
Traduit automatiquement de l'italien.
De la glorieuse Magna Graecia, dont Tarente était la capitale incontestée, il ne reste aujourd’hui que les colonnes du Temple de Poséidon, sur la Piazza Castello.\n\nConstruit par les Grecs en l’honneur du dieu de la mer au Ve siècle av. J.-C., il ne reste du temple antique que deux colonnes de l’ordre dorique et une base avec trois tambours, réalisés en carpare local, extrait de l’acropole même de la ville.\n\nHautes chacune de 8,47 mètres, elles ont un diamètre de légèrement plus de deux mètres.\n\nUne étude minutieuse de la zone entourant les colonnes laisse supposer que le temple était orienté vers le canal navigable et qu’il était soutenu par six colonnes sur les côtés courts et treize sur les côtés longs.\n\nLe profil du chapiteau, ainsi que la conformation des « rondelles », très basses et empilées sans axe central, font remonter les artefacts au début du Ve siècle av. J.-C. La présence d’une petite fosse près des colonnes et les traces présentes sur ses bords laissent penser à l’existence d’un pavage et d’une élévation en bois appartenant à un premier édifice de culte, en briques crues et matériaux périssables, œuvre des premiers colons spartiates, vers la fin du VIIIe siècle av. J.-C.\n\nLes ruines, rendues à la vie dans les années soixante-dix, étaient intégrées à l’Église de la Très Sainte Trinité, dans la cour de l’Oratoire des Trinitaires, dans la Maison Mastronuzzi et dans le Couvent des Célestins. \n\nC’est l’archéologue Luigi Viola, après des études approfondies, qui a attribué le culte de Poséidon à ce temple.\n\nAu Xe siècle, les restes du temple auraient abrité un lieu de culte chrétien, tandis qu’à partir du XIVe siècle, une partie de la zone a été utilisée à des fins productives avec des bassins de décantation de l’argile et de petits fourneaux.
L’histoire
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Le colonne doriche in piazza Castello, nel centro storico di Taranto, sono i resti di un tempio greco: due colonne in piedi e la base con tre rocchi di una terza, in carparo locale 2,8,3. Le fonti datano il tempio al primo quarto del VI secolo a.C., con tracce di un edificio di culto più antico della fine dell'VIII secolo a.C. 3,2. L'attribuzione a Poseidone, proposta da Luigi Viola a fine Ottocento, è oggi ritenuta poco probabile: si pensa piuttosto a una divinità femminile come Artemide, Persefone o Hera 3,9,6. I resti furono inglobati per secoli in chiese e conventi e in parte dispersi, e sono tornati visibili solo negli anni Settanta del Novecento 2,3.
Histoire
VII secolo a.C.
Nell'area del tempio, corrispondente all'angolo sud-est dell'acropoli greca, i saggi del 1972 hanno individuato tracce di frequentazione precoloniale, con frammenti di ceramica geometrica e di impasto; sopra di esse si trovano i livelli della presenza greca, dalla metà o dalla fine dell'ultimo quarto del VII secolo a.C. 1.
Fine dell'VIII secolo a.C.incertain
Una piccola fossa vicino alle colonne e le tracce ai suoi bordi fanno pensare a un pavimento e a un'alzata in legno di un primo edificio di culto, in mattoni crudi e materiale deperibile, opera dei primi coloni spartani 2,3.
Primo quarto del VI secolo a.C.
Risale a questo periodo il tempio periptero dorico; si ritiene che la peristasi dorica sia dovuta a una fase di espansione successiva alla cella, perché nelle fondazioni non ci sono connessioni costruttive con il nucleo più antico 3,4.
Fine del III secolo a.C.incertain
L'area sacra sarebbe stata abbandonata definitivamente quando i Romani conquistarono la città 3.
VI secolo d.C.incertain
L'area viene riutilizzata con silos e granai, quando la popolazione si ritirò nella penisola per motivi difensivi 3.
X secoloincertain
I resti del tempio avrebbero ospitato un luogo di culto cristiano 2,3.
Dal XIV secolo
Una parte dell'area è usata per attività produttive, con vasche di decantazione dell'argilla e piccole fornaci 2,3.
1700-1729
Nel 1700 erano ancora visibili dieci spezzoni di colonne; furono rimossi e andarono dispersi durante il rifacimento del convento nel 1729 3.
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Fine dell'Ottocento
L'archeologo Luigi Viola studia i resti e attribuisce il tempio al culto di Poseidone 2,3,5.
1926 e 1973
Altri reperti vanno dispersi con la demolizione del convento nel 1926 e della vicina chiesa nel 1973 3.
Anni Settanta del Novecento
I ruderi, che erano inglobati nella chiesa della Santissima Trinità, nel cortile dell'Oratorio dei Trinitari, nella Casa Mastronuzzi e nel convento dei Celestini, sono restituiti alla vista 2,3,6.
1988
Il 22 febbraio 1988 viene emessa la dichiarazione di interesse culturale (vincolo diretto) per i resti del tempio dorico 7.
Les dates avec un carré vide sont incertaines : peu de sources, ou des sources non vérifiées, les rapportent.
Architecture et œuvres
Restano due colonne dorice della peristasi settentrionale, su un basso crepidoma, più una base con tre rocchi, in carparo cavato nelle immediate vicinanze 8,3. Ogni colonna è alta 8,47 metri, con diametro di 2,05 metri e interasse di 3,72 metri 3,4. Alcuni frammenti di rocchi, di dimensioni diverse e con scanalature più accentuate, hanno fatto ipotizzare un colonnato interno 8. Il profilo del capitello e i rocchi molto bassi, sovrapposti senza perno centrale, fanno risalire le colonne agli inizi del V secolo a.C. 2,3. Dal calcolo del rapporto tra ampiezza della peristasi e interasse si ipotizza un fronte rivolto verso il canale navigabile, con sei colonne sui lati corti e tredici sui lunghi 2,3. Il saccheggio e il riuso dei materiali hanno reso impossibile definire la planimetria esatta 3. Resti della peristasi sono stati individuati nel chiostro e nelle cantine del Monastero di San Michele, accanto a Palazzo di Città 3.
Légendes et traditions
Antiquité
Le colonne appartengono all'acropoli della Taras greca, città fondata nel 706 a.C. secondo Pleiades 12. L'attribuzione a Poseidone è discussa: Pleiades lo dice inizialmente attribuito a Poseidone, ma potrebbe essere stato dedicato a un'altra divinità 9. Secondo Italia.it la dedica è probabilmente femminile, a Persefone 6. Un articolo del 2023 su Axon riapre la discussione sull'attribuzione cultuale del tempio, a partire da due graffiti vascolari dell'acropoli 13. Janet Ross (1889) vide una colonna e un frammento di un'altra incastrati nel muro del cortile dell'oratorio della Trinità in Strada Maggiore, e ritenne che appartenessero al tempio di Poseidone 14.
La visite
Curiosités
- Secondo Wikipedia il tempio è il più antico della Magna Grecia e l'unico luogo di culto greco ancora visitabile nel Borgo Antico 3,4.
- La guida del MArTA segnala nei rocchi bassi i fori rettangolari per le impalcature 16.
- Le colonne sono state oggetto di un rilievo con fotogrammetria e laser scanner terrestre (Capra, Costantino, Maggi, 2003) 17,18.
Quand les sources divergent
Sur ces points, les sources donnent des versions différentes.
Pour aller plus loin
- Patrizia De Luca, Il Centro Storico di Taranto: l'Isola, Scorpione Editrice, Taranto, 2004 3
- Enzo Lippolis, Monica Liviadotti, Giorgio Rocco, Architettura greca. Storia e monumenti del mondo della polis dalle origini al V secolo, Bruno Mondadori, 2007 3
- Laura Rizzo, Tempio dorico di Taranto, 1998 21
- Claudio De Cuia, Il monumento greco di Taranto (Le colonne del tempio di Poseidone), 1981 21
- Federico Giletti, Due nuovi graffiti vascolari dall'acropoli di Taranto e il problema dell'attribuzione del Tempio Dorico, Axon, 2023 13
- Robert Koldewey, Otto Puchstein, Die griechischen Tempel in Unteritalien und Sicilien, Berlin 1899 20
Sources (21)
Le récit s’appuie uniquement sur ces sources : les numéros du texte y renvoient. Dernière mise à jour : 21 octobre 2026.
- 1.Geoportale Nazionale per l'Archeologia: Piazza Castello - Tempio di Poseidon · institutionnelle
- 2.Regione Puglia, scheda del luogo (viaggiareinpuglia.it) · institutionnelle
- 3.Wikipedia (it): Tempio di Poseidone (Taranto) · encyclopédie
- 4.Wikipedia (en): Temple of Poseidon (Taranto) · encyclopédie
- 5.Luigi Viola (wikipedia-it) · encyclopédie
- 6.Tempio dorico di Taranto — Italia.it (ENIT) · institutionnelle
- 7.Vincoli in Rete (MiC): (RESTI) TEMPIO DORICO · institutionnelle
- 8.Catalogo generale dei Beni Culturali: tempio, pagano, Tempio dorico (resti) (SECOLI/ VI a.C) · institutionnelle
- 9.Fonti antiche: Greek Temple at Taras (luogo del luogo) · étude
- 10., Gazette Archéologique 1881-1882 (1881) — brano OCR · livre
- 11.Lenormant, François, 1837-1883, La grande-Grèce, paysages et histoire (1881) — brano OCR · livre
- 12.Fonti antiche: Taras (parte del luogo) · étude
- 13.Officina di IG XIV2 - Due nuovi graffiti vascolari dall'acropoli di Taranto e il problema dell'attribuzione del Tempio Dorico — Axon, Edizioni Ca' Foscari (Federico Giletti, 2023), open access CC BY […] · web
- 14.Ross, Janet, 1842-1927, The land of Manfred, prince of Tarentum and king of Sicily. Rambles in remote parts of southern Italy, with special reference to their historical associations (1889) — brano […] · livre
- 15.Visita al complesso di San Domenico e tempio greco — Ministero della Cultura · institutionnelle
- 16.What to see in Taranto — MArTA - Museo Archeologico Nazionale di Taranto · institutionnelle
- 17.Alessandro Capra, Domenica D. Costantino, R. Maggi, Applicazioni di fotogrammetria e laser scanner terrestre alle colonne del tempio di Poseidone, Taranto. (2003) · étude
- 18.A. CAPRA, COSTANTINO, Domenica, R. MAGGI, Applicazioni di fotogrammetria e laser scanner terrestre alle colonne del tempio di Poseidone, Taranto. (2003) · étude
- 19.The columns of the temple of Poseidon in Taranto — VisitItaly (Irene D'Alò, aggiornato 13/06/2019) · web
- 20.Wikipedia (de): Poseidontempel (Tarent) · encyclopédie
- 21.Catalogo SBN: libri sul luogo · livre
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