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Archéologie

Dolmen di Montalbano

Fasano (BR)

Dolmen di Montalbano
Dolmen di Montalbano
Photo Pietro Crivelli · Regione Puglia

Traduit automatiquement de l'italien.

La région de Montalbano di Fasano est parsemée de nombreuses incisions torrentielles, appelées lame. Le long de l'un de ces cours d'eau temporaires, dans la localité de Pisco Marano, s'élève l'une des témoignages les plus significatifs de la civilisation mégalithique : le dolmen de Montalbano, une structure constituée de deux dalles latérales en calcaire supportant une dalle de couverture.\n\nLe dolmen remonte probablement au premier âge du bronze, vers 2000-1500 av. J.-C.. Il reste toujours solide dans sa structure, malgré les altérations subies au fil du temps, dont la disparition très récente du dromos, le couloir d'accès au monument. Sur ses fonctions et son but, diverses hypothèses ont été élaborées, liées à des rites magiques ou religieux, à des observations astronomiques ou au culte des morts. Selon l'une des interprétations les plus accréditées, les dolmens (littéralement « tables de pierre », du breton dol = table et men = pierre) étaient des autels sacrificiels. Pour d'autres chercheurs, il s'agissait plutôt de constructions funéraires rudimentaires mais imposantes. En ce sens, le dolmen de Montalbano représenterait l'une des premières témoignages du culte des morts dans toute la région environnante.\n\nLe monument est également connu sous le nom de Tavola dei paladini.

L’histoire

Pour l’instant, ce texte n’est disponible qu’en italien.

Il dolmen di Montalbano è un monumento megalitico in località Pisco Marano, nel territorio di Fasano, lungo una lama. 1 È formato da lastroni calcarei laterali che reggono una tavola di copertura e viene datato probabilmente alla prima Età del Bronzo, intorno al 2000-1500 a.C. 1,2 Il monumento ha subito manomissioni, tra cui la perdita del tumulo e del dromos. 1,2 Sulla sua funzione si sono fatte ipotesi diverse: altare sacrificale, sepolcro, osservazione astronomica. 1 È noto anche come «Tavola dei paladini». 1,4

Histoire
  1. Prima Età del Bronzo, circa 2000-1500 a.C.

    Costruzione del dolmen, datata in via probabile dalla scheda regionale alla prima Età del Bronzo, intorno al 2000-1500 a.C.; il Catalogo generale lo colloca nell'Età del Bronzo senza date più precise.1,2

  2. Epoca non precisata

    Il dolmen doveva essere ricoperto da un tumulo di pietra e terra, distrutto da uno dei proprietari. Davanti alla cella restano due spezzoni di lastre che suggeriscono un dromos, asportati di recente da lavori di aratura.2

  3. 1360incertain

    Secondo la sintesi di una guida online senza fonti citate, il dolmen è menzionato per iscritto per la prima volta nel 1360, e da questa menzione deriverebbe il nome della zona Pisco Marano.3

  4. Età contemporanea, recente

    La scheda regionale segnala la «recentissima» scomparsa del dromos; il testo non indica l'anno.1

Les dates avec un carré vide sont incertaines : peu de sources, ou des sources non vérifiées, les rapportent.

Architecture et œuvres

La struttura poggia su un lieve rialzo di terra. 2 La scheda regionale la descrive con due lastroni calcarei laterali che reggono una tavola di copertura; il Catalogo generale parla di tre lastroni sormontati da una grande tavola che copre la cella solo parzialmente. 1,2 Il dromos, il corridoio di accesso, è oggi perduto. 1,2 Il Catalogo precisa che questo elemento caratterizza di solito i dolmen della Puglia centrale, a differenza degli esemplari salentini. 2 Una voce di atlante lo descrive come due lastre laterali e una di copertura. 5

Légendes et traditions

Il monumento è chiamato anche «Tavola dei paladini». 1,4,6 Sul suo scopo sono state avanzate ipotesi legate a riti magici o religiosi, a osservazioni astronomiche o al culto dei morti. 1 Secondo una delle letture più accreditate i dolmen erano altari sacrificali, per altri studiosi erano costruzioni sepolcrali. 1 La scheda regionale aggiunge che, in questo secondo caso, il dolmen di Montalbano sarebbe una delle prime testimonianze del culto dei morti nell'area. 1

Antiquité

Il monumento appartiene alla civiltà megalitica del Bronzo pugliese, che la scheda regionale colloca nella prima Età del Bronzo. 1 Le fonti raccolte non descrivono scavi o materiali di corredo.

Nature

Secondo il dato raccolto sulle aree protette, il sito ricade nel Parco naturale regionale Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo. 7 Le osservazioni entro mezzo chilometro registrate su GBIF riportano 9 specie, tra cui la lucertola campestre, indicata come protetta ed endemica. 8 La zona di Montalbano è solcata da incisioni torrentizie dette lame. 1

La visite

Indirizzo: località Pisco Marano, Fasano. 1 Si raggiunge percorrendo la SS 16 nel tratto Fasano-Ostuni, in direzione mare. 4,9 Una scheda web (Museionline) indica accesso libero e gratuito, informazione da verificare. 10 Nelle fonti non ci sono orari o avvertenze ufficiali.

Curiosités
  • Un forum di visitatori di un tour dei siti megalitici pugliesi paragona l'ingresso del dolmen a quello dei dolmen gallesi (St Lythans). 11
  • Il catasto delle grotte FSP censisce una «Grotta dei Paladini (Grotta del Dolmen di Montalbano)», artificiale, sviluppo 27; la scheda raccolta è troppo breve per chiarire il rapporto con il dolmen. 12
Quand les sources divergent

Sur ces points, les sources donnent des versions différentes.

Struttura
Due lastroni laterali e una tavola di copertura secondo la scheda regionale e l'atlante Vici 1,5; tre lastroni sormontati da una tavola secondo il Catalogo generale 2.
Datazione
Prima Età del Bronzo, circa 2000-1500 a.C. secondo la scheda regionale 1; circa 4000 anni fa secondo FAI Luoghi del Cuore 13, sostanzialmente compatibile.
Località
Località Pisco Marano nella scheda regionale 1; contrada «occhio piccolo» presso l'abitato di Montalbano nelle voci Wikipedia e Wikivoyage su Ostuni 6,14.
Dromos
La scheda regionale parla di recentissima scomparsa del dromos 1; il Catalogo parla di spezzoni di lastre che suggeriscono un dromos, asportati da lavori di aratura 2.
Nome «Tavola dei Paladini»
Nelle fonti sul dolmen indica questo monumento 1,4; nel brano di Lenormant (1883) la stessa espressione designa un tempio greco di Metaponto, dunque un oggetto diverso 15.
Pour aller plus loin
  • Paolo Malagrinò, Dolmen e menhir in Puglia, 1982.
  • Toti Calò, Pietre: architetture megalitiche di Puglia, 1999.
  • R. Striccoli, Dolmen e sepolcri a tumulo nella Puglia centrale, 1989.
  • L. Corsini, Salento megalitico, 1986.
  • M. Gervasio, I dolmen e la civiltà del Bronzo nelle Puglie, 1913.
  • F. Biancofiore, L'età del Bronzo nella Puglia centro-settentrionale, 1979.
Sources (15)

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