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Im Herzen der historischen Altstadt von Brindisi, zwischen dem Viertel San Pietro degli Schiavoni und dem Viertel delle Sciabiche, erhebt sich die gotische Kirche San Paolo Eremita an der Stelle des ehemaligen Anwesens des normannischen Admirals Margarito da Brindisi.\n\nIm späten 13. Jahrhundert schenkte Karl I. von Anjou das zivile Gebäude, das im Besitz der Krone war, den Franziskanern, um eine Kirche mit einem angeschlossenen Kloster zu errichten, die in den ersten Jahrzehnten des 14. Jahrhunderts fertiggestellt, aber im Laufe der Jahre umgebaut wurden.\n\nDie Hauptfassade selbst ist das Ergebnis einer Umgestaltung aus dem 19. Jahrhundert, während das Innere mit einer einzigen Halle, einem gotischen Tonnengewölbe aus dem 16. Jahrhundert und einem rechteckigen Chor, der durch einen spitzbogigen Bogen eingeführt wird, einige Fragmente von Fresken aus dem 14. Jahrhundert erhalten hat.\n\nZu den Malereien gehören der Baum des Kreuzes, die Madonna mit Kind zwischen Heiligen an den Wänden des Chors, die Werke der Barmherzigkeit, die Geschichten der Heiligen Maria Magdalena, das Bildnis des Heiligen Stephanus und höfische Szenen an der Südwand, während entlang des Schiffs barocke Altäre aus dem 17. und 18. Jahrhundert bewundert werden können, die spiegelbildlich drei pro Seite angeordnet sind und durch Gemälde und Kirchenutensilien bereichert werden.
Die Geschichte
Dieser Text ist vorerst nur auf Italienisch verfügbar.
La chiesa di San Paolo Eremita è una chiesa gotica francescana nel centro storico di Brindisi, tra i quartieri di San Pietro degli Schiavoni e delle Sciabiche 3,1. Sorge nell'area dell'antica acropoli romana, poi bizantina e normanna, sul sito della residenza dell'ammiraglio Margarito da Brindisi, che Carlo I d'Angiò donò ai francescani 3,4,2. Chiesa e convento furono completati entro il 1322 4,7. L'interno a navata unica conserva frammenti di affreschi del Trecento, un soffitto a capriate del 1505 e altari barocchi del Seicento e del Settecento 3,4,1. Dopo il restauro concluso nel 2018 la chiesa ospita la sezione religiosa del Museo diocesano Giovanni Tarantini 1,11,16.
Geschichte
Età romana
Nell'area sorgeva l'arce di età messapica e romana, poi utilizzata e riadattata da Bizantini e Normanni 1,2.
Età normanna
L'area viene riconfigurata dal castrum normanno e vi sorge la residenza dell'ammiraglio Margarito da Brindisi, la Domus Margariti; più tardi ospita anche la zecca 3,4,2.
Fine del XIII secolo
Dismessa l'area dopo la costruzione del Castello Grande, Carlo I d'Angiò dona ai francescani l'edificio di proprietà della corona perché vi costruiscano chiesa e convento; secondo alcune fonti locali la donazione è del 1284 3,4,1,5.
1309
A questo anno risale la lapide con lo stemma di Nicolò Castaldo e della consorte, oggi presso l'abside 1.
1322
Il complesso viene completato e diventa una delle principali sedi francescane in Terra d'Otranto; Wikipedia collega la conclusione dei lavori alla munificenza di Roberto d'Angiò 4,1,6,7.
XIV secolo
Le pareti vengono interamente affrescate; i pannelli superstiti si datano per lo più dalla fondazione alla fine del Trecento 4,3.
1505
1559
Il pittore brindisino Jacopo de Vanis firma e data la Visitazione, la sua più antica opera conosciuta, per un altare poi demolito 1,8.
11 weitere Daten zeigen
Fine XVI - inizio XVII secolo
Lo storico brindisino Giovanni Maria Moricino (1558-1628) fa realizzare la cappella del Santissimo Sacramento, o di San Francesco, come sepolcro per il giovane figlio 4,1.
1603-1632
Sulla parete meridionale vengono sovrapposti agli affreschi gli altari barocchi di Santa Maria (1603) e di Sant'Antonio da Padova (1632) 4,1.
1716
L'arcivescovo di Brindisi sceglie il convento come sua residenza; seguono lavori di ripristino e restauro dopo i terremoti degli anni precedenti 9.
1725-1741
Vengono realizzati l'armadio a muro della sacrestia (1725) e l'altare dell'Immacolata (1741) 4,1.
XIX secolo
Il convento francescano viene soppresso e in parte destinato agli uffici della Sottoprefettura, poi della Prefettura; secondo alcune fonti locali la soppressione è del 1809 1,5.
Primi decenni del XIX secolo
La chiesa, pericolante, riceve una nuova facciata arretrata di circa otto metri rispetto alla precedente; secondo alcune fonti locali i lavori sono del 1825-26 4,1,5.
1910
L'8 giugno 1910 la chiesa riceve la notifica di interesse culturale ai sensi della legge 364/1909 10.
XX secolo
I restauri del Novecento mirano a togliere le aggiunte barocche della chiesa, e tra l'altro eliminano il coro ligneo che copriva una nicchia sul lato sud; un intervento è documentato nel 1964 4,1.
2012
Nel giugno 2012 viene inaugurato il Museo diocesano Giovanni Tarantini, con sede nella chiesa 11,12.
2017-2018
Un restauro completo si conclude nell'ottobre 2018 con la riapertura al pubblico; durante il cantiere tornano alla luce affreschi, tra cui una Dormizione della Vergine 1,13,14. Secondo alcune fonti locali la riapertura avviene il 28 ottobre 2018 5,15.
2024
La chiesa ospita la sezione religiosa del Museo diocesano, mentre la sezione archeologica è nelle Scuole Pie e quella virtuale a Santa Teresa degli Scalzi 16,17.
Architektur und Werke
L'edificio ha carattere tardogotico, soprattutto all'interno: un'aula unica coperta da un tetto a capriate decorate, chiusa da un coro rettangolare a cui si accede da un arco ogivale 3,18,4. Le capriate del 1505 sono di nuovo a vista dopo la rimozione dei plafoni affrescati da Agesilao Flora 4. La facciata principale, rifatta nell'Ottocento, ha un portale semplice sormontato da una nicchia e da un finestrone a lira, tra quattro paraste poco sporgenti; ai lati del portale erano due leoni stilofori, uno dei quali è stato ritrovato durante i restauri 18,4. Sulla parete meridionale esterna restano alla base filari di carparo a bugnato, ritenuti parte della fortificazione preesistente, le monofore originali e un portale laterale gotico 1. Dei cicli trecenteschi restano l'Albero della Croce, Santi e la Madonna con Bambino nel coro; Opere di Misericordia, Storie di santa Maria Maddalena, Scene cortesi e Santo Stefano sulla parete meridionale; una Dormitio Virginis dietro l'altare dell'Immacolata 3,4,1. Gli altari barocchi sono tre per lato 3. Sulla parete meridionale: San Giuseppe da Copertino (XVIII secolo), Sant'Antonio da Padova (1632) con statua lignea, Santa Maria, forse dello Zimbalo, con la tela della Madonna del Carmine con i santi Caterina, Paolo eremita, Diego e la famiglia Perez Noguerol, attribuita ad Alessandro Fracanzano (1603) 1,19. Sulla parete settentrionale: Santissimo Crocifisso con una Deposizione, Immacolata (1741) con una tela secentesca di artista locale, Santi Vito, Modesto e Crescenzio; in una nicchia è la statua lignea della Madonna del terremoto (XVIII secolo) 1. Tra le altre opere figurano la Visitazione di Jacopo de Vanis (1559), la Madonna della Concordia proveniente dall'omonima chiesa demolita, il Transito di san Giuseppe e l'Annunziata di artisti locali del Seicento 1. La cappella di San Francesco conserva una statua lignea del santo, fatta modellare con ogni probabilità a Venezia da Giovanni Maria Moricino; nella chiesa sono le sepolture secentesche di Francesco Moricino e di Obedienzo Vavotici 1. Nella sacrestia c'è un grande armadio di ebanisteria locale datato 1725 4,1. Studi recenti trattano un pannello con la storia di sant'Ursula e frammenti di un affresco devozionale tardomedievale sul fianco esterno 20,21.
Legenden und Bräuche
La statua lignea della Madonna del terremoto, del XVIII secolo, è ritenuta miracolosa 1.
Antike
La chiesa sorge nel settore in altura della città occupato in antico dall'arce messapica e romana, poi bizantina 1,2. Brundisium era un porto greco e romano, terminale della via Appia 22. Alla base della parete meridionale esterna i filari di carparo a bugnato sono ritenuti parte della struttura fortificata preesistente 1.
Besuch
La chiesa si trova in vico De' Vavotici 8 3. È di proprietà di un ente religioso cattolico ed è un bene di interesse culturale dichiarato 10. Ospita la sezione religiosa del Museo diocesano Giovanni Tarantini, che ha tre sedi in città; orari e contatti sono sul sito ufficiale del museo 23,16. Tra i pezzi del museo la scheda del Ministero cita un'idria in serpentino, il reliquiario di san Teodoro e un privilegio di Federico II del 1219 11.
Wissenswertes
- Nel convento si conservavano gli atti del notaio Giovanni Battista Casmiri di Brindisi dal 1556 al 1581, noti da una copia 21.
- San Lorenzo da Brindisi si formò presso i Conventuali di San Paolo, tema di un colloquio di Italia Nostra 24.
- Secondo Gianfranco Perri, a un certo momento la chiesa passò dall'amministrazione dell'arcivescovo a quella della confraternita dell'Immacolata 25.
- Nel Museo diocesano allestito nella chiesa si può vedere l'arca di San Teodoro, in legno di abete 26.
Wo die Quellen sich widersprechen
Zu diesen Punkten geben die Quellen unterschiedliche Versionen an.
- Epoca della facciata principale
- Rifatta nei primi decenni dell'Ottocento secondo BeWeB e Wikipedia, ottocentesca secondo la Regione 4,1,3,18; la stessa scheda BeWeB, nella descrizione, la data al XVIII secolo 4; secondo una fonte locale i lavori sono del 1825-26 5.
- Committenza angioina
- Il sito fu donato ai francescani da Carlo I d'Angiò 3,4; Wikipedia attribuisce il completamento del 1322 alla munificenza di Roberto d'Angiò 1.
Bücher zum Weiterlesen
- Vittorio Papadia, Brindisi: dal Paganesimo al Cristianesimo. La chiesa di San Paolo eremita, Latiano 2002.
- Katiuscia Di Rocco (a cura di), Pace e bene. Il restauro della chiesa di San Paolo Eremita in Brindisi, Mesagne, Locorotondo Editore, 2022.
- Maria Teresa Gigliozzi, Genesi e forme della fabbrica angioina di San Paolo Eremita a Brindisi, 2022.
- Manuela De Giorgi, San Paolo Eremita a Brindisi e le sue pitture. L'intricata matassa del cantiere medievale tra conferme e nuove acquisizioni, 2022.
- Manuela De Giorgi, San Paolo Eremita a Brindisi: un contributo alla storia della pittura medievale in Puglia alla luce dei recenti restauri, 2021.
- Giacomo Carito, Brindisi. Nuova guida, Brindisi 1993.
- R. Jurlaro, Storia e cultura dei monumenti brindisini, Galatina 1976.
- L. Casone (a cura di), Restauri a Brindisi tra Ottocento e Novecento. Demolizioni, ripristini, reinterpretazioni, Lecce 2006.
Quellen (26)
Die Geschichte stützt sich nur auf diese Quellen: Die Zahlen im Text verweisen hierher. Zuletzt aktualisiert: 21. Oktober 2026.
- 1.Wikipedia (it): Chiesa di San Paolo Eremita · Enzyklopädie
- 2.Maria Teresa Gigliozzi, Genesi e forme della fabbrica angioina di San Paolo Eremita a Brindisi (2022) · Studie
- 3.Regione Puglia, scheda del luogo (viaggiareinpuglia.it) · institutionell
- 4.BeWeB (CEI): Chiesa di San Paolo Eremita · institutionell
- 5.Chiesa di San Paolo Eremita - Brindisi — Brundarte (Francesco Guadalupi), 04/01/2014, agg. 10/10/2019 · Web
- 6.Gianfranco Perri, Schegge di storia brindisina (2013) — brano · Buch
- 7.Timeline of Brindisi (wikipedia-en) · Enzyklopädie
- 8.Gianfranco Perri, i 100 PERSONAGGI DELL'ODONOMASTICA DI BRINDISI che attraversano tutta la storia della città (2019) — brano · Buch
- 9.CartApulia (Regione): Complesso della chiesa di San Paolo Eremita e dell'ex convento dei Francescani - convento (ora sede del Palazzo della Provincia) · institutionell
- 10.Vincoli in Rete (MiC): Chiesa di San Paolo Eremita · institutionell
- 11.Museo diocesano Giovanni Tarantini di Brindisi — Ministero della Cultura (cultura.gov.it) · institutionell
- 12.Museo diocesano Giovanni Tarantini (wikipedia-it) · Enzyklopädie
- 13.Francesco De Cillis, Il pellegrinaggio medievale. Cavalieri, santi e viandanti per le vie della Puglia. – Il cammino di San Giacomo Maggiore in Terra d’Otranto. Iconografia e culto giacobeo. (2021) — […] · Buch
- 14.Il punto sui restauri alla chiesa di S. Paolo Eremita — Brundarte (Francesco Guadalupi), 31/05/2018 (agg. 2019) · Web
- 15.Church of San Paolo Eremita — Mapei (scheda di cantiere) · Blog
- 16.GEP 2024 - Vado a fare due passi: visita guidata alle tre sezioni del museo diocesano — Ministero della Cultura (cultura.gov.it) · institutionell
- 17.Giovanni Mastronuzzi, Museo Diocesano di Brindisi “Giovanni Tarantini” – Collezione archeologica (2025) · Studie
- 18.CartApulia (Regione): Complesso della chiesa di San Paolo Eremita e dell'ex convento dei Francescani - chiesa · institutionell
- 19.Alessandro Fracanzano (wikipedia-it) · Enzyklopädie
- 20.Michele Colaianni, The Evidence of a Rare Cult in Medieval Apulia: The Hagiographical Panel of Saint Ursula in the Church of Saint Paul in Brindisi (2022) · Studie
- 21.Catalogo SBN: libri sul luogo · Buch
- 22.Fonti antiche: Brundisium (contesto del luogo) · Studie
- 23.Museo Diocesano Giovanni Tarantini - Brindisi — Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, Museo diocesano G. Tarantini · institutionell
- 24.AA. VV., Italia Nostra 475 gen-apr 2013 – Assemblea generale ordinaria dei soci 2013 (2013) — brano · Buch
- 25.Gianfranco Perri, BRINDISI nel contesto della storia (2016) — brano · Buch
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