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Chiese e cripte Se piove

Cripta di Sant'Onofrio

Castrignano de' Greci (LE)

Cripta di Sant'Onofrio
Cripta di Sant'Onofrio
Foto Mirabilia Sistemi · Regione Puglia

Il racconto

La cripta di Sant'Onofrio si trova alle porte del centro storico di Castrignano de' Greci, in Largo Sant'Onofrio 1. È scavata interamente nel banco roccioso e ha due ambienti; nel più grande 18 colonne in pietra leccese sostengono la volta 1,3. La scheda regionale la data al VI secolo e la dice murata nell'Ottocento e riportata alla luce con gli scavi del 1965, ma la scheda CartApulia la colloca nell'alto Medioevo (VII-X secolo) 1,3. Secondo una segnalazione di utenti sarebbe chiusa al pubblico da alcuni anni 8.

Storia
  1. VI secoloincerto

    Secondo la scheda regionale, la cripta risale al VI secolo ed è il luogo di culto più antico del paese; prende il nome da un monaco eremita proveniente dall'Egitto.1,2

  2. Alto Medioevo (VII-X secolo)incerto

    CartApulia data la struttura all'alto Medioevo; una guida del 2000 la dice del X secolo ma più volte rimaneggiata.3,4,5

  3. 1275

    Sulla pila dell'acqua santa, incastonata nella roccia, è scolpita una data in lettere greche IBYZ, letta come 1275.1

  4. XVII-XVIII secolo

    Le due scalinate di accesso al vano più grande sono di età moderna, realizzate nel XVII-XVIII secolo.3,4

  5. XIX secolo

    La cripta viene murata.1

  6. 1965

    La cripta è riportata alla luce con gli scavi del 1965; i primi saggi rinvengono tombe basiliane con resti di scheletri umani e vari granai, detti «granili». Un sito locale indica come data dello scavo il 25 agosto 1965.1,6

  7. 2007incerto

    Un articolo del 2007 sui restauri a Castrignano riferisce piani per rendere visitabile la cripta dopo danni causati dall'acqua.7

Le date con il quadrato vuoto sono incerte: le riportano poche fonti o fonti non verificate.

Architettura e opere

La cripta, scavata nel banco roccioso con asse nord-sud, ha due ambienti 1,3. Vi si accede da due rampe di scale convergenti nel vano più grande, riservato ai fedeli, dove 18 colonne in pietra leccese sostengono la volta 1,3. L'altare è scolpito in un masso e degli affreschi restano poche tracce 1. Dietro l'altare, due passaggi nel muro divisorio portano al secondo vano, dove un'apertura nella volta è forse un antico accesso 1. Secondo una fonte locale gli affreschi a tempera raffigurano una Madonna e un santo ignoto 6; secondo un repertorio di eremi e chiese rupestri sono del XVI secolo 9.

La visita

Indirizzo: Largo Sant'Onofrio, 73020 Castrignano de' Greci 1. Secondo una segnalazione di utenti su una piattaforma di escursionismo (senza data) la cripta è chiusa al pubblico da alcuni anni 8; nessuna fonte ufficiale conferma orari o stato attuale.

Curiosità
  • Il nome deriva da un monaco eremita proveniente dall'Egitto 1.
  • La cripta è citata tra le chiese bizantine del Salento e, con le cripte di San Sebastiano e San Pietro a Sternatia, tra quelle della Grecìa Salentina 10,11,12.
Le fonti non concordano

Su questi punti le fonti danno versioni diverse.

Datazione della cripta
VI secolo (scheda regionale, guida 2015) 1,2; alto Medioevo, VII-X secolo (CartApulia) 3,4; X secolo, con rimaneggiamenti (guida del 2000) 5.
Data sulla pila dell'acqua santa
IBYZ in lettere greche, cioè 1275 (scheda regionale) 1; 1237 (guida del 2015) 2.
La scheda della Regione Puglia

Alle porte del centro storico di Castrignano de’ Greci, ha preso il nome da un monaco eremita proveniente dall’Egitto, la Cripta bizantina di Sant’Onofrio, il luogo di culto più antico del paese, risalente al VI secolo, murata nell’Ottocento e riportata nuovamente alla luce solo durante gli scavi del 1965.

Scavata nel banco roccioso, la cripta è costituita da due ambienti cui si accede attraverso due rampe di scale convergenti che immettono nel vano più grande in cui 18 colonne in pietra leccese sostengono la volta. L’altare è scolpito in un masso e degli affreschi sulle pareti rimangono poche tracce.

Dietro l’altare, due passaggi nel muro divisorio consentono di accedere al secondo vano in cui un’apertura nella volta rappresenta forse un antico accesso. Su di un lato è incastonata nella roccia la pila dell’acqua santa sulla quale è scolpita una data in lettere greche IBYZ (1275).

Con i primi saggi effettuati per individuare il luogo esatto della cripta, sono state rinvenute tombe basiliane con resti di scheletri umani e vari granai, i cosiddetti “granili”.

Libri per approfondire
  • A. Cotardo, Castrignano dei Greci, Galatina 1993.
  • C. De Giorgi, La provincia di Lecce. Bozzetti di viaggio, 1897.
  • Capone, Cripte salentine.
Fonti (12)

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