Zum Inhalt springen
Salento Sagre Eventi

Kirchen und Krypten Bei Regen

Konkathedrale Santa Agata Vergine

Gallipoli (LE)

Concattedrale di Santa Agata Vergine
Concattedrale di Santa Agata Vergine
Concattedrale di Santa Agata VergineFoto Leonardo D'Angelo · Regione Puglia

Automatisch aus dem Italienischen übersetzt.

Die barocke Kathedrale von Sant’Agata scheint fast zu imposant für die winzige Via Duomo – sie ist heute der Sitz des Kapitels der Kanoniker und das Hauptdenkmal der „Perle des Ionischen Meeres“ sowie ein Symbol des Barocks von Gallipoli.\n\nEin Triumph des Rokoko: Die Fassade aus Lecceser Stein ist in zwei Stockwerke unterteilt und zeigt barocke Statuen und Ornamente als prächtige Einleitung zum Inneren, das einen lateinischen Kreuzgrundriss mit drei von breiten Bögen auf Säulen getrennten Schiffen aufweist.\n\nAls kostbarer Schatz von Kunstwerken beherbergt das Gebäude eine reiche Sammlung von Gemälden salentinischer Künstler aus dem 17. und 18. Jahrhundert, darunter Werke von Nicola und Carlo Malinconico sowie dem Gallipolino Andrea Coppola. Im Presbyterium beeindruckt der prächtige barocke Chorsitz aus geschnitztem Holz.\n\nDie Kathedrale bewahrt einige Reliquien, darunter die von San Fausto, sowie einen reichen Schatz mit wertvollen Sakralgegenständen und Möbeln.

Die Geschichte

Dieser Text ist vorerst nur auf Italienisch verfügbar.

La basilica concattedrale di Sant'Agata è il duomo di Gallipoli, concattedrale della diocesi di Nardò-Gallipoli e basilica minore, nel punto più alto del centro storico sull'isola 3,1. L'edificio attuale fu costruito a partire dal 1629 su progetto di Giovan Bernardino Genuino, al posto di una chiesa medievale dedicata prima a san Giovanni Crisostomo e poi, dal 1126, a sant'Agata, e fu completato nel 1696 12,3,1. La facciata a due ordini e l'interno a croce latina con tre navate sono tra le principali testimonianze del barocco a Gallipoli 13,1,14. L'interno conserva un ampio ciclo di tele di Giovanni Andrea Coppola, Nicola Malinconico e del figlio Carlo, l'altare maggiore in marmi policromi e il coro ligneo voluto dal vescovo Oronzo Filomarini 13,1. Dichiarata monumento nazionale nel 1940 ed elevata a basilica minore nel 1946, è stata restaurata tra il 1995 e il 2018 3,1,2.

Geschichte
  1. Antichità (ipotesi)unsicher

    Il sito, al centro e nel punto più alto dell'isola, era probabilmente un'area sacra già nell'antichità, e forse vi sorgeva un tempio su cui fu costruita la prima chiesa 1,2.

  2. Prima del 1126

    La chiesa cattedrale, già esistente da tempo, era dedicata a san Giovanni Crisostomo 3,1,2.

  3. 1126

    Dopo l'arrivo a Gallipoli della reliquia della mammella di sant'Agata, la chiesa fu riedificata e dedicata alla santa catanese 3,2.

  4. 1284unsicher

    Secondo Bartolomeo Ravenna la cattedrale fu distrutta quando Carlo I d'Angiò occupò e rase al suolo la città, e fu ricostruita con il resto dell'abitato intorno al 1314; Carlo Massa ha messo in dubbio questa ricostruzione sulla base di documenti d'archivio 2.

  5. 1380

    Raimondo (Raimondello) Orsini del Balzo, principe di Taranto, portò via la reliquia di sant'Agata e la trasferì nel monastero di Santa Caterina d'Alessandria a Galatina, dove è tuttora custodita 1,2.

  6. 1485-1497

    Nell'aprile 1485 l'Università di Gallipoli chiese aiuto al re di Napoli Ferdinando d'Aragona per riparare la vecchia cattedrale; nel maggio 1497 un'ala era già crollata e si inviò una nuova supplica al re Federico, a cui seguirono le riparazioni più urgenti 2.

  7. 1629

    Fu abbattuto l'edificio medievale e il 31 maggio fu posata la prima pietra della nuova cattedrale, alla presenza dell'arciprete Michele di Valandia, in sostituzione del vescovo Rueda; il progetto era di Giovan Bernardino Genuino, l'esecuzione dei costruttori locali Francesco Bischettimi e Scipione Lachibari 3,1,4,5,6.

  8. XVII secolo

    La costruzione fu finanziata in modo determinante dal lascito del medico e letterato gallipolino Giovanni Giacomo Lazzari, di seimila ducati secondo una fonte, e da donazioni di famiglie della città 1,4,5.

12 weitere Daten zeigen
  1. 1679-1681

    Il 6 aprile 1679 la reliquia di san Fausto fu consegnata a Onofrio Castellana, tesoriere della cattedrale, e passò al vescovo Antonio Perez della Lastra; nel 1681 fu portata in processione per la città e chiusa in una cassetta di legno dorato e argentato con tre chiavi, affidate al vescovo, al canonico e al sindaco 1.

  2. 1696

    La chiesa fu completata; la data è posta sul frontone della facciata 3,1,7.

  3. 1700unsicher

    Secondo una fonte locale, il gesuita Carlo Stradiotti donò alla città una reliquia di frammenti ossei di un dito di sant'Agata, custodita in un reliquiario d'argento 8.

  4. 1706-1707

    Su iniziativa del vescovo Oronzo Filomarini fu realizzato il coro ligneo in noce, intagliato da Giorgio Aver 1.

  5. XVIII secolo

    Il vescovo Filomarini completò l'arredo interno in chiave barocca e chiamò a Gallipoli il pittore napoletano Nicola Malinconico, autore di gran parte delle tele della navata, del coro e del soffitto; il figlio Carlo completò il ciclo 1,9.

  6. 1940

    Con regio decreto del 21 novembre 1940 Vittorio Emanuele III dichiarò la chiesa monumento nazionale 1,2.

  7. 1941

    La cattedrale fu riaperta al culto dopo i lavori di restauro voluti dal vescovo Nicola Margiotta 10.

  8. 1946

    Papa Pio XII la elevò a basilica minore su richiesta del vescovo Nicola Margiotta 1,2.

  9. 1983

    Il 22 aprile 1983 l'edificio fu inserito tra i beni di interesse culturale di enti pubblici o ecclesiastici (L. 1089/1939, art. 4) 11.

  10. 1986

    Con l'unione delle diocesi di Nardò e Gallipoli la chiesa divenne concattedrale della diocesi di Nardò-Gallipoli 1,2.

  11. 1995-2018

    Numerosi interventi di restauro riguardarono la struttura, l'efficienza energetica e le opere mobili 3.

  12. 2004

    Nell'antico palazzo del seminario, accanto alla basilica, nacque il Museo diocesano di Gallipoli 1.

Daten mit leerem Quadrat sind unsicher: Sie stammen aus wenigen oder ungeprüften Quellen.

Architektur und Werke

La facciata è divisa in due ordini 13,1. Nel primo, lesene scanalate di ordine dorico inquadrano i portali e le nicchie con le statue di sant'Agata, san Fausto e san Sebastiano; il secondo, per il quale furono adottate soluzioni dell'architetto leccese Giuseppe Zimbalo, ha le statue di santa Marina e santa Teresa d'Avila, un grande finestrone e, sulle volute, i busti di san Tommaso d'Aquino e san Giovanni Crisostomo 1. Il prospetto termina con un frontone che porta la data 1696 1. L'interno è a croce latina, con tre navate separate da dodici colonne e dodici altari barocchi 13,3,1. La decorazione pittorica si deve in gran parte al gallipolino Giovanni Andrea Coppola, autore di sei grandi pale d'altare, tra cui il Miracolo di san Francesco di Paola, l'Adorazione dei Magi, le Anime del Purgatorio, l'Assunzione, il Martirio di sant'Agata e San Giorgio; Coppola inserì inoltre in una cornice con storie di santi un dipinto di Gian Domenico Catalano 1,15. A Nicola Malinconico si devono la Cacciata dei mercanti dal tempio sulla controfacciata, le tele del coro, il Martirio di san Sebastiano, i cicli della Vita di sant'Agata sul soffitto e del ritrovamento della mammella nella navata, e il grande Martirio di sant'Agata, di oltre 100 metri quadrati 1,9. Carlo Malinconico firmò una Visitazione e dipinse le serie degli Apostoli, degli Evangelisti, delle Virtù e dei Dottori della Chiesa 1. Nel presbiterio, chiuso da una balaustra in marmo, l'altare maggiore in marmi policromi è opera di Cosimo Fanzago; attorno sono la cattedra vescovile e il coro in noce intagliato da Giorgio Aver, con lo stemma del vescovo Filomarini 1. Il pulpito è anch'esso di Giorgio Aver 1. La voce di Wikipedia su Vespasiano Genuino, architetto della basilica, indica come sua prima opera un fonte battesimale 16. Nell'altare del Santissimo Sacramento, in marmo, si trovano il sepolcro dei vescovi di Gallipoli e quello della famiglia Balsamo 1.

Legenden und Bräuche

Secondo una tradizione diffusa in Puglia, l'8 agosto 1126 sant'Agata apparve in sogno a una donna addormentata sulla spiaggia della Purità dopo aver lavato i panni, avvertendola che il suo bambino stringeva qualcosa tra le labbra; il bambino aprì la bocca solo quando il vescovo, giunto sulla spiaggia, pronunciò il nome di Agata in una litania, e ne uscì la mammella della santa 1,17. La reliquia rimase nella cattedrale fino al suo trasferimento a Galatina; i gallipolini ne chiesero più volte la restituzione, fino al Novecento 1,18. La festa patronale di sant'Agata si celebra il 5 febbraio 2,8. Nella Quaresima, ogni venerdì, vengono esposte una copia della Sindone di Torino donata dal vescovo Sebastiano Quintiero Ortiz e una reliquia della Croce 1.

Antike

Le fonti ipotizzano che il punto più alto dell'isola fosse un'area sacra già in antico e che la prima chiesa sorgesse su un tempio 1,2,19. Gallipoli corrisponde all'antica Kallipolis, citata da Dionigi di Alicarnasso, Pomponio Mela e Plinio il Vecchio, che la chiama Callipolis "ora detta Anxa" 20. Secondo Wikipedia (en) l'altare è ricavato da una stele romana in marmo di reimpiego con un'iscrizione greca 7.

Besuch

La cattedrale si trova in via Duomo 1, nel centro storico 13. È sede di parrocchia, arcipretura e del Capitolo dei canonici 13,1. Il sito ufficiale della parrocchia offre tour virtuali, dirette e il programma del Giubileo di Sant'Agata 2026-2027 21. Nei materiali non sono riportati orari da fonte ufficiale. Accanto alla basilica ha sede il Museo diocesano 1.

Wissenswertes
  • La chiesa non ha un campanile a torre: le tre campane (un tempo quattro) sono sulla terrazza, in un campanile a vela; la torre accanto è la torre civica 1.
  • Sotto la statua di san Sebastiano in facciata si legge "ISTEQUE MORBO LIBERAT URBEM" 1.
  • Nel 1741 papa Benedetto XIV riformò l'abito dei canonici del capitolo, che passarono alla cappa magna di lana violacea 1.
  • Lo storico Bartolomeo Ravenna, morto nel 1837, è sepolto nella cappella di Santa Maria del Soccorso 22.
  • Nel 1752 nella cattedrale fu cantato un oratorio a cinque voci per sant'Agata con musica di Nicola Caputi 10.
  • L'ultimo vescovo sepolto nel sepolcro dei vescovi è Vittorio Fusco, morto a Nardò 1.
Wo die Quellen sich widersprechen

Zu diesen Punkten geben die Quellen unterschiedliche Versionen an.

Materiale della facciata
Carparo secondo Wikipedia (it, en) 1,7; pietra leccese secondo la scheda regionale 13; conci di tufo locale secondo BeWeB, riferito all'intero edificio 3.
Autori della facciata
Wikipedia (it) attribuisce a Giuseppe Zimbalo soluzioni per il secondo ordine, su disegno generale di Genuino 1; Wikipedia (en) attribuisce la facciata a Zimbalo, Bischetini e Lachibari 7.
Anno del trasferimento della reliquia a Galatina
1380 secondo Wikipedia (it, de) 1,2; 1389 secondo un articolo di Balarm del 2026 18.
Completamento dei lavori
1696 secondo BeWeB e Wikipedia 3,1,7; tra il 1683 e il 1696 secondo Wikipedia (fr) 4; la scheda della Columbia University data la fabbrica 1629-1650 e la fine della decorazione al 1659 5.
Stalli del coro
Wikipedia (it) indica in un punto quarantuno stalli e in un altro cinquantuno 1.
Altare maggiore
In marmi policromi di Cosimo Fanzago secondo Wikipedia (it) 1; ricavato da una stele romana di reimpiego secondo Wikipedia (en) 7.
Stile dell'interno
Barocco secondo la scheda regionale e Wikipedia (it) 13,1; misto di stile bizantino e rinascimentale secondo Wikipedia (en) 7.
Indirizzo
Via Duomo 1 secondo la scheda regionale 13; via di Mezzo, oggi via De Pace, secondo CartApulia 12.
Bücher zum Weiterlesen
  • Bartolomeo Ravenna, Memorie istoriche della città di Gallipoli, 1836 23,19
  • Francesco D'Elia, La chiesa cattedrale di Gallipoli, 1906 23,24,10
  • Antonio Barbino, La chiesa cattedrale di Gallipoli, a cura di Giuseppe Leopizzi, Marcello Spada, Luciano Solidoro, 1997 23,10
  • Michele Paone, Gallipoli: i tre secoli della cattedrale (1696-1996), 1996 23
  • Gianfranco Fiaccadori, Sull'intitolazione della cattedrale di Gallipoli, in Rivista di storia della Chiesa in Italia 36/2, 1982, pp. 416-420 23,10
  • Mario Alberto Pavone, La decorazione di Nicola Malinconico nella Cattedrale di Gallipoli, 2000 9
  • Antonio Cassiano et al., Guida al Museo diocesano e alla Cattedrale di Gallipoli, 2011 10
  • Mario Cazzato, Lecce e il Salento 1, Atlante del Barocco in Italia, De Luca Editori d'Arte, 2015 12
Quellen (24)

Die Geschichte stützt sich nur auf diese Quellen: Die Zahlen im Text verweisen hierher. Zuletzt aktualisiert: 21. Oktober 2026.

  1. 1.Wikipedia (it): Basilica concattedrale di Sant'Agata · Enzyklopädie
  2. 2.Wikipedia (de): Kathedrale von Gallipoli · Enzyklopädie
  3. 3.BeWeB (CEI): Concattedrale di Sant'Agata · institutionell
  4. 4.Wikipedia (fr): Cathédrale de Gallipoli · Enzyklopädie
  5. 5.Cathedral of Saint Agatha in Gallipoli, 1629-1650 — Columbia University, Southern Italy Art archive (SIIA) · institutionell
  6. 6.Basilica concattedrale di Sant'Agata, Gallipoli — Religiana - Future for Religious Heritage (FRH) · institutionell
  7. 7.Wikipedia (en): Gallipoli Cathedral · Enzyklopädie
  8. 8.5 febbraio, Sant'Agata. Gallipoli e una reliquia della martire catanese — Fondazione Terra d'Otranto (05/02/2013) · Web
  9. 9.PAVONE, Mario Alberto, La decorazione di Nicola Malinconico nella Cattedrale di Gallipoli (2000) · Studie
  10. 10.Catalogo SBN: libri sul luogo · Buch
  11. 11.Vincoli in Rete (MiC): CATTEDRALE DI SANT' AGATA · institutionell
  12. 12.CartApulia (Regione): Chiesa di Sant'Agata · institutionell
  13. 13.Regione Puglia, scheda del luogo (viaggiareinpuglia.it) · institutionell
  14. 14.Barocco a Gallipoli (wikipedia-it) · Enzyklopädie
  15. 15.Giovanni Andrea Coppola (wikipedia-it) · Enzyklopädie
  16. 16.Vespasiano Genuino (wikipedia-it) · Enzyklopädie
  17. 17.8 agosto. Sant'Agata la buona e Gallipoli — Fondazione Terra d'Otranto (08/08/2013) · Web
  18. 18.La sacra mammella di Sant'Agata contesa tra due città che non sono siciliane — Balarm.it, autrice Maria Oliveri (03/02/2026) · Web
  19. 19.Ravenna, Bartolomeo, b. 1761, Cavagna Sangiuliani di Gualdana, Antonio, conte, 1843-1913, former owner. IU-R, Memorie istoriche della città di Gallipoli (1836) — brano OCR · Buch
  20. 20.Fonti antiche: Kallipolis (contesto del luogo) · Studie
  21. 21.Basilica Cattedrale di Sant'Agata - Gallipoli — Parrocchia - Basilica Concattedrale di Sant'Agata (Diocesi di Nardò-Gallipoli) · institutionell
  22. 22.Bartolomeo Ravenna (wikipedia-it) · Enzyklopädie
  23. 23.Libri citati dalle fonti web · Buch
  24. 24.D'Elia, Francesco, La chiesa cattedrale di Gallipoli (2020) · Studie

Veranstaltungen in der Nähe

In den nächsten Tagen, im Umkreis von 15 km.

Ausstellung

Beyond The Wall

Handwerk und zeitgenössische Kunst im Dialog in den Räumen von Parabita.

9.–25. Oktober Parabita (LE) 12,8 km
Veranstaltung

Il Parco d'Autunno – Festa delle Zucche

Vier Wochenenden im Herbst mit Kürbisthema im Raffo Parco Gondar, mit Aktivitäten für Familien und einem Food-Bereich.

8 Termine, 10. Oktober – 1. November Gallipoli (LE) 9,5 km
Veranstaltung

Karaoke

Karaoke-Abend zum Singen und gemeinsamen Spaß haben

Mi., 21. Oktober Alezio (LE) 7 km
Veranstaltung

Senza Pensieri

Karaoke mit Michele Veschi für einen Abend mit Musik und Freude.

Mi., 21. Oktober Seclì (LE) 13,7 km
Konzert

Andrea Baccassino Show

Musikkonzert mit Andrea Baccassino im Park von Galatone

Fr., 23. Oktober Galatone (LE) 13,7 km

Weitere Orte in der Nähe

Alle Orte in Gallipoli

Mehr erfahren