
Il racconto
La chiesa madre di Maruggio, dedicata alla Natività di Maria Vergine, sorge nel centro storico ed è stata edificata tra la seconda metà del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento 1,4. La scheda regionale la dice costruita sui resti di una chiesa di epoca bizantina intitolata a Santa Maria de Nova, in carparo locale 1. Ha pianta basilicale a tre navate, con presbiterio sormontato da cupola 3. Fu rimaneggiata nei secoli, con stucchi interni nel Seicento e Settecento, e subì danni dal terremoto del 1743 secondo Wikipedia 1,2. Tra il 1959 e il 1961 fu restaurata dall'architetto Lorenzo Corrado Cesanelli, e un nuovo intervento negli anni Novanta ha rifatto la pavimentazione 1.
Storia
Epoca bizantina
Secondo la scheda regionale e Wikipedia, la chiesa fu edificata sui resti di una chiesa di epoca bizantina dedicata a Santa Maria de Nova. BeWeB ricorda che sulla data di edificazione della chiesa, originariamente dedicata a Santa Maria la Nova, non si hanno notizie certe.1,2,3
Seconda metà del XV secolo
Iniziano i lavori di costruzione, in parte sotto la direzione di fra' Giambattista Alliata; secondo Wikipedia in questo periodo furono edificati il presbiterio e il coro.1,2
Inizio del XVI secolo
I lavori terminano con la costruzione della navata maggiore e delle due laterali, a completare la pianta basilicale.1,2
1579
Nel timpano del portale secondario, l'unico originario sul lato nord, compare lo stemma ignaziano dell'Ordine dei Gesuiti con la data 1579.3
XVII-XVIII secolo
Nel Seicento e nel Settecento l'interno viene decorato con stucchi; a quest'epoca risale la cappella del Santissimo Sacramento secondo la scheda regionale. Il campanile è probabilmente della fine del Seicento.1,3
1710
Secondo Wikipedia, risale a questo anno la statua lignea di San Giovanni Battista penitente dello scultore napoletano Giovanni de Santis, custodita nella cripta.2
1733
Secondo Wikipedia, il corpo di san Costanzo, richiesto al Vicariato di Roma, è donato a Maruggio dal commendatore Chigi.2
1740
Secondo Wikipedia, l'arciprete Covelli dona la statua in pietra leccese di Santa Maria la Nova, collocata sopra l'altare del coro.2
Mostra altre 3 date
1743
Secondo Wikipedia, il terremoto di Nardò distrugge l'antico rosone romanico; crollano i tetti a canneto delle navate laterali, poi rifatte con volte a crociera settecentesche, e 4 dei 16 altari originari. Dopo il sisma viene edificata la cappella del Santissimo Sacramento.2
1959-1961
Restauro totale dell'architetto Lorenzo Corrado Cesanelli, che secondo la scheda regionale riporta l'edificio alle forme originarie. Secondo BeWeB, in questi restauri sono realizzati il portale d'ingresso e il rosone su disegno di Cesanelli, eseguiti dallo scalpellino manduriano maestro Di Giacomo, e la cripta ipogea.1,3,2
Anni Novanta del XX secolo
Architettura e opere
La chiesa ha pianta basilicale a tre navate, orientata est-ovest, con cinque colonne per lato, capitelli decorati con foglie d'acanto e putti alati, volta a botte nella navata centrale e volte a crociera nelle laterali 4,3. È costruita con il carparo locale estratto dalle cave in contrada Li Tajati secondo la scheda regionale e Wikipedia 1,2, mentre BeWeB parla di pietra arenaria e di stile romanico pugliese 3. Il presbiterio, a un livello più alto delle navate, è sormontato da una cupola su base ottagonale visibile solo all'esterno, e vi è annesso il coro 3. La facciata principale è monocuspidata, ritmata da lesene e da cornici su archetti pensili con conchiglie e rosette 3,2. La navata destra è interrotta dalla cappella del Rosario, oggi battistero, e dalla cappella del Santissimo Sacramento, con volta a cupola 3. Secondo Wikipedia la chiesa conserva tele settecentesche del pittore manduriano Matteo Niccolò Bianchi e del fratello Diego Oronzo Bianchi, un Crocifisso ligneo cinquecentesco e una cripta dedicata alla Madonna di Lourdes 2. Una divulgazione web conferma le opere dei fratelli Bianchi 5.
Leggende e tradizioni
Secondo una pagina web locale, il 20 e 21 novembre si celebra la festa della Madonna del Verde, legata alla guarigione dal male del verde (favismo), con una processione dalla chiesa del cimitero alla chiesa madre 6.
La visita
Curiosità
- Secondo Wikipedia, lo stemma della famiglia Alliata, commendatore sotto il cui governo furono terminati i lavori, campeggia al centro della facciata principale 2.
- Secondo Wikipedia, in origine le navate ospitavano 16 altari commissionati da famiglie nobili maruggesi e manduriane 2.
- Una pubblicazione del 1993 è intitolata La chiesa madre di Maruggio : "pro restauro" 9.
Le fonti non concordano
Su questi punti le fonti danno versioni diverse.
La scheda della Regione Puglia
La chiesa madre di Maruggio è stata edificata nel periodo a cavallo tra la seconda metà del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento, ed è dedicata alla Natività della Vergine Maria.
Fu edificata nel centro storico sui resti di una chiesa di epoca bizantina dedicata a "Santa Maria de Nova", usando integralmente il carparo locale estratto dalle cave in contrada Li Tajati. I lavori di costruzione, parte dei quali furono eseguiti sotto la direzione di fra' Giambattista Alliata, iniziarono nella seconda metà del XV secolo e terminarono agli inizi del XVI secolo, con la costruzione della navata maggiore e delle due laterali, a completare la pianta basilicale dell'edificio.
Nel corso dei secoli l'edificio subì numerosi rimaneggiamenti: in particolare nel Seicento e Settecento fu decorata all'interno con stucchi. A quest'epoca inoltre risale la cappella del Santissimo Sacramento. Tra il 1959 e il 1961 l'edificio è stato oggetto di una totale opera di restauro da parte dell'architetto Lorenzo Corrado Cesanelli che ha riportato l'edificio alle forme originarie. Un ulteriore restauro si è avuto negli anni novanta, con il rifacimento della pavimentazione interna.
Libri per approfondire
- AA. VV., Cazzato M. a cura di, Atlante del Barocco in Italia: Lecce ed il Salento, Roma, 2015
- Filomena T., Guida di Maruggio, dentro e oltre la storia, Maruggio, 2006
- Filomena E., Maruggio antica: aspetti editi ed inediti di storia feudale e commendale, araldica e diplomatica, personaggi e costumi tra le pieghe della vita locale d'altri tempi, 1997
- La chiesa madre di Maruggio : "pro restauro" (1993)
Fonti (9)
Il racconto è scritto solo da queste fonti: i numeri nel testo rimandano qui. Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026.
- 1.Regione Puglia, scheda del luogo (viaggiareinpuglia.it) · istituzionale
- 2.Wikipedia (it): Chiesa madre (Maruggio) · enciclopedia
- 3.BeWeB (CEI): Chiesa della Santissima Natività di Maria Vergine · istituzionale
- 4.CartApulia (Regione): Chiesa Madre della Santissima Natività di Maria Vergine (età moderna) · istituzionale
- 5.Maruggio — L'Italo-Americano (14/04/2025) · web
- 6.Festa della Madonna del Verde, Maruggio — il Tacco di Bacco · web
- 7.Chiesa Santissima Natività di Maria Vergine, Maruggio — GCatholic.org · istituzionale
- 8.Vincoli in Rete (MiC): CHIESA MATRICE · istituzionale
- 9.Catalogo SBN: libri sul luogo · libro
Eventi qui vicino
Nei prossimi giorni entro 15 km.
Nessun evento in programma qui vicino nei prossimi giorni.
Altri luoghi qui vicino
Chiese e cripteChiesa Santa Maria delle GrazieEdificio religioso legato all'ex convento dei frati minori osservanti,
attualmente sede municipale. Maruggio qui vicino
Castelli, torri e palazziPalazzo dei CommendatoriIl Palazzo che fu fatto erigere dai Cavalieri di Malta domina piazza del
Popolo con i suoi simboli e stemmi nobiliari. Maruggio qui vicino
Mare e grotteCampomarinoMare cristallino dalle sfumature caraibiche e alte dune di sabbia chiara si
srotolano per chilometri lungo il litorale di Campomarino di Maruggio. Maruggio a 2,7 km- Chiese e cripteChiesa rupestre della Santissima TrinitàCripta frequentata dal 1100 dai monaci basiliani, poi divenuta meta di pellegrinaggio per gli abitanti di Torricella Torricella a 5,5 km
Mare e grotteTorre OvoAngolo di natura selvaggia, le calette rocciose e le spiaggette sabbiose
bagnate dall’acqua limpida di Torre Ovo fanno da sfondo alle vacanze
all’insegna del relax. Torricella a 6,2 km
Natura e giardiniRiserva naturale regionale orientata del litorale tarantino orientaleLungo la Riserva del Litorale Tarantino, ampie distese di profumata macchia
mediterranea si alternano a fitti boschi di leccio dove limpidi torrenti si
tuffano nel mar Ionio. Manduria a 7,3 km