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Archeologia

Parco Archeologico di Egnazia

Fasano (BR)

Parco Archeologico di Egnazia
Parco Archeologico di Egnazia
Regione Puglia

Il racconto

Il Parco Archeologico di Egnazia, situato nel comune di Fasano (BR) lungo la litoranea Monopoli-Savelletri, conserva i resti dell'antica città di Gnathia, con una continuità di vita documentata dalla prima metà del II millennio a.C. fino al XIII secolo d.C. 5,1. La città fu scalo commerciale strategico tra Occidente e Oriente, citata da Plinio il Vecchio, Strabone e Orazio 5,21, e raggiunse il massimo sviluppo in età romana grazie al porto e alla Via Traiana 5,9. Della fase messapica restano le mura di difesa e le necropoli; della città romana si conservano i resti della Via Traiana, della Basilica Civile, del criptoportico, della piazza porticata, del sacello delle divinità orientali e delle terme 5. Attiguo al parco sorge il Museo Archeologico Nazionale "Giuseppe Andreassi", edificato nel 1975 all'esterno delle mura secondo la scheda MiC 5, il cui allestimento attuale è stato inaugurato nel luglio 2013 5.

Storia
  1. Prima metà del II millennio a.C. (ca. XVI sec. a.C.)

    Le prime tracce di occupazione del sito risalgono alla prima metà del II millennio a.C.: si forma un piccolo insediamento costiero sul promontorio detto 'Acropoli', di circa 2 ettari, tra due insenature adatte all'approdo, con strutture abitative riconducibili a frammenti di ceramica Proto-appenninica B (XVI sec. a.C.). Il villaggio era dotato di mura a sezione trapezoidale con doppio rinforzo, larghe fino a 3 m e alte 2,20 m.1,2,3,4

  2. Età del Bronzo Finale e prima età del Ferro (XI–VII sec. a.C.)

    Nelle fasi finali dell'età del Bronzo si registra un primo ampliamento dell'insediamento. Nell'XI secolo a.C. si attesta la presenza di popolazioni iapige. La documentazione per l'età del ferro è insufficiente a delineare compiutamente i caratteri dell'insediamento, ma occasionali recuperi ceramici testimoniano l'occupazione anche di aree esterne all'acropoli.5,1,2,6

  3. Età arcaica e messapica (VIII–III sec. a.C.)

    A partire dall'VIII sec. a.C. Egnazia si connota come insediamento messapico, corrispondente alle attuali province di Brindisi e Lecce. Intorno alla fine del VI sec. a.C. l'insediamento si struttura come città messapica. Le mura di difesa messapiche, con una seconda cortina in blocchi regolari realizzata nel III sec. a.C., delimitavano un'area urbana di circa 40 ettari; il muraglione proteso nel mare si conserva in 16 filari e 7 m d'altezza. Le necropoli comprendono tombe a fossa, a semicamera e monumentali tombe a camera.5,6,7

  4. III sec. a.C. – I sec. a.C.incerto

    Con la presenza romana nel territorio a partire dal III sec. a.C. la città si trasforma. Secondo Wikipedia (it) 6, Egnazia divenne civitas foederata probabilmente dopo il 267–266 a.C. e municipium dopo la guerra sociale; la scheda MiC 5 indica genericamente che nel I sec. a.C. acquisì lo status municipale, senza menzionare la fase di civitas foederata. La data 267–266 a.C. per la civitas foederata è attestata solo da fonte enciclopedica secondaria e non è confermata da fonti istituzionali o primarie citate nel dossier.

  5. I sec. a.C. – I sec. d.C. (età augustea)incerto

    Nel I sec. a.C. Egnazia acquisisce lo status municipale 5. In età augustea la città si dota degli spazi, delle infrastrutture e degli edifici che caratterizzano una città romana, in un'ottica di ampliamento e sviluppo urbanistico promossa da Augusto ed attuata da Vipsanio Agrippa 8. S18 (CartApulia) attribuisce ad Agrippa questo programma edilizio, ma non elenca esplicitamente tutti gli edifici; l'elenco dettagliato (criptoportico, porto, basilica civile, piazza trapezoidale, anfiteatro, terme) proviene da Wikipedia (it) 6, fonte enciclopedica secondaria. Iscrizioni onorarie riferibili ad Augusto e all'età giulio-claudia sono attestate epigraficamente.

  6. II sec. d.C. (età traianea)

    Agli inizi del II sec. d.C. viene costruita la Via Traiana, che riprende in gran parte il tracciato della più antica via Minucia. A questa fase risalgono anche il sacello delle divinità orientali e ulteriori interventi urbanistici.9,10

  7. IV–VI sec. d.C. (età tardoantica)

    Nella seconda metà del IV sec. d.C. la città subisce un mutamento urbanistico anche in seguito agli effetti di un evento sismico avvenuto nel bacino orientale del Mediterraneo nel 365 d.C. A partire dalla fine del IV sec. d.C. Egnazia diventa sede vescovile e la topografia urbana si trasforma per far fronte alle nuove necessità di culto cristiano: vengono costruite la basilica episcopale con battistero e la basilica meridionale, entrambe originariamente pavimentate con mosaici. Dal VI sec. d.C. la parte bassa dell'abitato viene progressivamente abbandonata.5,11,12,13,14

  8. VI–VIII sec. d.C. (età proto-bizantina e altomedievale)

    Nel corso del VI sec. d.C. l'area dell'acropoli è interessata dalla costruzione di una cinta muraria che ricalca in parte un circuito preesistente, racchiudendo una superficie di 1,3 ha. A partire dal pieno VII sec. d.C., a seguito del graduale abbandono della città bassa, le attività abitative, produttive e difensive si concentrano quasi esclusivamente all'interno del circuito murario bizantino, che assume le caratteristiche di una cittadella fortificata (castrum).15,16,17

Mostra altre 5 date
  1. IX–XIII sec. d.C. (età medievale e abbandono)

    L'occupazione stabile del pianoro dell'acropoli continua in piena età medievale, quando il castrum e il circuito murario bizantino sono ancora utilizzati. Nell'angolo nordorientale del recinto viene edificato un piccolo edificio. Lo stanziamento sull'Acropoli prosegue fino al XIII secolo, epoca dell'abbandono definitivo.5,18,19

  2. Inizio XIX sec. – 1846

    La storia degli scavi comincia all'inizio dell'Ottocento con le depredazioni degli ufficiali francesi di stanza a Egnazia, che sondarono il terreno per ricavarne reperti da rivendere sul mercato clandestino (1809 secondo Wikipedia it 6). Durante la carestia del 1846 gli abitanti rastrellarono vasi, oggetti preziosi e corredi funerari profanando le antiche tombe per rivenderli. La vicenda suscitò il biasimo di Mommsen.

  3. 1912 e fasi successive

    I primi scavi sistematici furono effettuati nel 1912 (con la scoperta della piazza porticata da parte di Quintino Quagliati). Gli scavi ripresero in più fasi negli anni '40, '60 e '80. Il museo fu edificato nel 1975 secondo la scheda MiC 5, o nel 1978 secondo Wikipedia (it) 6 (cfr. sezione Contraddizioni). Dal 2001 l'Università degli Studi di Bari, in collaborazione con il Comune di Fasano, porta avanti un progetto di scavo tuttora in corso.

  4. 1915–1977

    Il sito è sottoposto a vincolo di interesse culturale: la prima notifica di interesse risale al 1° aprile 1915; seguono numerose notifiche nel 1935 e dichiarazioni di interesse culturale nel 1966; nel 1972 è istituita una tutela indiretta sull'area circostante; nel 1977 è apposto un ulteriore vincolo.20

  5. 1976–2013

    Il museo è intitolato a Giuseppe Andreassi, direttore del museo e dell'area archeologica dal 1976 al 1985 e Soprintendente Archeologo della Puglia dal 1990 al 2009. A partire dal 1981 il museo ha accolto mostre temporanee. L'allestimento attuale, articolato in 7 sezioni, è stato inaugurato nel luglio 2013.5

Le date con il quadrato vuoto sono incerte: le riportano poche fonti o fonti non verificate.

Architettura e opere

Il parco conserva strutture di epoche diverse, dall'età del Bronzo al Medioevo.

**Età del Bronzo e del Ferro.** L'insediamento più antico sull'acropoli era protetto da mura a sezione trapezoidale con doppio rinforzo, larghe fino a 3 m e alte 2,20 m, realizzate in blocchi calcarei irregolarmente squadrati 3. Le capanne avevano probabilmente forma ovale, con pavimento in argilla pressata 6.

**Mura messapiche.** Le poderose mura di difesa messapiche, con una prima cortina ad aggere e una seconda cortina in blocchi regolari realizzata nel III sec. a.C., delimitavano un'area urbana di circa 40 ettari. Il muraglione proteso nel mare si conserva in 16 filari e 7 m d'altezza 6.

**Necropoli.** La necropoli occidentale si sviluppa all'esterno della porta che si apre nell'angolo nordoccidentale del circuito murario, lungo una strada verso l'entroterra; la prima fase è caratterizzata da tombe a fossa, cui seguono tombe a semicamera e monumentali tombe a camera 7,22. Nelle fondazioni del museo è inglobata la cosiddetta Tomba delle Melagrane, tomba a camera messapica del IV sec. a.C. 5.

**Acropoli e santuario.** A partire dall'età arcaica l'area dell'acropoli assume un ruolo rappresentativo per la comunità; recenti ricerche hanno identificato un santuario sull'acropoli, con ogni probabilità dedicato a Venere, che era il simbolo della città visibile da chi entrava nel porto 23,24.

**Piazza porticata.** La cosiddetta "piazza porticata" (per lungo tempo considerata il foro della città), con chiara funzione commerciale, è posta nel settore nord-occidentale della città; la sua prima organizzazione risale all'età ellenistica e continua fino all'età tardoantica 25. La metà non ancora nota fu scoperta dagli scavi avviati nel 2001 dall'Università di Bari 6.

**Basilica civile e mosaico delle Tre Grazie.** La Basilica civile si colloca nell'area pubblica della città, in connessione con il comparto portuale e l'area del foro; dall'aula delle Tre Grazie proviene il mosaico omonimo conservato nel museo 26,27.

**Criptoportico.** Realizzato in età augustea, il criptoportico presenta pareti in *opus reticulatum* e volta in *opus incertum*; è connesso con un'area santuariale superiore 8,6.

**Cosiddetto anfiteatro.** Struttura ellittica con pareti in *opus africanum* rivestite di intonaco dipinto, collocata all'interno del comparto pubblico, delimitata a ovest dalla piazza porticata; risale al periodo giulio-claudio 28,29.

**Sacello delle divinità orientali.** Posto all'interno dell'area civile in posizione di preminenza, vicino alla basilica civile e all'area forense; lo spazio sacro era ricavato all'interno di un preesistente portico di età ellenistica e ospitava culti orientali, tra cui quello della Dea Syria attestato epigraficamente 10,30.

**Via Traiana.** Agli inizi del II sec. d.C. viene costruita la Via Traiana, che riprende in gran parte il tracciato della più antica via Minucia; il basolato è visibile nel parco 9.

**Terme.** L'impianto termale si trova nel comparto meridionale della città, a sud-ovest dell'area forense; collegato dalla Via Traiana a partire dagli inizi del II sec. d.C. 31.

**Basilica episcopale e battistero.** La basilica episcopale viene costruita negli ultimi decenni del IV sec. d.C.; immediatamente a nord si trova il battistero di forma quadrangolare, dotato di vasca battesimale per il rito dell'immersione, costruito già nella prima fase edilizia 11,13.

**Basilica meridionale.** Costruita pochi anni dopo la basilica episcopale (V sec. d.C.), posta a sud del quartiere produttivo; originariamente pavimentata con mosaici 12.

**Quartiere produttivo tardoantico.** Area artigianale collocata a sud della basilica episcopale, attiva tra IV e VII sec. d.C., in stretta connessione con la viabilità principale e secondaria della città 32.

**Chiesa in località "Penna Grande".** Piccolo complesso architettonico con atrio e chiesa absidata (orientata est-ovest), individuato nel settore nord-occidentale della città; datato al V–VI sec. d.C. 33.

**Castrum bizantino e medievale.** Nel VI sec. d.C. viene costruita una cinta muraria sull'acropoli (superficie interna 1,3 ha); il castrum ha pianta quadrata con ingresso a nord verso il mare e un secondo ingresso sul lato sud-orientale. Sono visibili tre torri: la scheda CartApulia 34, intitolata "torre sud-occidentale castrum", descrive nel testo una struttura come "torre nord-occidentale del castrum" con dimensioni 9,80×8,40 m, in opera quadrata e meglio conservata tra le tre visibili (cfr. sezione Contraddizioni per l'incongruenza tra titolo e testo della fonte); la torre nord-occidentale 35 ha forma quadrangolare definita su tre lati con muri a doppio paramento; la torre sud-orientale misura 5,30×4,10 m 36. All'interno del castrum è stata individuata una piccola chiesa absidata a navata unica 37.

**Museo.** Il museo, edificato nel 1975 secondo la scheda MiC 5 (1978 secondo Wikipedia it 6; cfr. sezione Contraddizioni), all'esterno delle mura ai margini della necropoli occidentale, articola il percorso espositivo in 7 sezioni che narrano le vicende del sito dal XVI sec. a.C. al XIII sec. d.C. 5. Una sezione è dedicata al porto e all'archeologia subacquea 38.

Leggende e tradizioni

La tradizione ecclesiastica vuole che Egnazia sia stata evangelizzata dallo stesso apostolo Pietro, ma si tratta di una tradizione priva di prove documentate 39. Orazio, nel racconto del suo viaggio da Roma a Brindisi, ricorda Egnazia con ironia per un fenomeno locale: si diceva che in un luogo sacro della città il legno prendesse fuoco spontaneamente senza fiamma, fenomeno che Plinio il Vecchio descrive e Orazio deride 21,39. Secondo alcune fonti enciclopediche, la città sarebbe stata saccheggiata dai Goti del re Totila intorno al 545 d.C., e la diffusione della malaria e le scorrerie dei Saraceni lungo le coste avrebbero spinto i pochi abitanti rimasti a rifugiarsi nell'entroterra, dando origine a Fasano e contribuendo allo sviluppo di Monopoli; queste ricostruzioni, tuttavia, restano in parte ipotetiche 6,39.

La visita

Il Parco Archeologico di Egnazia e il Museo Archeologico Nazionale "Giuseppe Andreassi" si trovano in via delle Carceri, 72010 Fasano (BR), raggiungibili percorrendo la SS 379 con uscita Fasano-Savelletri; l'ingresso si trova sulla litoranea Monopoli-Savelletri 40. Secondo la scheda del Ministero della Cultura (aggiornata al 14 luglio 2020), gli orari di apertura sono dal lunedì al venerdì 08:30–19:30 5; si raccomanda di verificare gli orari aggiornati presso la fonte ufficiale prima della visita, poiché la scheda risale al 2020. È disponibile un'audioguida in italiano e inglese lungo il percorso del parco, con attivazione GPS o QR code 41. Un accordo tra il Politecnico di Bari e il Parco Archeologico di Egnazia è in corso per migliorare l'accessibilità del parco, con la progettazione di una piccola copertura per l'ingresso al criptoportico e di un sistema di recinzione rimovibile per le aree di scavo 42; lo stato di avanzamento di questi interventi non è precisato nelle fonti disponibili.

Le fonti non concordano

Su questi punti le fonti danno versioni diverse.

Anno di costruzione del museo
La scheda MiC 5 indica che il museo fu edificato nel 1975; Wikipedia (it) 6 riporta il 1978 come anno di costruzione dell'attuale museo archeologico.
Anno di inizio delle depredazioni ottocentesche
La scheda della Regione Puglia 40 indica genericamente 'l'inizio dell'Ottocento'; Wikipedia (it) 6 precisa il 1809 come anno dei primi depredamenti da parte degli ufficiali francesi.
Denominazione e attribuzione della torre meglio conservata del castrum
La scheda CartApulia 34 è intitolata 'torre sud-occidentale castrum' ma nel testo descrive la struttura come 'torre nord-occidentale del castrum', indicandola come la meglio conservata (9,80×8,40 m, in opera quadrata). La scheda 35 è intitolata 'torre nord-occidentale castrum' e nel testo descrive anch'essa la torre nord-occidentale. L'incongruenza tra titolo e testo della scheda 34 non è risolvibile con le sole fonti disponibili e andrebbe verificata sul campo.
Status di Egnazia come civitas foederata
Wikipedia (it) 6 indica che Egnazia divenne civitas foederata 'probabilmente dopo il 267–266 a.C.' e municipium 'dopo la guerra sociale'; la scheda MiC 5 afferma genericamente che 'nel I sec. a.C. acquisì lo status municipale', senza menzionare la fase di civitas foederata. La data 267–266 a.C. non è confermata da fonti istituzionali o primarie citate nel dossier.
Distruzione da parte di Totila
Wikipedia (de) 43 afferma che la città fu distrutta dal re ostrogoto Totila nel 545 d.C. e che gli abitanti fuggirono a Monopoli. Wikipedia (it) 6 riporta questa come ipotesi ('è molto probabile'). La scheda MiC 5 non menziona Totila e indica un abbandono progressivo della città bassa a partire dal VI sec. d.C.
Attribuzione del programma di monumentalizzazione augustea ad Agrippa
S18 (CartApulia) attribuisce ad Agrippa un programma di sviluppo urbanistico promosso da Augusto, senza elencare esplicitamente tutti gli edifici. L'elenco dettagliato (porto, basilica civile, piazza trapezoidale, anfiteatro, terme) proviene da Wikipedia (it) 6, fonte enciclopedica secondaria non confermata dalle fonti istituzionali citate.
Importanza di Egnazia legata alla Via Traiana già nel I sec. a.C.
La scheda MiC 5 afferma che nel I sec. a.C. Egnazia 'acquisì lo status municipale, assumendo grande importanza grazie alla presenza del porto e della via Traiana'. Tuttavia la Via Traiana fu costruita agli inizi del II sec. d.C. 9: l'associazione tra status municipale (I sec. a.C.) e Via Traiana nella stessa frase di S2 è anacronistica rispetto alle altre fonti del dossier.
La scheda della Regione Puglia

Costituito dai numerosi reperti dell’antica città di Gnathia, vicino a Fasano, il Parco Archeologico di Egnazia si trova a pochi chilometri dal mare e in corrispondenza dell’antico asse di collegamento tra Bari e Brindisi.

La storia degli scavi comincia all’inizio dell’Ottocento con le depredazioni degli ufficiali francesi, per continuare nel periodo della storica carestia del 1846, quando gli abitanti rastrellarono vasi, oggetti preziosi e corredi profanando le antiche tombe per rivenderli. Bisognerà aspettare il 1912 per scavi sistematici, che ripresero in più fasi negli anni ’40, ’60 fino agli ’80 per continuare ancora oggi.

Attiguo al sito, fuori dalle mura, è il Museo Archeologico.

Libri per approfondire
  • Cassano R., Chelotti M. (a cura di), Ricerche archeologiche nella città di Egnazia. Scavi 2007-2015, Epigrafia e Territorio. Politica e Società X, Bari: Edipuglia, 2016.
  • Cassano R., Giuliani R. (a cura di), Egnazia tardoantica: nuove indagini e prospettive di ricerca, in Paesaggi e insediamenti urbani in Italia meridionale fra tardoantico e altomedioevo. Atti del Secondo Seminario sul tardoantico e l'altomedioevo in Italia meridionale (Foggia-Monte Sant'Angelo 27-28 maggio 2006), Bari: Edipuglia, 2010.
  • Cassano R., La vicenda urbana di Egnazia ridisegnata dalle recenti indagini, Fasti Online, 161, Roma, 2009.
  • Andreassi G., Cocchiaro A., Necropoli di Egnazia, Fasano: Grafischena, 1987 (Regione Puglia – Comune di Fasano – MiBAC).
  • AA. VV. (a cura di), Museo Nazionale Archeologico di Egnazia 'Giuseppe Andreassi'. Guida al Museo, Bari: Quorum Edizioni, 2015.
  • Mastrocinque G., Guaitoli M. (a cura di), Archeologia globale ad Egnazia: nuove acquisizioni dalla città e dal territorio, LAC 2014 Proceedings, Actes of 3rd International Landscapes Archaeology Conference (Rome, 17-20 septembre 2014), Roma, 2016.
  • Pepe, Ludovico, Notizie storiche e archeologiche dell'antica Gnathia, 1882.
  • Cuccovillo M., Arthur P. (a cura di), L'acropoli di Egnazia al tempo dei Bizantini: dal santuario alla cittadella fortificata, in Atti del VII Congresso Nazionale di Archeologia Medievale (Lecce, 9-12 settembre 2015), Firenze: All'Insegna del Giglio, 2015.
Fonti (43)

Il racconto è scritto solo da queste fonti: i numeri nel testo rimandano qui. Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026.

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  5. 5.Ministero della Cultura, luoghi della cultura: Museo archeologico nazionale “Giuseppe Andreassi” e Parco archeologico di Egnazia (aggiornato 2020-07-14) · istituzionale
  6. 6.Wikipedia (it): Egnazia · enciclopedia
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  34. 34.CartApulia (Regione): Egnazia - torre sud-occidentale castrum (età bizantina, altomedievale e medievale) · istituzionale
  35. 35.CartApulia (Regione): Egnazia - torre nord-occidentale castrum (età bizantina, altomedievale e medievale) · istituzionale
  36. 36.CartApulia (Regione): Egnazia - torre sud-orientale castrum (età bizantina, altomedievale e medievale) · istituzionale
  37. 37.CartApulia (Regione): Egnazia - chiesa del castrum (età medievale) · istituzionale
  38. 38.Egnazia e il mare. Guida alla sessione — Libreria Universitaria (scheda del volume Quorum Edizioni) · web
  39. 39.Wikipedia (en): Gnatia · enciclopedia
  40. 40.Regione Puglia, scheda del luogo (viaggiareinpuglia.it) · istituzionale
  41. 41.Egnazia Audioguide (app) — App Store · web
  42. 42.Vincenzo Paolo Bagnato, Ephemeral Design for Archaeology: Experimentation in the Archaeological Park of Egnazia, Italy (2026) · studio
  43. 43.Wikipedia (de): Gnathia (Stadt) · enciclopedia

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