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Cripta di San Sebastiano

Sternatia (LE)

Cripta di San Sebastiano
Cripta di San Sebastiano
Foto Iris Soc. Coop. · Regione Puglia

Il racconto

La cripta di San Sebastiano si trova alle porte dell'abitato di Sternatia, in via Neviera, ed è interamente scavata nel banco tufaceo 3,9. Ha due navate con un pilastro centrale e conserva affreschi, iscrizioni votive in greco e una sinopia in terra rossa della Resurrezione, indicata come unica sinopia nelle cripte salentine 3,5. La datazione varia secondo le fonti: anno Mille, secoli IX-XII o XII-XIII 3,1,4. È dichiarata di interesse culturale dal 1978 1; dopo un recente restauro ne sono stati riletti il ciclo pittorico e le iscrizioni 7.

Storia
  1. IX-XII secolo

    La scheda di Vincoli in Rete del Ministero indica il bene come cripta basiliana dei secoli IX-XII 1.

  2. IX-XI secoloincerto

    Secondo alcune fonti web (sintesi della pagina del Touring Club) la cripta sarebbe stata scavata tra IX e XI secolo 2.

  3. Anno Mille

    La scheda regionale la descrive come antico insediamento basiliano risalente all'anno Mille 3.

  4. XII-XIII secolo

    CartApulia data la cripta al XII-XIII secolo d.C. (Basso Medioevo), con rimando a Fonseca, La civiltà rupestre in Puglia (1980) 4.

  5. 1509-1510

    Nella cripta vi sono tre iscrizioni in greco: una ricorda un protopapa Pasquale e due sono datate al 7018, cioè 1509-1510; in queste ultime non sono riconoscibili i nomi dei donatori 5.

  6. 1661incerto

    La sintesi della pagina del Touring Club cita il rito bizantino fino al 1661, senza che sia chiaro se riferito alla cripta o al paese; la pagina non è stata letta direttamente 2.

  7. 13 maggio 1978

    Dichiarazione di interesse culturale (vincolo diretto) ai sensi della L. 1089/1939, artt. 2 e 3 1.

  8. 2002-2003incerto

    Secondo la sintesi della scheda di catalogo ministeriale ICCD3503072, nel 2002-2003 è registrato un restauro; il documento non è stato letto ed è da verificare 6.

Mostra altre 1 date
  1. 2023-2024

    Roberta Durante rilegge il ciclo pittorico e alcune iscrizioni della cripta, definita oggetto di recente restauro (2023) 7, e ne riedita alcune iscrizioni devozionali in uno studio del 2024 8.

Le date con il quadrato vuoto sono incerte: le riportano poche fonti o fonti non verificate.

Architettura e opere

La cripta è interamente scavata nel banco tufaceo. Quattro gradini conducono all'interno, che è diviso in due navate con un pilastro al centro. L'iconostasi non c'è più, ma si riconoscono nicchie, basamenti e mense per gli oggetti della celebrazione 3. Dell'apparato decorativo restano immagini sacre: San Sebastiano affrescato sul pilastro centrale, con un'iscrizione votiva, San Francesco, una Madonna col Bambino e l'Annunciazione 3. Si conserva anche l'abbozzo in terra rossa di un affresco della Resurrezione mai realizzato, indicato come unica sinopia nelle cripte salentine 3. Le iscrizioni in greco sono tre: una ricorda un protopapa Pasquale, due sono datate 1509-1510 5. Secondo alcune fonti web (Touring Club) vi sarebbero anche una Trinità e tre immagini del santo 2. La cripta è citata, con rimando a Fonseca, Bruno, Ingrosso, Marotta 1979, in uno studio sull'iconografia degli angeli 10.

La visita

La scheda regionale indica l'indirizzo in via Neviera 73, Sternatia 3. Un volume del 1997 sulla catalogazione dei beni archeologici la colloca all'incrocio tra via Neviera e via Drago, in un giardino di proprietà privata 11. Nessuna fonte consultata fornisce orari o modalità di apertura: prima di una visita conviene verificare l'accessibilità.

Curiosità
  • A Sternatia c'è anche una seconda cripta affrescata, quella di San Pietro 12,13.
Le fonti non concordano

Su questi punti le fonti danno versioni diverse.

Datazione della cripta
Anno Mille 3; secoli IX-XII, dalla scheda di vincolo 1; XII-XIII secolo 4; tra IX e XI secolo, secondo una sintesi del Touring Club 2.
La scheda della Regione Puglia

Alle porte del centro abitato di Sternatia, è interamente scavata nel banco tufaceo, la cripta di San Sebastiano, antico insediamento basiliano risalente all’anno Mille.

Sono quattro gradini a condurre all’interno, diviso in due navate, con un pilastro al centro. Non è più presente l’iconostasi ma si possono riconoscere nicchie, basamenti e mense per porre gli oggetti della celebrazione.

Del ricco apparato decorativo di un tempo, si distinguono ancora immagini sacre come quella di San Sebastiano, affrescata sul pilastro centrale, insieme a un’iscrizione votiva, San Francesco, una Madonna col Bambino, l’Annunciazione.

Nella cripta si conserva un unicum, ovvero l’abbozzo in terra rossa di un affresco mai realizzato della Resurrezione, unica sinopia presente nelle cripte salentine.

Libri per approfondire
  • Roberta Durante, Iscrizioni e affreschi nella cripta di San Sebastiano a Sternatia, 2023 7
  • Roberta Durante, Epigrafia bizantina in pittura. Santa Marina a Muro Leccese, Santa Maria di Cerrate a Lecce, San Sebastiano a Sternatia, 2024 8
  • C. D. Fonseca et alii, Gli insediamenti rupestri medioevali nel Basso Salento, 1979 14
  • Fonseca C.D., La civiltà rupestre in Puglia, in La Puglia tra Bisanzio e l'Occidente, 1980 4
  • N. Lavermicocca, Puglia Bizantina, 2012 14
  • Mario Cazzato, Antonio Costantini, Grecia Salentina – arte, cultura e territorio, 1996 9
Fonti (14)

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