
Il racconto
La chiesa della Madonna del Carmine e l'ex convento degli Agostiniani si trovano alla periferia sud-ovest di Melpignano, in un ampio piazzale che ospita il concerto finale della Notte della Taranta 1,3. Una chiesa cinquecentesca fu assegnata nel 1573 ai frati agostiniani, che avviarono il convento; nel 1638 il padre Raffaele Monosi ne promosse la ricostruzione su progetto di Giuseppe Zimbalo 1,3. La chiesa fu completata nel 1662 3. Ha facciata barocca e interno a navata unica con sei cappelle 4,3. Il convento, in abbandono per decenni e poi restaurato in parte, ospita attività culturali 3.
Storia
1541
Nella visita pastorale del 1541 monsignor Pietro Antonio de Capua riferisce che la chiesa, di recente edificata per iniziativa dell'Università di Melpignano, dispone di una notevole dotazione immobiliare e che la nomina del cappellano spetta all'Università per volontà della Sede Apostolica 1.
1573
L'edificio è assegnato ai frati agostiniani appena giunti a Melpignano e nello stesso anno è avviata la costruzione del convento, che prima ebbe il titolo di Sant'Agostino e nei primi decenni del Seicento lo cambiò in Santa Maria del Carmine, titolo che la chiesa aveva sin dalla fondazione 1. L'opera rientra nella serie di conventi e monasteri voluti dalla Chiesa latina per affermare la propria presenza in un'area legata al rito greco 2,3.
1636-1638
Nel 1636, accresciuti prestigio e patrimonio del convento, ne è progettata la ricostruzione, avviata nel 1638, preceduta da lavori di sistemazione dell'attuale via Roma. Il cantiere è finanziato in gran parte dall'agostiniano melpignanese padre Raffaele Monosi, e i lavori sono appaltati al capomastro di Corigliano Francesco Manuli 1. Il progetto è dell'architetto leccese Giuseppe Zimbalo 4,3.
1644
1656
Padre Monosi ordina allo scultore alessanese Placido Buffelli l'altare di San Nicola da Tolentino per la chiesa in costruzione 1,3.
1662
La chiesa è completata 3.
1981
Il 15 dicembre 1981 l'ex convento è inserito nell'elenco dei beni di ente pubblico o ecclesiastico (art. 4 della L. 1089/1939) 6.
Dopo la soppressione
Il convento resta in abbandono per decenni, poi subisce alcuni restauri ed è usato per attività culturali 3.
Architettura e opere
La chiesa è in muratura a vista di conci di pietra leccese; la facciata è indicata come esempio della maestria di Giuseppe Zimbalo 1. Il prospetto è diviso in due ordini da una cornice marcapiano; nel primo ordine quattro colonne scanalate inquadrano il portale architravato 7. Il portale ha due coppie di colonne su basamenti ruotati di 45 gradi che sorreggono la trabeazione sormontata dalla statua in pietra della Madonna del Carmelo; ai lati, due nicchie ospitano le statue di Sant'Agostino e Santa Monica 4,3. L'ordine superiore ha una finestra con timpano arcuato e volute con busti di cherubini 3. L'interno è a navata unica con sei cappelle laterali e conserva il coro cinquecentesco dietro l'altare maggiore, dedicato alla Vergine del Carmine; gli altari minori sono della metà del Seicento, tra cui quello di San Nicola da Tolentino del 1656 di Buffelli 3. Il convento ha un chiostro con colonnato e molte incisioni in latino e un pozzo con l'aquila bicefala, segno della famiglia Castriota Scanderbeg 4,3. La parete d'ingresso del convento è sormontata da una balaustra a nove archi che richiama il palazzo vescovile di Lecce 1.
La visita
Indirizzo: via Giuseppe Garibaldi 61, 73020 Melpignano 4. Il convento è usato per attività culturali 3. Nessuna fonte ufficiale consultata fornisce orari di apertura. Una scheda del censimento FAI segnala la necessità di restauro di facciate, pavimenti e interno della chiesa per infiltrazioni d'acqua; la fonte è una sintesi di pagina 8.
Curiosità
Le fonti non concordano
Su questi punti le fonti danno versioni diverse.
- Data di edificazione del complesso
- La scheda regionale lo dice edificato nel 1573 e ristrutturato dal 1638 4; BeWeB e Wikipedia distinguono una chiesa già esistente nel 1541, assegnata agli Agostiniani nel 1573, e un convento avviato nello stesso anno 1,3.
- Titolo del convento
- Convento degli Agostiniani con chiesa del Carmine; il convento ebbe dapprima il titolo di Sant'Agostino e poi, nei primi decenni del Seicento, quello di Santa Maria del Carmine 1.
La scheda della Regione Puglia
La Chiesa e il Convento degli agostiniani di Melpignano fanno da sfondo al celebre concerto della Notte della Taranta.
L’ingresso della chiesa è caratterizzato da due coppie di colonne che sorreggono una trabeazione sormontata dalla statua della Madonna del Carmelo mentre ai lati del portone due nicchie ospitano quelle di Sant’Agostino e Santa Monica. L’interno a navata unica è impreziosito da sei altari laterali.
L’adiacente convento conserva ancora il bel chiostro ricco di incisioni in latino e il pozzo con l’aquila a due teste, simbolo della famiglia Castriota Scanderberg.
Il complesso, edificato nel 1573, fu affidato all’ordine degli Agostiniani e nel 1638 padre Monosi ne commissionò la ristrutturazione degli edifici su progetto di Giuseppe Zimbalo, donando così il fasto barocco e facendolo diventare uno dei monumenti religiosi più belli del Salento.
Libri per approfondire
Fonti (11)
Il racconto è scritto solo da queste fonti: i numeri nel testo rimandano qui. Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026.
- 1.BeWeB (CEI): Chiesa della Madonna del Carmine · istituzionale
- 2.CartApulia (Regione): Complesso degli Agostiniani (età moderna) · istituzionale
- 3.Wikipedia (it): Convento degli Agostiniani (Melpignano) · enciclopedia
- 4.Regione Puglia, scheda del luogo (viaggiareinpuglia.it) · istituzionale
- 5.Ex Convento degli Agostiniani — il Tacco di Bacco · web
- 6.Vincoli in Rete (MiC): EX CONVENTO DEGLI AGOSTINIANI · istituzionale
- 7.CartApulia (Regione): Complesso degli Agostiniani - chiesa del Carmine (età moderna) · istituzionale
- 8.Convento degli Agostiniani — FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano (I Luoghi del Cuore) · istituzionale
- 9.Melpignano (wikipedia-it) · enciclopedia
- 10.Melpignano (wikivoyage-it) · enciclopedia
- 11.FAI I Luoghi del Cuore: CONVENTO DEGLI AGOSTINIANI · web
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Approfondisci
- Bene tutelato · dal 15 dicembre 1981Di interesse culturale dichiarato
- CartApulia · Carta dei Beni Culturali della Puglia
- FAI · I Luoghi del Cuore
- Wikipedia