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Riserva Naturale Oasi Gravina di Laterza

Laterza (TA)

Gravina di Laterza
Gravina di Laterza
Gravina di LaterzaFoto Pietro Amendolara · Regione Puglia

Il racconto

La Riserva Naturale Oasi Gravina di Laterza fa parte del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine e tutela la gravina di Laterza, un solco carsico-tettonico di 12 km di lunghezza, 500 m di larghezza e fino a 200 m di profondità 5. L'area, di 800 ettari, è sotto tutela come oasi di protezione dal 1984 ed è gestita dalla Lipu dal 1999 5. L'habitat è di pseudosteppa mediterranea con pinete, querce di fragno e lecci, e ospita rapaci 5. Sul ciglio della gravina si trovano anche un insediamento rupestre medievale e chiese rupestri 1,4,3.

Storia
  1. Età medievale

    Nella gravina e lungo i suoi bordi si sviluppa l'insediamento rupestre che contribuì alla formazione del centro urbano medievale e post-medievale di Laterza, in due zone: a sud, tra via Aborigeni, contrada Verdazzi e la fontana vecchia (Valle del Cervo), dove era l'abitato rupestre più importante e più antico, e a nordest, lungo il corso principale della gravina verso piazza Municipio e la chiesa di San Vito.1,2

  2. XI-XV secolo

    La chiesa rupestre di San Giacomo I, sul ciglio occidentale della gravina, è datata al basso Medioevo.3

  3. 1544

    Viene consacrata la chiesa semipogea di San Giacomo II, oggi diruta, accanto alla più antica chiesa rupestre.4

  4. 1984

    L'area è sottoposta a tutela come oasi di protezione.5

  5. 1999

    L'oasi è gestita dalla Lipu; secondo una guida web fu istituita nel giugno 1999 da Provincia di Taranto, Comune e Lipu.5,6

Architettura e opere

Le abitazioni del villaggio rupestre erano grotte con un vano soggiorno con alcova, la cucina a destra dell'ingresso con sedili di pietra e sfiatatoio tronco-conico, un ambiente per gli animali e deposito a sinistra, nicchie per le cibarie e una vasca per l'acqua; all'esterno si trovano cisterne collettive con condutture scavate nel tufo 2. La chiesa rupestre di San Giacomo I si trova alla fine dell'attuale via Galileo Galilei ed è accessibile da una scala 3. Il Geoportale segnala che mancano studi sistematici sul popolamento complessivo della gravina, mentre sono state studiate le chiese rupestri 2.

Natura

La gravina è definita nella scheda regionale l'esempio più rappresentativo del fenomeno carsico-tettonico a livello europeo 5. Il sito Natura 2000 Area delle Gravine (ZSC e ZPS IT9130007) è caratterizzato da solchi erosivi scavati nel calcare cretacico e nella calcarenite pleistocenica, per erosione di corsi d'acqua sovraimposti a fratture della crosta rocciosa 7. Gli habitat includono pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica, percorsi substeppici, querceti a Quercus trojana, pinete mediterranee, foreste di leccio e arbusteti termo-mediterranei 7. L'oasi ha pseudosteppa, pinete, querce di fragno e lecci, con rapaci a rischio di estinzione 5. Per i birdwatcher le specie principali sono capovaccaio, lanario e grillaio, con un sentiero ad anello di circa 11 km, secondo una guida web 8. GBIF registra entro 1 km 27 specie osservate, fra le protette arge, istrice e smeriglio 9.

La visita

Indirizzo: via Selva San Vito, Laterza 5. Il Comune, nel programma Eventi Natura 2024, indica la riserva aperta da giovedì a domenica con prenotazione obbligatoria e propone escursioni e laboratori didattici 10; orari e condizioni vanno riverificati. Il sito è gestito dalla Lipu 5.

Curiosità
  • Alcune guide di viaggio paragonano la gravina a un "Grand Canyon" pugliese 11.
Le fonti non concordano

Su questi punti le fonti danno versioni diverse.

Anno di istituzione
La scheda regionale dice che l'area è tutelata come oasi di protezione dal 1984 e gestita dalla Lipu dal 1999 5; una guida web indica l'oasi istituita nel giugno 1999 da Provincia, Comune e Lipu 6.
La scheda della Regione Puglia

Oasi naturale all’interno del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, la Gravina di Laterza, è considerata l’esempio più rappresentativo del fenomeno carsico-tettonico a livello europeo.

Si sviluppa su una superficie di 800 ettari con una lunghezza di 12 chilometri, una larghezza pari a 500 metri, e raggiunge una profondità massima di 200 metri. L’intera area, sottoposta a tutela come oasi di protezione dal 1984, è gestita dalla Lipu, la Lega Italiana Protezione Uccelli, dal 1999.

Immersa in un habitat tipicamente mediterraneo di pseudosteppa ricca di vegetazione, l’oasi sfoggia pinete, querce di fragno e foreste di lecci popolate sopratutto rapaci, a serio rischio di estinzione.

Libri per approfondire
  • C.D. Fonseca, Civiltà rupestre in Terra Jonica, Roma 1970 1,2
  • C.D. Fonseca, Civiltà delle Grotte. Mezzogiorno rupestre, Napoli 1988 4,3
  • R. Caprara, Società ed economia nei villaggi rupestri. La vita quotidiana nelle gravine dell'arco Jonico Tarentino, 2001 1
  • N. De Gregorio, Percorsi della Storia. La continuità del vivere in grotta nelle gravine dell'arco jonico dal paleolitico al medioevo, Taranto 2006 3
Fonti (11)

Eventi qui vicino

Nei prossimi giorni entro 15 km.

Nessun evento in programma qui vicino nei prossimi giorni.

La natura qui intorno

27 specie osservate entro 1 km.

  • Orchide
    Orchidestefano mazzotti · CC BY-SA

Specie protette

  • Arge Melanargia arge · Habitat all. II, Habitat all. IV
  • Istrice Hystrix cristata · Habitat all. IV
  • smeriglio Falco columbarius · Uccelli all. I

Le più osservate

  • Corvo imperiale Corvus corax
  • Ochiocotto Curruca melanocephala
  • Gonepteryx cleopatra
  • Poiana Buteo buteo
  • Merlo Turdus merula
  • Pettirosso Erithacus rubecula
  • Fringuello Fringilla coelebs
  • Colombaccio Columba palumbus

Osservazioni: GBIF.org

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