esposto anche un San Francesco del Pordenone 5.

Besuch

Il museo è in via Antonietta De Pace 51, a Gallipoli 4. La scheda del Ministero della Cultura, aggiornata al 16 novembre 2015, lo dava temporaneamente chiuso fino a nuove disposizioni 1. Il sito ufficiale mudiga.it al momento riporta solo una pagina segnaposto con il contatto info@mudiga.it 6. Orari e tariffe attuali vanno verificati presso il museo.

Wissenswertes
  • Attigua al museo, nella concattedrale, è l'archivio della curia gallipolina (circa 4.310 unità archivistiche): secondo Wikipedia non è pervenuto alcun documento anteriore al 1500, perché tutto sarebbe stato distrutto dai Veneziani nel 1484 2.
Wo die Quellen sich widersprechen

Zu diesen Punkten geben die Quellen unterschiedliche Versionen an.

Anno dell'edificio
Realizzato nel 1751 da Brancone 1; edificato a partire dal 1750 2,7.
Piano della cappella con le statue
Primo piano 2; secondo piano nella versione inglese di Wikipedia 3.
Bücher zum Weiterlesen
  • Guida al Museo diocesano e alla Cattedrale di Gallipoli, testi di Antonio Cassiano et al., 2011 8
  • Floriana Conte, «Chi si aspetterebbe un Pordenone a Gallipoli?», Venezia Arti n.s. 31, Edizioni Ca' Foscari, 2022 5
  • Giuliano Santantonio, Tesori e inventari della cattedrale di Nardò (secc. XV-XIX), Galatina, Congedo, 2019 9
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