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Chiesa di Santa Maria dei Martiri

Otranto (LE)

Chiesa di Santa Maria dei Martiri
Chiesa di Santa Maria dei Martiri
Foto Lupiae · Regione Puglia

Il racconto

La chiesa di Santa Maria dei Martiri, intitolata anche a San Francesco da Paola, sorge sul Colle della Minerva, alla periferia sud-est di Otranto, con un convento annesso 6,7,1. Il colle è il luogo in cui, secondo la tradizione, furono decapitati gli otrantini nel 1480, in numero di circa ottocento 2,3,4. Una prima chiesa, voluta da Alfonso d'Aragona, esisteva già nel 1538-1540, mentre l'edificio attuale è datato al 1614 da un'epigrafe sul portale 7,1. Con un atto del 1542 la chiesa fu affidata ai Padri Minimi, allontanati dal convento nel 1809 con la soppressione degli ordini religiosi 1.

Storia
  1. Età anticaincerto

    Secondo BeWeB, dal toponimo “Colle della Minerva” si deduce che l'area di sedime ospitò “forse”, in tempi molto antichi, un tempio dedicato alla dea Minerva; la scheda non porta altre prove 1.

  2. 14 agosto 1480

    Sul Colle della Minerva ebbe luogo il martirio degli otrantini dopo l'occupazione turca della città; le fonti parlano di circa ottocento persone 2,3,4. Il sasso su cui furono decollate le vittime fu custodito a lungo in una piccola cappella lungo la scalinata, fino alla traslazione nel Cappellone dei Martiri della Cattedrale 1.

  3. 1538-1540

    Dalla visita pastorale di monsignor Piero Antonio De Capua risulta che l'edificio, da poco costruito e non ancora officiato, era privo di altare e di cappellano; un testo di storia dei santuari fa risalire al 1538 la nascita del santuario sul luogo del martirio 1,5. Una tradizione riportata dalle schede regionali attribuisce la prima struttura ad Alfonso d'Aragona, in memoria dei martiri 6,7.

  4. 2 giugno 1542

    Atto giuridico tra la Città di Otranto (il sindaco Nicola Marasco e il governatore Francesco Munez) e i Padri Minimi (il provinciale Valentino da Montaldo) perché i Minimi ufficiassero la chiesa di Santa Maria dei Martiri e costruissero un convento. Secondo BeWeB la scelta fu dettata dalla gratitudine verso san Francesco di Paola 1.

  5. 1614

    Un'epigrafe in latino sopra il portale ricorda che il tempio con il chiostro, eretto un tempo dal Duca di Calabria e poi quasi rovinato, fu portato dalle fondamenta a forma più ampia dai coniugi Francesco Arnesano di Lecce e Marzia Leucia, che lo dedicarono nel 1614. I lavori furono eseguiti da Giambattista Perulli, Donato e Nardo Miscianello e Jaco Lupantonio Stepani di Lecce 7,1. La Regione Puglia riferisce l'avvio dei lavori nel 1614 su ruderi di una struttura voluta da Alfonso d'Aragona 6.

  6. 1809

    L'editto di soppressione degli ordini religiosi emanato da Giuseppe Bonaparte diventa efficace a Otranto sotto Gioacchino Murat; dopo 260 anni i Padri Minimi furono allontanati dal convento 1.

Le date con il quadrato vuoto sono incerte: le riportano poche fonti o fonti non verificate.

Architettura e opere

La chiesa sorge in posizione sopraelevata, circondata da vegetazione; vi si accede dalla strada provinciale 87 oppure a piedi dalla scalinata che sale dalla piazzetta sottostante. È orientata in direzione nord-sud e chiude a ovest il cortile del convento 1. All'interno, secondo la Regione Puglia, si trovano altari e dipinti, tra cui un'opera di Ludovico Zoppi, datata al XVI secolo, che raffigura l'eccidio dei Martiri 6.

Leggende e tradizioni

Secondo la tradizione ricordata nelle fonti, la chiesa sorge dove furono uccisi gli otrantini nel 1480 e conserva la memoria dei Santi Martiri 6,4. Un saggio sui santuari osserva che la chiesa, pur intitolata alla Vergine, è legata all'episodio degli “ottocento martiri” ed è un caso in cui Maria si “appropria” della dedicazione di un santuario dove si venera altro 5,8. Secondo la dedica sull'epigrafe del 1614, san Francesco di Paola è definito “profeta” della vittoria 1.

La visita

Indirizzo indicato dalla Regione Puglia: SP87, Otranto 6. La stessa scheda riporta per i mesi da giugno a settembre apertura il lunedì, martedì, giovedì e sabato dalle 8:00 alle 12:30, e il mercoledì e la domenica (tramite grata) dalle 8:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:30; la scheda non indica l'anno, quindi gli orari vanno verificati 6. Si può raggiungere a piedi dalla scalinata sottostante 1.

Curiosità
  • Lo stesso titolo “Santa Maria dei Martiri” è portato da altre chiese, ad esempio la parrocchiale di Martignano, che sono edifici diversi 9.
  • Un testo di storia dei santuari cita il santuario di Otranto tra i pochi santuari martiriali dell'Italia meridionale con tradizione ininterrotta 2.
Le fonti non concordano

Su questi punti le fonti danno versioni diverse.

Data di costruzione
La Regione Puglia e CartApulia indicano il 1614 come data dei lavori o dell'edificio, sulla base dell'epigrafe sul portale 6,7. BeWeB riferisce però un edificio già costruito, ma non ancora officiato, nel 1538-1540 e un atto del 1542 per l'ufficiatura da parte dei Minimi; l'epigrafe del 1614 attesta una ricostruzione più ampia 1.
Committente della prima struttura
Le schede regionali parlano di una struttura voluta da Alfonso d'Aragona 6,7; l'epigrafe, nella traduzione di BeWeB, parla del Duca di Calabria 1; la scheda BeWeB non chiarisce se si tratti della stessa persona.
La scheda della Regione Puglia

Domina dall'alto la città di Otranto, posta com'è sul Colle della Minerva, la chiesa di Santa Maria dei Martiri, intitolata anche a San Francesco da Paola.

I lavori di costruzione di questo edificio, con annesso convento, furono avviati nel 1614, sui ruderi di una preesistente struttura, voluta da Alfonso d'Aragona, in memoria del massacro dei Santi Martiri che qui ebbe luogo.

All'interno della chiesa, si trovano altari e dipinti di pregevole fattura, tra essi spicca l'opera di Ludovico Zoppi, datata al XVI secolo, che ritrae l'eccidio dei Martiri.

Orari e giorni di apertura

Da giugno a settembre: il lunedì, il martedì, il giovedì e il sabato dalle ore 08:00 alle ore 12:30 e il mercoledì e la domenica (tramite grata) dalle ore 08:00 alle ore 12:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:30.

Libri per approfondire
  • V. De Vitis, Guida di Otranto. La città, il territorio, la costa, Le Guide Verdi, 1, Galatina, 2007 7
  • Giorgio Cracco (a cura di), Per una storia dei santuari cristiani d'Italia: approcci regionali, 2002 2,5,8
  • Gustav Faber, Süditalien: Geschichte, Kultur, Kunst, 1973 10
  • Zoë Ross, Puglia, 2007 11
Fonti (11)

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