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Chiese e cripte Se piove

Santuario di Santa Maria della Lizza

Alezio (LE)

Santuario di Santa Maria della Lizza
Santuario di Santa Maria della Lizza
Foto Lupiae · Regione Puglia

Il racconto

Il Santuario di Santa Maria della Lizza, o dell'Alizza, sorge nel centro di Alezio, in via del Santuario 71, ed è dedicato alla patrona del paese 1,3. Fu edificato tra la seconda metà del XII e la prima metà del XIII secolo in epoca normanno-sveva 2,3. Nel Duecento angioino la chiesa servì per qualche tempo da sede della diocesi di Gallipoli, dopo la distruzione della città; ha un pronao turrito attribuito a Carlo I d'Angiò 2,3. All'interno conserva affreschi di tre fasi, tra il XII e il XVI secolo, e tele attribuite a Gian Domenico Catalano e alla sua scuola 3. Nel sottosuolo c'è un cimitero ipogeo riemerso negli anni Sessanta del Novecento 1; il bene è di interesse culturale dichiarato 6.

Storia
  1. XII-XIII secolo

    La chiesa fu edificata in epoca normanno-sveva, tra la seconda metà del XII e la prima metà del XIII secolo; uno degli affreschi, di stile basiliano, porterebbe a una datazione anteriore di circa due secoli.1,2,3

  2. 1268-1269

    Dopo l'assedio di Gallipoli da parte di Carlo I d'Angiò la chiesa divenne per qualche tempo sede episcopale, intitolata a Santa Maria de Cruciata; l'episodio è documentato da una lettera di papa Giovanni XXII a Milezio, vescovo di Gallipoli.2,3

  3. Seconda metà del XIII secolo

    Il pronao turrito fu costruito, secondo le fonti, all'epoca di Carlo I d'Angiò e per scopi difensivi.1,2,3

  4. XIV secoloincerto

    La scheda CartApulia ritiene invece che il protiro fu costruito probabilmente nel XIV secolo (dopo il 1330?).4

  5. XV-XVI secolo

    Gran parte degli affreschi superstiti fu eseguita in questi due secoli.3

  6. Fine XVI - inizio XVII secolo

    Le tele conservate in chiesa sono databili a questi anni e attribuite a Gian Domenico Catalano e alla sua scuola.3

  7. 1810

    Fu istituita la festa patronale di Santa Maria della Lizza.5

  8. Anni Sessanta del Novecento

    Il crollo della pavimentazione portò alla luce un cimitero ipogeo con dieci celle.1

Mostra altre 3 date
  1. 1950

    La chiesa fu elevata a santuario dal vescovo Nicola Margiotta.3

  2. 1978-1983

    Il 23 agosto 1978 fu posto il vincolo e l'8 ottobre 1983 la tutela indiretta dell'area circostante.6

  3. 2020-2021

    L'11 settembre 2020 furono eseguite indagini georadar e laser scanner per individuare cripte e strutture sotterranee; i risultati furono pubblicati nel 2021.7,8

Le date con il quadrato vuoto sono incerte: le riportano poche fonti o fonti non verificate.

Architettura e opere

La chiesa ha pianta a croce latina, con transetto sporgente e abside rivolta a est, costruita in pietra calcarea locale e coperta con capriate di legno e tegole 2,3. Secondo CartApulia lo schema è cruciforme con unica navata e presbiterio absidato 9. Il pronao turrito, aperto da archi a sesto acuto e con volta costolonata e capitelli zoomorfi, è addossato alla facciata nord 3. Gli affreschi si distinguono in tre fasi dal XII al XVI secolo: il Volto di Madonna di matrice bizantina è considerato l'unico elemento residuo della decorazione originaria; sant'Elena, l'Annunciazione, santo Stefano e il profeta Elia sono del XIII secolo; sant'Antonio da Padova, santa Petronilla, la Dormitio Virginis e altre scene sono del XV-XVI secolo 3,1. Tra le tele sono ricordate la Crocifissione, San Carlo Borromeo e le Anime Sante del Purgatorio 3. Nel sottosuolo i dieci vani del cimitero ipogeo hanno sfiatatoi e botole per calare i defunti 1. Le indagini geofisiche hanno rilevato anomalie riferibili a strutture ignote (cripte) e alla chiesa più antica 7.

Leggende e tradizioni

La festa patronale si celebra il 14, 15, 16 e 27 agosto, con processione della statua portata a spalla, confraternita, banda e luminarie 5. Il 27 agosto si ricorda lo scampato pericolo del terremoto del 1886; i giorni centrali sono preannunciati dal novenario all'alba e dal gruppo "Fischiettu e Tamburu" 5. Una pratica devozionale antica è la preghiera familiare "Le Centu Cruci", il 15 agosto 5.

Antichità

Alezio è l'antica Aletium (Baletium), centro messapico citato da Plinio il Vecchio, Tolomeo e dalla Tavola Peutingeriana; secondo la scheda di Pleiades i Saraceni distrussero il sito intorno all'anno 1000 10. Nell'Ottocento Vannucci ricorda l'antica Alezio presso Santa Maria della Lizza, con iscrizioni e ruderi di antichi sepolcri 11.

La visita

Indirizzo: Via del Santuario 71, 73011 Alezio 1. Secondo museionline esiste un orario giornaliero di apertura, ma la fonte non è ufficiale e l'orario non è riportato 12.

Curiosità
  • La chiesa è anche detta Santa Maria dell'Alizza o Santa Maria de Cruciata 2,3.
  • Secondo la scheda GCatholic il santuario è tra le chiese giubilari del 2025 13.
  • Ivan Ferrari ha studiato la storica fiera della Lizza, con più di 500 anni di storia 14.
Le fonti non concordano

Su questi punti le fonti danno versioni diverse.

Data del pronao
Seconda metà del XIII secolo, all'epoca di Carlo I d'Angiò 2,3,1; probabilmente XIV secolo, dopo il 1330 4.
Data della chiesa
Seconda metà XII - prima metà XIII secolo 3; un affresco di stile basiliano porterebbe a una datazione anteriore di circa due secoli 3; CartApulia indica basso Medioevo (XI-XV secolo) ed età moderna 9.
Nome
Santa Maria della Lizza 1; Santa Maria dell'Alizza 2; Santa Maria de Cruciata durante la fase episcopale 3.
La scheda della Regione Puglia

Sorge in fondo ad un arioso spiazzo, nel cuore del paese, il Santuario di Alezio dedicato alla patrona Santa Maria della Lizza, edificato tra XII e XIII secolo.

Ad accogliere i visitatori è un ingresso imponente, con un pronao che re Carlo d’Angiò fece aggiungere alla chiesa per scopi difensivi. All’interno, raffinate opere pittoriche di Gian Domenico Catalano rendono prezioso l’edificio, che un tempo era interamente ricoperto di affreschi.

Delle pitture più antiche, si distinguono oggi tre fasi ornamentali: ben visibili sono un volto di Madonna, di matrice bizantina, frammenti di origine basiliana, alcuni profili di monaci e la scena della Dormitio Virginis.

Nel sottosuolo, si dispiega un cimitero ipogeo tornato alla luce solo dopo il crollo della pavimentazione negli anni ’60, che svelò dieci celle con sfiatatoi e botole da cui si calavano i defunti.

Libri per approfondire
  • M. Guerrieri, W. De Santis, Santa Maria dell'Alizza. Storia di un monumento in Alezio, 1997 14
  • Giovanni Mongiello, Il restauro della chiesa di Santa Maria dell'Alizza in Alezio, 1974 14,15
  • Lara De Giorgi, Ivan Ferrari, Francesco Giuri, Giovanni Leucci, Giuseppe Scardozzi, Integrated Geoscientific Surveys at the Church of Santa Maria della Lizza (Alezio, Italy), Sensors 21(6), 2021 16,7
  • Ivan Ferrari, La fiera della Lizza. Oltre 500 anni di storia, 2010 14
  • A. Pepe, S. Maria de Cruciata (della Lizza) presso Gallipoli, 2009 14
  • G. D'Elia, Alezio. Archeologia e Storia di un comune del Salento, 2001 9
Fonti (16)

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