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Kirchen und Krypten Bei Regen

Chiesa Madonna del Carmine ed Ex Convento degli Agostiniani

Melpignano (LE)

Chiesa ed ex Convento degli Agostiniani
Chiesa ed ex Convento degli Agostiniani
Chiesa ed ex Convento degli AgostinianiFoto Mirabilia Sistemi · Regione Puglia

Automatisch aus dem Italienischen übersetzt.

Die Kirche und der Konvent der Augustiner in Melpignano bilden den Hintergrund für das berühmte Konzert der Notte della Taranta.\n\nDer Eingang der Kirche wird von zwei Säulenpaaren geprägt, die ein Tragewerk tragen, das von der Statue der Madonna del Carmelo gekrönt wird, während zu beiden Seiten des Portals Nischen die Statuen von Sant’Agostino und Santa Monica beherbergen. Das Innere mit einer einzigen Nave ist durch sechs Seitenaltäre verziert.\n\nDer angrenzende Konvent bewahrt noch immer den schönen Kreuzgang, der reich mit lateinischen Inschriften versehen ist, und den Brunnen mit dem zweiköpfigen Adler, dem Symbol der Familie Castriota Scanderberg.\n\nDie Anlage, die 1573 erbaut wurde, wurde dem Augustinerorden übergeben, und 1638 ließ Pater Monosi die Gebäude nach einem Entwurf von Giuseppe Zimbalo umbauen, wodurch der barocke Prunk entstand und sie zu einem der schönsten religiösen Denkmäler des Salento machte.

Die Geschichte

Dieser Text ist vorerst nur auf Italienisch verfügbar.

La chiesa della Madonna del Carmine e l'ex convento degli Agostiniani si trovano alla periferia sud-ovest di Melpignano, in un ampio piazzale che ospita il concerto finale della Notte della Taranta 1,3. Una chiesa cinquecentesca fu assegnata nel 1573 ai frati agostiniani, che avviarono il convento; nel 1638 il padre Raffaele Monosi ne promosse la ricostruzione su progetto di Giuseppe Zimbalo 1,3. La chiesa fu completata nel 1662 3. Ha facciata barocca e interno a navata unica con sei cappelle 4,3. Il convento, in abbandono per decenni e poi restaurato in parte, ospita attività culturali 3.

Geschichte
  1. 1541

    Nella visita pastorale del 1541 monsignor Pietro Antonio de Capua riferisce che la chiesa, di recente edificata per iniziativa dell'Università di Melpignano, dispone di una notevole dotazione immobiliare e che la nomina del cappellano spetta all'Università per volontà della Sede Apostolica 1.

  2. 1573

    L'edificio è assegnato ai frati agostiniani appena giunti a Melpignano e nello stesso anno è avviata la costruzione del convento, che prima ebbe il titolo di Sant'Agostino e nei primi decenni del Seicento lo cambiò in Santa Maria del Carmine, titolo che la chiesa aveva sin dalla fondazione 1. L'opera rientra nella serie di conventi e monasteri voluti dalla Chiesa latina per affermare la propria presenza in un'area legata al rito greco 2,3.

  3. 1636-1638

    Nel 1636, accresciuti prestigio e patrimonio del convento, ne è progettata la ricostruzione, avviata nel 1638, preceduta da lavori di sistemazione dell'attuale via Roma. Il cantiere è finanziato in gran parte dall'agostiniano melpignanese padre Raffaele Monosi, e i lavori sono appaltati al capomastro di Corigliano Francesco Manuli 1. Il progetto è dell'architetto leccese Giuseppe Zimbalo 4,3.

  4. 1644

    Il chiostro è datato al 1644 3,5.

  5. 1656

    Padre Monosi ordina allo scultore alessanese Placido Buffelli l'altare di San Nicola da Tolentino per la chiesa in costruzione 1,3.

  6. 1662

    La chiesa è completata 3.

  7. 1981

    Il 15 dicembre 1981 l'ex convento è inserito nell'elenco dei beni di ente pubblico o ecclesiastico (art. 4 della L. 1089/1939) 6.

  8. Dopo la soppressione

    Il convento resta in abbandono per decenni, poi subisce alcuni restauri ed è usato per attività culturali 3.

Architektur und Werke

La chiesa è in muratura a vista di conci di pietra leccese; la facciata è indicata come esempio della maestria di Giuseppe Zimbalo 1. Il prospetto è diviso in due ordini da una cornice marcapiano; nel primo ordine quattro colonne scanalate inquadrano il portale architravato 7. Il portale ha due coppie di colonne su basamenti ruotati di 45 gradi che sorreggono la trabeazione sormontata dalla statua in pietra della Madonna del Carmelo; ai lati, due nicchie ospitano le statue di Sant'Agostino e Santa Monica 4,3. L'ordine superiore ha una finestra con timpano arcuato e volute con busti di cherubini 3. L'interno è a navata unica con sei cappelle laterali e conserva il coro cinquecentesco dietro l'altare maggiore, dedicato alla Vergine del Carmine; gli altari minori sono della metà del Seicento, tra cui quello di San Nicola da Tolentino del 1656 di Buffelli 3. Il convento ha un chiostro con colonnato e molte incisioni in latino e un pozzo con l'aquila bicefala, segno della famiglia Castriota Scanderbeg 4,3. La parete d'ingresso del convento è sormontata da una balaustra a nove archi che richiama il palazzo vescovile di Lecce 1.

Besuch

Indirizzo: via Giuseppe Garibaldi 61, 73020 Melpignano 4. Il convento è usato per attività culturali 3. Nessuna fonte ufficiale consultata fornisce orari di apertura. Una scheda del censimento FAI segnala la necessità di restauro di facciate, pavimenti e interno della chiesa per infiltrazioni d'acqua; la fonte è una sintesi di pagina 8.

Wissenswertes
  • Il piazzale antistante ospita ogni anno il concertone finale della Notte della Taranta 3,9,10; una scheda FAI indica il penultimo sabato di agosto 11.
  • Il complesso è segnalato nel censimento dei Luoghi del Cuore del FAI 11,8.
Wo die Quellen sich widersprechen

Zu diesen Punkten geben die Quellen unterschiedliche Versionen an.

Data di edificazione del complesso
La scheda regionale lo dice edificato nel 1573 e ristrutturato dal 1638 4; BeWeB e Wikipedia distinguono una chiesa già esistente nel 1541, assegnata agli Agostiniani nel 1573, e un convento avviato nello stesso anno 1,3.
Titolo del convento
Convento degli Agostiniani con chiesa del Carmine; il convento ebbe dapprima il titolo di Sant'Agostino e poi, nei primi decenni del Seicento, quello di Santa Maria del Carmine 1.
Bücher zum Weiterlesen
  • Mario Cazzato, Vincenzo Peluso, Melpignano. Indagine su un centro minore, Congedo, 1986 7,3
  • Mario Manieri Elia, Il barocco leccese, Mondadori Electa, 1989 3
  • Mario Cazzato (a cura di), Lecce e il Salento 1, Atlante del Barocco in Italia, Roma, De Luca Editori d'Arte, 2015 7
Quellen (11)

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