
Il racconto
San Cataldo è una località balneare sull'Adriatico a est di Lecce, divisa amministrativamente tra i comuni di Lecce e Vernole 7,22,23. Fin dall'antichità è stata un porto: qui restano i resti del molo romano, la struttura portuale di età romana meglio conservata della Puglia, legata dalle fonti all'imperatore Adriano 2,7,21. Tra Cinquecento e Ottocento le fonti la descrivono come piccola spiaggia che serviva da porto a Lecce, con una torre di difesa e paludi nei dintorni 10,13. Tra fine Ottocento e inizio Novecento sono arrivati il faro, un nuovo molo e la tranvia con Lecce, e nel Novecento la marina è cresciuta come località turistica, con un'edilizia molto densa 16,7,18. Oggi la marina ha una darsena con tre pontili galleggianti, raggiungibile attraverso un canale 24.
Storia
Età romanaincerto
Secondo alcune fonti locali qui sbarcò Ottaviano dopo aver ricevuto la notizia di una morte; il testo della fonte è troncato e non dice di chi 1.
II secolo d.C.
Viene costruito il molo romano, che CartApulia attribuisce all'imperatore Adriano e data intorno al II secolo d.C. 2; anche la guida di Lorenzo Capone ricorda il porto di San Cataldo costruito sotto Adriano 3. Il molo era il porto principale della città romana di Lupiae 4,5.
Dall'età romana all'età moderna
Studi topografici dell'Università del Salento, anche su foto aeree degli anni '40 e '50, hanno documentato un'antica strada vicino al molo, che in diversi periodi storici collegava la città di Lupiae al porto di San Cataldo 6.
Medioevo
Il porto fu rinnovato in età medievale 7.
Età aragonese
Secondo Andrea Della Monaca (1674), don Federico d'Aragona, con truppe di Brindisi, Gallipoli, Otranto, Monopoli e ausiliari, si presentò nel porto di San Cataldo e di qui mandò un'ambasceria a Lecce, che si arrese spontaneamente 8.
1511incerto
La cronaca di Antonello Coniger riporta che il 19 maggio un corsaro turco con due barche, una galera e cinque fuste prese per forza la torre di San Cataldo, uccise tutti quelli che vi trovò, diede fuoco ai magazzini e prese più di cento botti d'olio di cittadini di Lecce 9.
1577-1579
Nella relazione di Camillo Porzio al viceré, San Cataldo è una «piaggetta che serve per porto alla città di Lecce», con un lago piccolo ma pescoso, e il re vi tiene munita la torre della Piaggia di San Cataldo 10,11.
1842
Liborio Franza scrive che il vicino porto di San Cataldo fornisce a Lecce il pesce fresco 12.
Mostra altre 9 date
1865
La relazione di Luigi Torelli sulle bonifiche cita le «famose paludi di San Cataldo, Cesine, e le Fontanelle di Otranto», ritenute nocive anche per la città di Lecce 13,14.
Ottocento (anno da verificare)incerto
Il Giornale dell'ingegnere-architetto ed agronomo pubblica un progetto di fossi di scolo per bonificare la palude di San Cataldo presso Lecce, indicata tra le più nocive e in gran parte di proprietà demaniale; la data del brano è poco leggibile 15.
25 febbraio 1865
Viene firmato il primo progetto per il faro; nel frattempo si installa una luce provvisoria su un edificio di proprietà comunale 16,17.
1893-1897
Il progetto definitivo del faro è approvato nel febbraio 1893; la casa del guardiano e il faro sono completati il 31 dicembre 1895 e il faro entra in funzione in via definitiva nel 1897 16,17.
1898-1933
La tranvia Lecce-San Cataldo collega il capoluogo al litorale adriatico 18. Un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 aprile 1933 dispone la soppressione e il disarmo della tranvia e revoca la concessione 19.
Fine Ottocento - inizio Novecento
Oltre al faro e alla tranvia, il porto è rinnovato con la costruzione di un nuovo molo 7.
Aprile 1913
Cosimo De Giorgi conduce sulla spiaggia un'escursione didattica con gli alunni dell'Istituto Tecnico O.G. Costa di Lecce e riconduce le sabbie nere della costa al trasporto del fiume Ofanto, ricco di minerali vulcanici del Monte Vulture 20.
Novecento
Emerge la vocazione turistica di San Cataldo, con fenomeni di edilizia eccessiva che segnano il paesaggio costiero attuale 7.
2004-2007 e dal 2013
Il Laboratorio di Topografia e Fotogrammetria (LabTAF) dell'Università del Salento studia il molo romano tra il 2004 e il 2007; dal 2013 una campagna di scavo mette in luce un'altra parte del molo sulla terraferma e ne indaga i resti sommersi 21.
Le date con il quadrato vuoto sono incerte: le riportano poche fonti o fonti non verificate.
Architettura e opere
Il molo romano ha una struttura a doppia cortina in grandi blocchi di calcare locale (lunghi 3-4 metri, larghi 1 metro, alti 0,50 metri), con catene trasversali in blocchi e riempimento in opus caementicium 25. Nelle cortine esterne sono state riconosciute tre varietà di calcarenite della formazione della Pietra Leccese 4,5. Il faro è una torre ottagonale in pietra con balcone e lanterna, che sorge sopra la casa del guardiano a un piano 16,17. La lanterna, a 25 metri sul livello del mare, emette un lampo bianco lungo ogni 5 secondi, visibile fino a 16 miglia nautiche; il faro è automatizzato e gestito dalla Marina Militare 16,17. La darsena è banchinata e ha tre pontili galleggianti di circa 50 metri 24.
Leggende e tradizioni
Antonio Beatillo, nella vita di Santa Irene, racconta che verso l'anno 58 un discepolo di San Paolo, mandato a Roma, sbarcò nella marina che si chiama di San Cataldo e da lì proseguì a piedi verso l'interno 26,27,28. Lo stesso autore spiega il nome della marina con la tradizione che vi avesse condotto per qualche tempo vita solitaria San Cataldo, insieme al fratello San Donato, vescovo di Lecce 26,27.
Antichità
Il repertorio Pleiades associa al luogo l'antico Hadrianou Hormos, citato nel Barrington Atlas 29. Il molo di San Cataldo, a circa 10 chilometri a est-nordest dell'antica Lupiae, è considerato la struttura portuale di età romana meglio conservata della Puglia 21. Secondo CartApulia fu edificato intorno al II secolo d.C. dall'imperatore Adriano 2. Il molo è stato riportato alla luce dopo una campagna di scavo durata tre anni 4. Secondo la scheda del FAI, che cita Pausania, il porto era intitolato ad Adriano, che ne aveva ordinato la ricostruzione 1. Francesco D'Andria, in un articolo del 2021, lo presenta come parte di un sistema portuale più ampio della città di Lupiae 30. Secondo la scheda del FAI, dei resti oggi si vede ben poco, vicino al faro 1.
Natura
Nei pressi si trovano la Riserva Naturale Biogenetica San Cataldo, la Zona Speciale di Conservazione di Torre Veneri, con bacini costieri retrodunali salmastri, e quella delle Cesine 31,32,33. Le spiagge adriatiche della zona hanno sabbie nere, che Cosimo De Giorgi collegava ai minerali vulcanici portati dal fiume Ofanto 20. Nel 2001 sulla costa di San Cataldo sono state recuperate tartarughe marine morte, in decomposizione 34.
La visita
La darsena si trova nell'entroterra di San Cataldo, in via Flavio Gioia 1, ed è raggiungibile attraverso un canale; all'ingresso la velocità massima è di 2 nodi e la segnaletica indica pericolo di basso fondale 24. San Cataldo è collegata a Lecce dalla strada provinciale 364 (ex SS 543) e a Otranto dalla litoranea SP 366 35,36. I resti del molo romano sono visibili sulla terraferma vicino al faro 1,7,21. Uno studio del 2022 basato sui dati della telefonia mobile descrive la costa leccese come abitata per lo più in modo temporaneo, segnata dall'abusivismo edilizio ed esposta a rischi ambientali e climatici 37. Le fonti ufficiali raccolte non riportano orari o regole di accesso all'area del molo.
Curiosità
- Il nome in dialetto leccese è San Catautu 22.
- Il Giornale de' letterati d'Italia (1710) racconta che il generale dei Veneziani, di passaggio con la flotta a San Cataldo, salì a Lecce con molti nobili per conoscere il letterato Ascanio Grandi 38,39.
- Andrea Della Monaca (1674) ricorda un vino imbarcato a San Cataldo di Lecce come elemosina per due monasteri della Terra di Bari, per il quale fu chiesto a Brindisi di non applicare il suo privilegio sul vino forestiero 40.
- Una guida di Lorenzo Capone (2003) riporta una descrizione antica in cui compare la torre («pirgos») di San Cataldo, scritta «San Qatalde», sotto Lecce, scritta «Delec» 3.
- Il faro è usato dai radioamatori per attivazioni con il codice ARLHS ITA-142 17,41.
- Tra i film girati o ambientati qui ci sono «Il pasticciere» (2012, Luigi Sardiello) e «Gli anni amari» 42.
- L'aeroporto civile di Lecce-San Cataldo, costruito nel 1970, si trova 9 chilometri a est di Lecce 43.
Le fonti non concordano
Su questi punti le fonti danno versioni diverse.
- Distanza da Lecce
- CartApulia e lo studio di Ferrari e Quarta indicano circa 10 chilometri 2,7, Wikipedia in italiano 11 22, le Wikipedia in inglese e francese e lo studio di Sansò circa 12 16,17,20, un libro del 1997 sei chilometri 44.
- Altezza della torre del faro
- CartApulia e Wikipedia in francese indicano poco più di 23 metri 2,17; Wikipedia in inglese riporta 23 piedi, cioè 7 metri 16.
La scheda della Regione Puglia
Si tratta di una darsena banchinata, fornita di tre pontili galleggianti di circa 50 m posta nell'immediato entroterra di San Cataldo di Lecce e raggiungibile attraverso un canale.
Entrando velocità massima 2 nodi; segnaletica indicante pericolo basso fondale giornaliero.
Libri per approfondire
- Zampolini S., Documenti per una carta archeologica della Puglia meridionale, in Metodologie di catalogazione dei beni archeologici, Martano-Edipuglia, 1997 25
- Auriemma Rita, Salentum a salo. Porti, approdi, merci e scambi lungo la costa adriatica del Salento, 2004 6
- Sammarco Mariangela, Marchi Silvia, Il porto antico di San Cataldo (Lecce): indagini tradizionali e nuove metodologie per uno studio topografico, Archeologia Aerea 3, 2008 6
- Sammarco Mariangela, Marchi Silvia, Tra terra e mare: ricerche lungo la costa di San Cataldo (Lecce), JAT XXII, 2012 6
- Ivan Ferrari, Aurora Quarta, The Roman pier of San Cataldo: from archaeological data to 3D reconstruction, Virtual Archaeology Review 10 (20), 2019 21,6
- Ivan Ferrari, Aurora Quarta, San Cataldo (Lecce, Italy): The Historical Evolution Of The Coastal Landscape, 2020 7
- Gioacchino Francesco Andriani, Luca Maria Foresi, Stefano Margiotta, Integrated methodologies for assessing the provenance of building materials from the Roman pier of San Cataldo 4
Fonti (44)
Il racconto è scritto solo da queste fonti: i numeri nel testo rimandano qui. Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026.
- 1.FAI I Luoghi del Cuore: MOLO ROMANO DI SAN CATALDO · web
- 2.CartApulia (Regione): Faro di San Cataldo · istituzionale
- 3.Lorenzo Capone, Salento. Guida storico artistica e paesaggistica (2003) — brani · libro
- 4.Gioacchino Francesco Andriani, Luca Maria Foresi, Stefano Margiotta, Integrated methodologies for assessing the provenance of building materials from the Roman pier of San Cataldo (Adriatic coast, […] · studio
- 5.Mariangela Sammarco, Stefano Margiotta, Luca Maria Foresi, Characterization And Provenance Of Building Materials From The Roman Pier At San Cataldo (Lecce, Southern Apulia, Italy): A […] · studio
- 6.Geoportale Nazionale per l'Archeologia: Tracciato viario antico · istituzionale
- 7.Ivan Ferrari, Aurora Quarta, San Cataldo (Lecce, Italy): The Historical Evolution Of The Coastal Landscape (2020) · studio
- 8.Andrea Della Monaca, Memoria historica dell'antichissima, e fedeliss. citta di Brindisi, del molto reu. padre maestro Andrea Della Monaca .. (1674) — brano OCR · libro
- 9., Raccolta di varie croniche, diari, ed altri opuscoli cosi italiani, come latini appartenenti alla storia del Regno di Napoli di Pietro Giannone. Tomo 1. 5. (1782) — brano OCR · libro
- 10.Camillo Porzio, Relazione del Regno di Napoli al marchese di Mondesciar viceré di Napoli tra il 1577 e 1579 di Camillo Porzio (1839) — brano OCR · libro
- 11.Porzio, Camillo. aut, Opere di Camillo Porzio (1855) — brano OCR · libro
- 12.Liborio Franza, Menologio storiografogeologicocronistorico del Regno delle Due Sicilie raccozzato da Liborio Franza da Gallipoli per uso didascalico de' giovanetti (1842) — brano OCR · libro
- 13.Italy. Ispettorato centrale di bonificazione ed irrigazione, Sulle bonificazioni, risaie ed irrigazioni del regno d'Italia, relazione a S.E. il Ministro di agricoltura, industria e commercio (1865) — […] · libro
- 14.Torelli, Luigi, Sulle bonificazioni, risaie ed irrigazioni del Regno d'Italia; relazione a S.E. il ministro di Agricoltura, industria e commercio (1865) — brano OCR · libro
- 15.Cavagna Sangiuliani di Gualdana, Antonio, conte, 1843-1913, former owner. IU-R, Giornale dell'ingegnere-architetto ed agronomo (1853) — brano OCR · libro
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- 26.Antonio Beatillo, Historia della vita, morte, miracoli, e traslatione di Santa Irene da Tessalonica vergine, e martire, patrona della città di Lecce in terra d'Otranto, con le sue annotationi […] · libro
- 27.Antonio Beatillo, Historia della vita, morte, miracoli, e traslatione di Santa Irene da Tessalonica vergine, e martire, patrona della città di Lecce in terra d'Otranto, con le sue annotationi […] · libro
- 28., Historia della vita, morte, miracoli, e traslatione di Santa Irene da Tessalonica vergine, e martire, patrona della città di Lecce in terra d'Otranto, con le sue annotationi dichiaratorie, composta […] · libro
- 29.Fonti antiche: Hadrianou Hormos (contesto del luogo) · studio
- 30.Alzare il velo sull'antico (e intero) Porto di Lupiae — Iuncturae, articolo di Francesco D'Andria su Quotidiano di Puglia (2021) · web
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- 32.ZSC IT9150025 Torre Veneri (vicino) · istituzionale
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- 41.425 DX News, 425 DX News 0662 (2004) — brani · libro
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