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Museo Provinciale \"Sigismondo Castromediano\"

Lecce (LE)

Museo Provinciale Sigismondo Castromediano
Museo Provinciale Sigismondo Castromediano
Museo Provinciale Sigismondo CastromedianoFoto Mirabilia Sistemi · Regione Puglia

Automatisch aus dem Italienischen übersetzt.

Gegründet 1868 vom Herzog von Cavallino Sigismondo Castromediano, ist das Museo Provinciale di Lecce das älteste in Apulien.\n\nEs beherbergt eine reiche Sammlung von Zeugnissen der messapischen Zivilisation und der römischen Siedlungen mit Terrakotten, Inschriften, Statuen und apulischen sowie attischen Vasen.\n\nIm Obergeschoss befindet sich die Pinakothek mit Gemälden vom Mittelalter bis zum 18. Jahrhundert, die die byzantinischen und venezianischen Einflüsse auf die Kreativität der lokalen Künstler dokumentieren. Zu den renommiertesten Namen gehören Bartolomeo Vivarini, Paolo Finoglio, Oronzo Tiso.\n\nEine Abteilung ist zudem den kleineren Kunstformen gewidmet, von Keramiken über Elfenbein bis hin zu Bronzen und barocken Silberarbeiten, während ein Pavillon dem großen Tenor Tito Schipa gewidmet ist.\n\nFür weitere Informationen klicken Sie hier.

Die Geschichte

Dieser Text ist vorerst nur auf Italienisch verfügbar.

Il Museo provinciale Sigismondo Castromediano, in viale Gallipoli 31 a Lecce, fu fondato nel 1868 dal duca di Cavallino Sigismondo Castromediano ed è indicato come il museo più antico della Puglia 1,2. Le raccolte ebbero una prima sede nel convento dei Padri Celestini, accanto a Santa Croce, e dal 1979 sono nell'ex Collegio Argento, riallestito dall'architetto Franco Minissi 4. Il museo conserva soprattutto reperti messapici e romani del Salento, con vasi apuli e attici, iscrizioni e terrecotte, e ha anche una pinacoteca e una sezione di arti minori 1,2. Ospita inoltre mostre, convegni e concerti nel suo auditorium 16,10,17.

Geschichte
  1. 1868

    Sigismondo Castromediano, duca di Cavallino, fonda il museo 1,2,3.

  2. Seconda metà dell'Ottocento

    Le raccolte litiche, vascolari ed epigrafiche, frutto delle campagne di scavo ottocentesche, trovano una prima sistemazione nel convento dei Padri Celestini, accanto a Santa Croce 4.

  3. Fine dell'Ottocento

    Il padre gesuita Nicodemo Argento promuove la costruzione dell'edificio del Collegio Argento, l'istituto scolastico che oggi ospita il museo 5.

  4. Dopo la morte del duca

    Secondo Wikipedia il museo resta a lungo trascurato e molti reperti finiscono in altri musei italiani, tra cui quello di Taranto 2.

  5. 1961

    Il direttore del museo è Mario Bernardini, che in quegli anni pubblica i cataloghi dei vasi di Gnathia e a vernice nera 6,7.

  6. 1968-1970

    Per il centenario del museo Parlangeli tiene un discorso sulla conoscenza dei Messapi e l'Amministrazione provinciale pubblica il volume del centenario, uscito a Galatina nel 1970 8,9,10.

  7. 1970-1977

    I repertori internazionali indicano come sede il Palazzo del Governo e come direttrice Giovanna Delli Ponti 3,11.

  8. 1979

    Le collezioni sono trasferite nell'ex Collegio Argento, ridisegnato da Franco Minissi come spazio aperto e continuo 4,2.

4 weitere Daten zeigen
  1. 7 ottobre 1990 - 7 gennaio 1991

    Il museo ospita la mostra Archeologia dei Messapi, a cura di Francesco D'Andria 12,10.

  2. 1995

    Il museo ospita la mostra «Il Barocco a Lecce e nel Salento», che avvia una serie di restauri di sculture lignee policrome 13.

  3. 22 giugno 2019unsicher

    Secondo una fonte giornalistica, il museo riapre dopo un restauro della Regione 14.

  4. 2020

    Alcuni contenitori da trasporto e una grande ancora, prima conservati al museo, vengono esposti nella torre di Porto Cesareo 15.

Daten mit leerem Quadrat sind unsicher: Sie stammen aus wenigen oder ungeprüften Quellen.

Architektur und Werke

L'edificio è l'ex Collegio Argento, costruito alla fine dell'Ottocento e riallestito da Franco Minissi come percorso unico attraverso archeologia, storia e arte del Salento 4,5. Il percorso va dalle grotte preistoriche alle città messapiche fortificate di Roca, Cavallino, Rudiae e Ugento, fino a Lupiae romana con le sculture in marmo dei suoi edifici per spettacoli 4. Nella sezione preistorica è ricostruita la Grotta dei Cervi di Porto Badisco con le pitture rupestri 2. La raccolta messapica comprende vasellame e trozzelle da Rudiae 2. Tra i pezzi studiati ci sono una pelike del 460-450 a.C. da Rudiae, un cratere a campana di Gnathia da Rudiae, una lira da Rocavecchia (inv. 3935) e un cratere a figure nere della prima metà del V secolo a.C. da Cavallino 18,19,20,21. Su un'anfora protoapula da Rudiae (inv. 571) sono incise tre iscrizioni, in parte ritenute false, aggiunte forse da trafficanti che vendevano antichità al duca 22,23. Il museo conserva iscrizioni greche e latine, tra cui un saluto greco del 350-340 a.C. e varie epigrafi funerarie latine tra il 30 a.C. e il 30 d.C. 24,25,26,27,28, ed epigrafi bizantine 10. La pinacoteca espone dipinti che mostrano gli influssi bizantini e veneziani sugli artisti locali, con opere di Lorenzo Veneziano, Alvise e Bartolomeo Vivarini, Paolo Finoglio, Pacecco De Rosa, Oronzo Tiso e altri 1,2. Tra queste ci sono il polittico di San Giovanni Evangelista di Lorenzo Veneziano (1380 circa) e il Martirio di san Biagio di Pacecco De Rosa (1640) 29,30. Una sezione è dedicata alle arti minori: ceramiche, avori, bronzi e argenti barocchi 1,2. Un padiglione è dedicato al tenore leccese Tito Schipa 1,2. Il Catalogo generale dei Beni Culturali registra 1660 opere conservate, tra cui disegni e stampe del Novecento e disegni ottocenteschi di costumi popolari del Salento 31. La biblioteca del museo conserva manoscritti come la Cronaca di Lecce di Bernardino Braccio e quelli di Cosimo De Giorgi 32,33.

Besuch

Il museo è in viale Gallipoli 31 a Lecce 1. La scheda del Ministero della Cultura, aggiornata al 2 marzo 2016, indica l'apertura tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 9 alle 22 da giugno a settembre e dalle 9 alle 19 da ottobre a maggio, con ultimo ingresso mezz'ora prima della chiusura 4. Gli orari vanno verificati perché la fonte risale al 2016 4. Il museo ha un auditorium dove si tengono convegni e concerti 16,34,17.

Wissenswertes
  • Il museo ha un laboratorio di restauro, dove è stata restaurata tra l'altro la statua di San Matteo eseguita nel 1691 per l'omonima chiesa di Lecce 35.
  • La direttrice Giovanna Delli Ponti collaborò agli scavi lungo le mura messapiche di Rocavecchia 36.
  • Nel 1915 Filippo Bacile proponeva di portare al museo capitelli e stemmi di Lecce minacciati dalle demolizioni 37,38.
  • Il dipinto Uomo che legge del museo è stato confrontato con una versione su tela della Galleria nazionale della Puglia 39,10.
Wo die Quellen sich widersprechen

Zu diesen Punkten geben die Quellen unterschiedliche Versionen an.

Anno di fondazione
1868 per la Regione, Wikipedia e The World of Learning 1,2,3; 1869 per l'annuario Minerva del 1921 40.
Estensione cronologica della pinacoteca
Dal Medioevo al XVIII secolo secondo la Regione 1; fino al Novecento secondo Wikipedia e il Ministero 4,2.
Autenticità delle iscrizioni dell'anfora inv. 571
Generalmente ritenute non autentiche, secondo l'interpretazione di Bernardini 22; in parte genuine, con un testo spurio aggiunto, secondo l'analisi di Flavia Frisone 23.
Bücher zum Weiterlesen
  • G. Delli Ponti, Il Museo provinciale Castromediano di Lecce, 1983 41
  • P. Romanelli, M. Bernardini, Il Museo Castromediano di Lecce, Roma, 1932 42,43
  • Amministrazione provinciale di Lecce, Centenario del Museo provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce, Galatina, 1970 9,10
  • M. Bernardini, Vasi dello stile di Gnathia. Vasi a vernice nera, Lecce, 1961 7
  • M. Bernardini, I vasi attici del Museo Provinciale di Lecce, 1981 44
  • F. D'Andria (a cura di), Archeologia dei Messapi. Catalogo della mostra, Bari, 1990 12
  • G. Passarelli, Le epigrafi bizantine al Museo Castromediano di Lecce, 1981 10
  • M. Fagiolo, Lecce. Architettura e storia urbana, Congedo, Galatina, 2013 5
Quellen (44)

Die Geschichte stützt sich nur auf diese Quellen: Die Zahlen im Text verweisen hierher. Zuletzt aktualisiert: 21. Oktober 2026.

  1. 1.Regione Puglia, scheda del luogo (viaggiareinpuglia.it) · institutionell
  2. 2.Wikipedia (it): Museo archeologico Sigismondo Castromediano · Enzyklopädie
  3. 3., The World of Learning (1970) — brano · Buch
  4. 4.Ministero della Cultura, luoghi della cultura: Museo Sigismondo Castromediano (aggiornato 2016-03-02) · institutionell
  5. 5.CartApulia (Regione): Ex Collegio Argento, ora Museo Provinciale Castromediano (età contemporanea) · institutionell
  6. 6., Palladio July-December 1961: Vol 11 3-4 (1961) — brani · Buch
  7. 7., The journal of Hellenic studies, volume lxxxiii 1963 (1963) — brani · Buch
  8. 8.OmniPage CSDK 18, I Messapi (2012) — brano OCR · Buch
  9. 9., Itinerari dei musei, gallerie, scavi e monumenti d'Italia (1988) — brano · Buch
  10. 10.Catalogo SBN: libri sul luogo · Buch
  11. 11., The Archaeologists' Year Book (1977) — brano · Buch
  12. 12.Ágnes Bencze, Abréviations bibliographiques (2013) · Studie
  13. 13.Adobe Acrobat 9.4.1, Simulacri sacri (2011) — brano OCR · Buch
  14. 14.Riapre il Museo Castromediano a Lecce — Artribune (giugno 2019) · Web
  15. 15.Rita AURIEMMA, Rotte, merci e navi. Il racconto continua... (2020) · Studie
  16. 16.Donatella Tronca, Lecce – Auditorium del Museo Castromediano, convegno Danza e rito. Tra sacro e profano, pratiche rituali e forme del patrimonio (3-4 ottobre 2026), intervento su L’immagine che […] · Studie
  17. 17.salentosagreeventi.it: eventi nel luogo · institutionell
  18. 18., Caulonia tra Crotone e Locri - Atti del Convegno Internazionale, Firenze 30 maggio-1 giugno 2007 (2010) — brano OCR · Buch
  19. 19., The Archaeology of South-East Italy in the First Millennium BC - Greek and Native Societies of Apulia and Lucania between the 10th and the 1st Century BC (2013) — brano OCR · Buch
  20. 20., greek pottery painting (1966) — brani · Buch
  21. 21.Katia Mannino, Divini Eroi: un cratere da Cavallino e le sue storie = Divine Heroes: a krater from Cavallino and his tales (2009) · Studie
  22. 22.Flavia Frisone, Le tre iscrizioni sull’anfora protoitaliota da Rudiae (Lecce, Museo Castromediano, no inv. 571) (2005) · Studie
  23. 23.Flavia Frisone, Tre iscrizioni sull'anfora protoitaliota da Rudiae (Lecce, Museo Castromediano, n. inv. 571) (2005) · Studie
  24. 24.Iscrizione EDR168796 (conservata_qui) · Studie
  25. 25.Iscrizione EDR105492 (conservata_qui) · Studie
  26. 26.Iscrizione EDR080900 (conservata_qui) · Studie
  27. 27.Iscrizione EDR105058 (conservata_qui) · Studie
  28. 28.Iscrizione EDR080895 (conservata_qui) · Studie
  29. 29.Lorenzo Veneziano (wikipedia-it) · Enzyklopädie
  30. 30.Opere di Pacecco De Rosa (wikipedia-it) · Enzyklopädie
  31. 31.Catalogo generale dei Beni Culturali: opere conservate · institutionell
  32. 32.Cosimo De Giorgi, manoscritti — Universita' del Salento (IRIS) · institutionell
  33. 33.Umberto Congedo, La vita e le opere di Scipione Ammirato (notizie e ricerche) (1904) — brano OCR · Buch
  34. 34.Silvano Marchiori, Le Palme in Terra d’Otranto, un passato glorioso, un futuro incerto (2008) · Studie
  35. 35.Adobe Acrobat 9.4.1, Simulacri sacri (2011) — brano OCR · Buch
  36. 36.PScript5.dll Version 5.2.2, Metaponto (2007) — brano OCR · Buch
  37. 37.Bacile, Filippo, 1827-1911,Croce, Benedetto, 1866-1952, Scritti varii di arte e di storia (1915) — brano OCR · Buch
  38. 38.Bacile, Filippo, 1827-1911,Croce, Benedetto, 1866-1952, Scritti varii di arte e di storia (1915) — brano OCR · Buch
  39. 39.Adobe Acrobat 9.4.1, Nomi nel marmo (2011) — brano OCR · Buch
  40. 40.Richard Kukula, Karl Ignaz Trübner, Minerva – Jahrbuch der gelehrten welt... (1921) — brano · Buch
  41. 41.Giovanna Delli Ponti, Il Museo provinciale Castromediano di Lecce (1983) — brano · Buch
  42. 42.j.d. beazley, attic red-figure vase-painters (1963) — brani · Buch
  43. 43.various, British Museum General Catalogue of Printed Books 1968: Vol 26 (1968) — brani · Buch
  44. 44.Mario Bernardini, Museo provinciale Sigismondo Castromediano, I vasi attici del Museo Provinciale di Lecce (1981) — brano · Buch

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