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Chiese e cripte Se piove

Cripta Madonna della Grotta

Ortelle (LE)

Cripta Madonna della Grotta
Cripta Madonna della Grotta
Foto Iris Soc. Coop. · Regione Puglia

Il racconto

La cripta della Madonna della Grotta è una chiesa rupestre alle porte di Ortelle, in via Santa Marina, nello spazio detto «largo fiera» dove si tiene ogni anno la fiera di San Vito 1,6,2. La scheda della Regione la descrive come cripta duecentesca di origine bizantina, ricavata nel banco di roccia tufacea e divisa in tre navate 1; Antonio Antonaci (1954) la data invece al XIV secolo 4,5. All'interno restano altari e affreschi di epoche diverse, dal XIV al XIX secolo, tra cui una Madonna col Bambino tardo-gotica del XV secolo 2. È di proprietà di un ente pubblico territoriale 7.

Storia
  1. XIII secolo

    La scheda della Regione parla di cripta duecentesca di origine bizantina 1; anche l'enciclopedia e la scheda del FAI ne collocano la costruzione nel XIII secolo 2,3.

  2. XIV secolo

    Secondo l'enciclopedia l'affresco più antico della cripta è una teoria di santi, oggi quasi distrutta, databile al XIV secolo, di cui restano a fatica visibili nimbi e volti 2. Antonio Antonaci (Hydruntum, 1954) data la chiesa-cripta al XIV secolo 4,5.

  3. XV secolo

    Sulla parete a destra dell'altare dei Santi Medici fu dipinta una Madonna col Bambino che regge un uccellino, secondo lo schema della maestà e di sapore tardo-gotico, databile al XV secolo 2.

  4. XVII secolo

    Risalgono al XVII secolo i due angeli adoranti dell'altare della Madonna delle Grazie e, alla fine del secolo, le immagini di Sant'Eligio e San Fortunato dipinte tra gli altari absidali 2.

  5. XVIII secolo

    L'altare dei Santi Medici fu ridipinto nel Settecento 2.

  6. XIX secolo

    La figura della Madonna sull'altare della Madonna delle Grazie è databile al XIX secolo 2.

  7. Senza data

    La chiesa fu rimaneggiata con una seconda scala di accesso e un ambiente più ampio, forse per accogliere più fedeli o per esigenze funerarie 1; l'enciclopedia ricorda l'aggiunta di due avancorpi lungo gli ingressi e di un campanile a vela 2.

Architettura e opere

La cripta è ricavata nel banco tufaceo e ha una pianta a tre navate absidate, con absidi laterali quadrangolari e abside centrale semicircolare, scandite da tre arcate 1,2. La scheda del FAI la descrive come un vano rettangolare scavato nella roccia con due grossi pilastri centrali che sorreggono la volta 3. Ha due avancorpi lungo gli ingressi e conserva il piccolo campanile a vela sulla sommità della facciata meridionale 1,2. Un tempo era interamente decorata da dipinti, in parte perduti 1,2. Gli altari erano quattro: al centro quello della Madonna delle Grazie, a sinistra quello di Sant'Eligio, a destra quello dei Santi Medici e, sulla parete davanti alla navata destra, quello di Santa Chiara, oggi scomparso 1; l'enciclopedia considera il quarto altare solo probabile 2. Sull'altare della Madonna delle Grazie la Vergine, del XIX secolo, è posta tra due angeli adoranti del XVII secolo 2. L'altare di Sant'Eligio mostra il santo con quattro scene di miracoli tratte dalla sua vita e, nell'intradosso della lunetta, due ovali con gli apostoli Giacomo e Filippo 2,1. Negli spazi tra gli altari absidali sono dipinti Sant'Eligio e San Fortunato, della fine del XVII secolo 2. L'altare dei Santi Medici, ridipinto nel Settecento, presenta i due santi affiancati da San Nicola e San Liborio 2. A destra di questo altare si trova la Madonna col Bambino del XV secolo, che regge un uccellino simbolo della Passione 2. Sul pilastro dell'arco che delimita la navata destra è raffigurata la Santissima Trinità 2. Nel punto dove era l'altare di Santa Chiara si trova un affresco con l'Eterno Padre tra due angeli: secondo la scheda della Regione è una Trinità con l'Eterno Padre a braccia protese verso un cielo stellato, accompagnato da una colomba e dallo Spirito Santo 1; secondo l'enciclopedia, che la definisce l'immagine più enigmatica della cripta, l'Eterno Padre protegge due figure femminili (entrambe identificate con la Vergine) che reggono un drappo con tre cerchi raffiguranti la Flagellazione, la Crocifissione e la Resurrezione 2. Su una parete restano a fatica i nimbi e i volti di una teoria di santi del XIV secolo, l'affresco più antico 2. Gianfreda cita gli affreschi della cripta come esempio in cui i canoni ritmici dell'Oriente e l'accentuato espressionismo dell'Occidente si compongono 8.

Leggende e tradizioni

La cripta si trova nel cosiddetto «largo fiera», dove ogni anno si tiene la fiera di San Vito 6,3. Nei bozzetti di viaggio di Cosimo De Giorgi la cripta e la fiera di Ortelle compaiono nella stessa pagina 9.

La visita

La cripta si trova in via Santa Marina, alle porte di Ortelle 1, ed è di proprietà di un ente pubblico territoriale 7. Le fonti ufficiali raccolte non indicano orari di apertura. Secondo una scheda di escursionisti alcuni affreschi si vedono dal cancello chiuso, e un utente segnalava una chiusura per lavori nell'ottobre 2022 10; una scheda web non ufficiale indica l'ingresso libero 11. Sono notizie non verificate.

Curiosità
  • Il Catasto delle grotte della Federazione Speleologica Pugliese la registra come cavità artificiale con il numero PU_CA_0182 e uno sviluppo di 26 (unità non indicata nel brano) 12.
  • A poca distanza si trova la chiesa di San Vito, con una cripta messa in luce nel 1987 6,13.
  • La cripta compare nell'indice delle guide della Puglia pubblicate nel 2015 e nel 2017 14,15.
Le fonti non concordano

Su questi punti le fonti danno versioni diverse.

Datazione della cripta
XIII secolo per la scheda della Regione («duecentesca»), l'enciclopedia e il FAI 1,2,3; XIV secolo per Antonaci (1954) 4,5; Gianfreda (1995) riporta «Ortelle, nella Cripta, Madonna della Grotta (sec. XII)», riferito agli affreschi 8; CartApulia indica Basso Medioevo ed Età moderna e sembra dire che non è possibile ipotizzare il periodo (testo troncato) 6.
Interamente scavata o in parte costruita
La scheda della Regione, l'enciclopedia e il FAI la dicono ricavata interamente nella roccia 1,2,3; CartApulia la dice in parte costruita e in parte scavata nel banco tufaceo 6.
Affresco nel punto dell'altare di Santa Chiara
La scheda della Regione vi descrive una Trinità con gli Angeli (Eterno Padre, colomba, Spirito Santo, due angeli) 1; l'enciclopedia vi descrive l'Eterno Padre tra due angeli che protegge due figure femminili con un drappo a tre cerchi (Flagellazione, Crocifissione, Resurrezione), e colloca la Santissima Trinità sul pilastro dell'arco della navata destra 2.
Quarto altare di Santa Chiara
La scheda della Regione dà per certi quattro altari antichi, tra cui quello di Santa Chiara oggi scomparso 1; l'enciclopedia lo considera solo probabile 2.
La scheda della Regione Puglia

Alle porte di Ortelle, si trova la duecentesca cripta di origine bizantina, dedicata alla Madonna della Grotta, interamente ricavata dal banco di roccia tufacea, divisa in tre navate e scandita da altrettante arcate.

Rimaneggiata per praticare una seconda scala di accesso e un ambiente più ampio per contenere probabilmente un maggior numero di fedeli, o più semplicemente per esigenze funerarie, la chiesa ha perduto parte dell’ampia decorazione pittorica ma ha conservato il piccolo campanile posto sulla sommità della facciata meridionale.

Anticamente gli altari erano quattro: al centro quello della Madonna delle Grazie, a sinistra quello di Sant’Eligio con storie della sua vita, a destra i Santi Medici e, nella zona antistante la navata destra, sulla parete, Santa Chiara, oggi scomparso.

In corrispondenza dell’altare di Santa Chiara si trova oggi l’affresco della Trinità con gli Angeli, raffigurante l’Eterno Padre con le braccia protese al cielo trapunto di stelle, accompagnato da una colomba, dallo Spirito Santo e affiancato da due angeli.

Libri per approfondire
  • A. Medea, Gli affreschi delle cripte eremitiche pugliesi, II, 1939 6
  • C.D. Fonseca et alii, Gli insediamenti rupestri medievali nel Basso Salento, Galatina 1979, pp. 131-134 6,2
  • S. Ortese (a cura di), Ortelle. Cripta di Santa Maria della Grotta. Storia e restauri, Lupo Editore, Copertino 2009 6,2
  • S. Ortese (a cura di), Pittura tardo gotica nel Salento, Congedo Editore, Galatina 2014 6
  • A. Antonaci, Hydruntum Otranto, Galatina, Mariano 1954 4
  • C. De Giorgi, La provincia di Lecce – bozzetti di viaggio, ed. 1975 9
Fonti (15)

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