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Bios Taras - Museo di Storia Naturale

Taranto (TA)

Il racconto

Il Museo di storia naturale "Bios Taras" è un museo scientifico di Taranto, in Corso Umberto I 160, con oltre 4000 reperti tra conchiglie, minerali, insetti e altri preparati biologici 1,2. Secondo la scheda regionale e Wikipedia nasce alla fine degli anni Sessanta (1968 per Wikipedia) per iniziativa dei coniugi Cataldo Bianchi e Anna Fiorenza, con il contributo del biologo Pietro Parenzan 1,2. La scheda del Ministero della Cultura lo descrive come nato per fornire a università e scuole reperti del mondo animale, vegetale e minerale 9. La stessa scheda, aggiornata nel 2015, lo dava temporaneamente chiuso 9, mentre un'altra scheda ministeriale, senza data, indica l'apertura su richiesta 10.

Storia
  1. 1968

    Il museo è fondato per la passione scientifica dei coniugi Cataldo Bianchi e Anna Fiorenza e con il contributo di Pietro Parenzan, allora professore all'Università di Napoli e direttore dell'Istituto talassografico di Taranto. La scheda regionale colloca la nascita alla fine degli anni Sessanta, Wikipedia nel 1968.1,2

  2. 1970-1976

    Pietro Parenzan pubblica a Taranto, presso l'editore Bios Taras, la Carta d'identità delle conchiglie del Mediterraneo (vol. 1 Gasteropodi 1970; vol. 2 Bivalvi 1974 e 1976).3,4,5,6,7

  3. Giugno 1977

    Il museo, che in origine si trovava in via Roma 12, è trasferito nella sede attuale di Corso Umberto 160. Alla cerimonia inaugurale partecipa l'arcivescovo Guglielmo Motolese; i coniugi Bianchi donano all'arcidiocesi le due valve di Tridacna gigas, oggi acquasantiere nel vestibolo della concattedrale di Taranto.2

  4. 2014

    Il blog ufficiale del museo documenta mostre itineranti di farfalle e insetti nelle scuole (Frascolla e Colombo) e in manifestazioni cittadine come Bibliopride e Isola che Vogliamo.8

  5. 2015

    La scheda ministeriale, aggiornata al 16 novembre 2015, indica il museo come temporaneamente chiuso fino a nuove disposizioni.9

Architettura e opere

Il museo è nel quartiere Borgo, in zona centrale, a ridosso dell'isola pedonale 2. Le collezioni comprendono più di 4000 reperti da tutti i continenti 1,2. Entomologia: la Kallima inachus, lepidottero che imita una foglia secca, l'Attacus atlas (farfalla cobra) con un'apertura alare di circa 25 cm, il coleottero Dynastes hercules e lo scorpione gigante Pandinus imperator, di circa 20 cm 1,2. Mineralogia: rocce, minerali e un esemplare di meteorite 1,2. Malacologia: il Nautilus pompilius 1,2 e conchiglie esotiche del Mar Rosso 9,10. Le schede ministeriali citano anche rettili e pesci di profondità 9,10.

La visita

Indirizzo: Corso Umberto I 160, 74123 Taranto 1. Secondo la scheda del Ministero della Cultura (aggiornata nel 2015) il museo era temporaneamente chiuso fino a nuove disposizioni 9; un'altra scheda dello stesso ministero, senza data, indica l'apertura su richiesta 10. Prima di una visita conviene verificare lo stato attuale presso il museo.

Curiosità
  • Il Nautilus pompilius ha ispirato, secondo le schede, il nome del sommergibile del romanzo di Jules Verne Ventimila leghe sotto i mari 1,2.
  • Le due valve di Tridacna gigas donate dal museo sono diventate acquasantiere della concattedrale di Taranto 2.
Le fonti non concordano

Su questi punti le fonti danno versioni diverse.

Nome del fondatore
Cataldo Bianchi secondo la scheda regionale e Wikipedia 1,2; Aldo Bianchi secondo la scheda ministeriale 9.
Nome del biologo
Pietro Parenzan secondo la scheda regionale, Wikipedia e il catalogo SBN 1,2,6; "Paolo Parenzan" nella scheda ministeriale 9.
Stato di apertura
Temporaneamente chiuso fino a nuove disposizioni (scheda aggiornata nel 2015) 9; apertura su richiesta 10.
Misure degli esemplari
Pandinus imperator lungo più di 20 cm secondo la scheda regionale 1, fino a 20 cm secondo Wikipedia 2; apertura alare dell'Attacus atlas di circa 25 cm 1 o di più di 25 cm 2.
La scheda della Regione Puglia

Il Museo di Storia Naturale “Bios Taras” nasce alla fine degli anni ‘60 grazie all’entusiasmo ed alla passione per le Scienze dei coniugi Cataldo Bianchi ed Anna Fiorenza oltre che al contributo del noto biologo Pietro Parenzan, allora Professore presso l’Università di Napoli, nonché direttore dell’Istituto Talassografico di Taranto ed autore dell’opera “Carta d’Identità delle Conchiglie del Mediterraneo”, un vero vademecum per gli studiosi di Malacologia di tutto il mondo.

Nel museo sono raccolti più di 4000 reperti scientifici provenienti da tutti i continenti come conchiglie, minerali, preparati biologici di varia natura ed in particolare farfalle ed insetti sia nostrani che esotici. Tra gli esemplari presenti nel Museo è possibile osservare la Kallima inachus, Lepidottero che imita alla perfezione una foglia secca, oppure l'Attacus atlas (o Farfalla Cobra) la cui apertura alare è di circa 25 centimetri. Tra i Coleotteri, poi, il Dynastes hercules capace di trasportare notevoli pesi con una sorta di pinza che gli ha fornito la Natura ed infine un gigantesco scorpione, il Pandinus imperator, lungo più di 20 centimetri.

Nella sezione mineralogia si può ammirare, oltre che rocce e minerali dalle varie forme e dimensioni, anche un esemplare di meteorite; nella sezione malacologia fa bella mostra di sé il Nautilus pompilus, Cefalopode la cui particolare conchiglia ha ispirato il nome del sommergibile nel romanzo di Giulio Verne “20.000 leghe sotto i mari”.

Libri per approfondire
  • Pietro Parenzan, Carta d'identità delle conchiglie del Mediterraneo, vol. 1 Gasteropodi, Taranto, Bios Taras, 1970
  • Pietro Parenzan, Carta d'identità delle conchiglie del Mediterraneo, vol. 2 Bivalvi, parte 1 (1974) e parte 2 (1976), Taranto, Bios Taras
Fonti (10)

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